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Tecnopolo e Cercal San Mauro

Da rifiuto a risorsa: un modello per un distretto calzaturiero più sostenibie

In foto: Tecnopolo di Rimini
Tecnopolo di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 5 Feb 2026 15:15 ~ ultimo agg. 15:49
Tempo di lettura 3 min

Dal rifiuto alla risorsa: un modello per un distretto calzaturiero più sostenibile – Tecnopolo di Rimini in collaborazione con il CERCAL di San Mauro Pascoli

C’è un momento, nel ciclo produttivo di ogni impresa manifatturiera, in cui lo scarto sembra rappresentare solo un costo: un problema da gestire, una voce di bilancio da comprimere, un adempimento normativo da rispettare.
Ma cosa succede se quello scarto diventa invece una leva di innovazione, un’opportunità di collaborazione e persino un vantaggio competitivo per un intero territorio?
È da questa domanda che nasce il lavoro di ricerca applicata sviluppato all’interno del Tecnopolo di Rimini dal CIRI FRAME – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Fonti Rinnovabili, Ambiente, Mare ed Energia dell’Università di Bologna, con un focus preciso su uno dei settori simbolo del Made in Italy: il distretto calzaturiero.

Tra crisi e innovazione: il contesto del distretto

Negli ultimi anni il distretto calzaturiero del Rubicone, con epicentro a San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone, ha attraversato una fase di difficoltà profonda, con contrazione dei mercati, riduzione dei volumi produttivi e prospettive di crescita incerte. 
La pressione sui mercati internazionali, i cambiamenti nei comportamenti di consumo e la competizione globale hanno reso evidente come non siano più sufficienti gli approcci tradizionali. Secondo le associazioni di categoria e gli osservatori economici, le imprese devono affrontare sfide strutturali che includono investimenti in sostenibilità, innovazione tecnologica e tracciabilità di filiera.  

Un modello scientifico al servizio delle imprese

Il progetto ha portato alla definizione di un modello operativo in grado di supportare le aziende del comparto calzaturiero nel conferimento ottimale degli scarti di produzione, valutandone quantità, tipologie, impatti ambientali e possibili percorsi di recupero a basso impatto.

Non si tratta di teoria, ma di ricerca applicata, costruita per rispondere a esigenze reali:
– ridurre i costi di gestione dei rifiuti
– migliorare le performance ambientali
– creare filiere di recupero condivise a livello distrettuale
– trasformare un obbligo in una strategia di sviluppo

Un lavoro che si inserisce pienamente nei principi dell’economia circolare, ma con un approccio rigoroso: non tutto ciò che è “circolare” è automaticamente sostenibile. Per questo il modello si basa su analisi scientifiche come la Material Flow Analysis (MFA) e la Life Cycle Assessment (LCA), fondamentali per valutare l’impatto reale delle soluzioni proposte.

Dalla sostenibilità alla competitività

l valore di questa esperienza non sta solo nei risultati ottenuti, ma nella prospettiva che apre. 
L’obiettivo dichiarato è quello di attivare collaborazioni future per proseguire il lavoro di recupero ottimale e a basso impatto dei rifiuti calzaturieri in un distretto strategico come San Mauro Pascoli.
Ma c’è di più: il modello sviluppato è pensato per essere replicabile, adattabile anche ad altri distretti produttivi interessati ad avviare percorsi analoghi. 
In questo senso, il Tecnopolo di Rimini si conferma come ponte operativo tra ricerca e impresa, capace di tradurre il sapere scientifico in strumenti concreti per la competitività dei territori.
Perché la sostenibilità, quando funziona davvero, non è uno slogan. È un metodo.
E, sempre più spesso, è anche una scelta di intelligenza economica.


Tecnopolo di Rimini
Via Dario Campana 71
47921 Rimini
+39 0541 24757
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