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Stato delle carceri

Visita alla casa circondariale di Ferragosto del Partito Radicale

In foto: visita carcere rimini ferragosto
visita carcere rimini ferragosto
di
Redazione
   
Tempo di lettura 6 min
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La visita in Carcere del Partito Radicale è una "tradizione" che risale agli anni '70. Un'attività che negli anni ha permesso di mostrare lo stato delle carceri al paese e di far uscire dalle mura dei penitenziari i problemi e le criticità.

La delegazione del Partito Radicale ha visto presenti Ivan Innocenti del Consiglio Generale dei Partito Radicale, Andrea Pari Consigliere del Comune di Rimini, Pierfrancesco Bruno Presidente associazione Nessuno è Cattivo per Sempre. Insieme alla delegazione presente il Garante delle persone private della libertà della Regione Emilia Romagna Cavalieri Roberto.

I dati delle presenze ammontano a 166 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 118 e una tollerata di 165. Ci informano che nei giorni precedenti le presenze erano oltre 180 persone.
Si conferma negli anni più recenti un aggravio sostanziale delle condizioni di detenzione. Infatti nelle visite più recenti possiamo considerare un sovraffollamento intollerabile dell'istituto la norma.

Oltre la metà dei detenuti sono tossicodipendenti; 86 persone. Persone che necessitano di percorsi sanitari e sociali e non di percorsi penali.
Le persone in attesa di giudizio definitivo sono 38. Dato che si conferma in calo rispetto al passato. Ricordiamo che tra queste persone ci sono statisticamente il 50% di innocenti dal punto di vista processuale, circa 20 detenuti di oggi. Il recente caso di Dassilva è esempio per tutti. Persona detenuta per due anni e poi rilasciata perché innocente.

Lavoro

I semiliberi e articolo 21 sono complessivamente 25. Sono detenuti che svolgono attività lavorative, corsi di formazione e volontariato all’esterno del carcere.
I 14 semiliberi vivono in una sezione che è costituita da un edificio fuori dal perimetro dell’istituto ma con esso confinante. Sono indicate complessivamente 20 persone per 11 posti regolamentari. Edificio donato in passato dal Comune di Rimini. La loro condizione è di grave disagio. La casa è ormai ammalorata e richiede importanti interventi per risanare. Gli antibagni sono privi di porte e i pavimenti degli stessi sono malamente riparati. Le camerate sono sovraffollate e con presenza di muffa ai muri. Il disagio maggiore lo si riscontra durante i giorni di festa. I detenuti stazionano nell’area comune dove una vetrata chiusa esposta al sole la rende invivibile. Del giardino circostante non è permesso l'uso. Si presterebbe a essere area di passeggio. I detenuti hanno espresso la volontà di curarlo e fare un orto.

Vanno poi considerati i detenuti della Sezione Andromeda. Sezione a custodia attenuata in cui si trovano detenuti con dipendenze che andranno dopo il percorso in comunità. Anche in questa sezione si svolge attività di lavoro. Dalle informazioni ricevute in sezione, gli 11 detenuti ospitati svolgono circa 3 ore al giorno di lavoro di assemblaggio per la ditta Scrigno. Il lavoro è portato e gestito dal Prete dell’istituto, Don Nevio, ed è frutto di un accordo tra la ditta e l’associazione Papa Giovanni XXIII. Ai lavoratori viene riconosciuto un fondo spese per le necessità della sezione. Anche questi lavoratori dovrebbero essere indicati nelle statistiche dell’istituto.

Abbiamo raccolto diverse lamentele per quanto riguarda il sopravvitto; i beni essenziali acquistati dai detenuti tramite un servizio dato in appalto ad aziende esterne. Si lamenta un peggioramento rispetto all’anno precedente. Ritardi nelle consegne, carenza di fornitura di acqua in bottiglia, qualità scadente del fresco, problemi organizzativi nella gestione dell’evasione degli ordini.
Alcuni detenuti hanno lamentato scarso supporto psichiatrico.

Nella prima sezione ci sono novità, il magistrato di sorveglianza ha interrotto l'automatismo del riconoscimento del risarcimento per trattamenti inumani e degradanti. Non che non ci siano; infatti la sezione è sempre quella del passato con celle senza docce, senza acqua calda, struttura ammalorata e fatiscente, docce comuni per metà guaste. Una situazione di aggravio di supplizi che non tiene conto della realtà umana costretta a condizioni così estreme di vita, sia dei detenuti che del personale.

Importante novità e speranza. Nel mese di luglio segnalano che è stata presente una delegazione del DAP che ha preso visione degli spazi che saranno interessati da settembre ai lavori di ristrutturazione e si sono definite le procedure di ricollocamento dei detenuti. I lavori interesseranno l’ala dell’edificio penitenziario che ospita la prima sezione e la sesta sezione chiusa da anni. I lavori sono urgenti da molti anni e rinviati continuamente. Vedremo se a settembre riusciranno a partire.

Il giro nelle sezioni ha impegnato poi il Garante regionale nel colloquio con una decina di detenuti. Questa attività di ascolto e raccolta dati è molto importante per potere intervenire sulle esigenze delle persone trattenute e per valutare dove più necessari sia intervenire.
Risulta invece necessario che sia presentata la relazione al Consiglio Comunale del Garante del Comune di Rimini, relazione che tarda da maggio e che l’Assessore Gianfreda e il presidente del Consiglio comunale Corazzi hanno promesso disponibile entro luglio, promessa che non ha avuto poi riscontro. Siamo in una situazione di grande cambiamento nel carcere di Rimini. I lavori vedranno la sistemazione della prima sezione e la realizzazione di importanti spazi dedicati al lavoro interno al carcere, oggi assenti.

Questi passaggi necessitano un rapporto continuo e informato con la città e l’opera di un Garante Comunale è strategica nell'informare il consiglio comunale sulla situazione carceraria, criticità e opportunità. Si dovrebbe in questo frangente intervenire per dare supporto almeno ai detenuti della provincia in modo da potere alleviare l’aggravio che l’istituto sopporterà per la chiusura della sezione prima, prevista per almeno un anno. Ci sono soluzioni possibili e gli alloggi sono una di queste necessità da valutare.

Ricordo che nella Casa circondariale di Rimini sono ospitati in prevalenza persone tossicodipendenti e stranieri, persone che hanno necessità di tutto e spesso entrano in carcere anche senza vestiti e che devono utilizzare la carità per coprirsi. Esiste all'interno la solidarietà tra detenuti e spesso chi più ha conceda ad altri. Lo stesso personale penitenziario non è esente a quanto aspetto umano e la parola e attenzione che rivolgono risolvono molte cose. Il clima che si riscontra è sostanzialmente disteso nonostante gli inutili supplizi presenti e va riconosciuta la capacità e l'umanità della Polizia penitenziaria dell'istituto riminese.

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