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Rimini-Forlì 1-0

D'Alesio: "È un passettino. Avevo chiesto una partita degna"

In foto: Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 10 min
Ven 19 Set 2025 20:23 ~ ultimo agg. 21 Set 00:25
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Forlì 1-0 (leggi notizia).

Alessandro Miramari, allenatore del Forlì F.C. "Abbiamo fatto un bruttissimo primo tempo, irriconoscibili, e giustamente siamo andati al riposo sotto. Poi nel secondo tempo la partita è cambiata, ma è chiaro che in certe occasioni devi fare gol, perché se poi non fai gol neanche a un metro dalla porta diventa complicato dopo parlare. Nel calcio per fare dei punti devi fare anche dei gol, se non riesci mai a fare gol diventa difficile fare punti". 

Cosa insegna questa partita al Forlì? "Ci insegna che continua ad essere una categoria complicata e se hai un approccio del genere ti complichi tutta la partita, e non possiamo permetterci noi di approcciare le partite in questo modo. L'insegnamento è quello, però devo dire che è già la seconda partita che approcciamo male, quindi forse non avevamo capito bene".

Per fortuna del Forlì tra tre giorni si torna già in campo. "Proveremo a fare punti. È chiaro che dobbiamo subito capire che questa categoria ti pone squadre tutte competitive e devi fare sempre la prestazione. Non puoi pensare di portare a casa dei punti se sbagli partita".

Dopo il salto di categoria ha cambiato qualcosa del suo modo di far giocare la squadra? "Come sempre, le idee vanno adattate, non si possono fare le stesse cose in tutte le categorie, certamente rimane l'idea di arrivare in zona offensiva con il palleggio, come abbiamo fatto nel secondo tempo. È chiaro che abbiamo sbagliato qualche gol a dir poco clamoroso oggi. Purtroppo quello che è il pezzo più importante: tu puoi palleggiare fino a che vuoi, ma se poi non fai gol tutto il resto è inutile. È chiaro che se fai gol è una prestazione, se non fai gol sembra che il problema magari sia il palleggio. In realtà quando sei nell'area piccola e calci, se fai due gol poi si parla anche di un buon Forlì. Quindi non penso che cambieremo molto, sicuramente dobbiamo fare le cose meglio. Così non basta".

Filippo D'Alesio, allenatore del Rimini F.C. Tre punti importanti per iniziare a "rimontare" la classifica visto il -11 di penalizzazione. "Più che per cercare di rincorrere i punti di penalizzazione era fondamentale non vincere la partita, ho detto ai ragazzi, perché la vittoria in questo momento potrebbe mascherare quelle che sono le situazioni e quello che è il nostro percorso. Era importante fare una partita degna di questi ragazzi, di quello che è il loro spirito, e la vittoria è solamente una conseguenza. Questa era una partita che si poteva anche pareggiare o perdere. Io sarei stato contento nella stessa identica maniera. Quello che dico ai ragazzi è questo. Noi avevamo chiesto di fare un passettino in avanti, noi abbiamo questa montagna da scalare, quel passettino nella prestazione, nell'identità, nel giocare insieme. E il passettino c'è stato. È stato un passettino un po' lungo, che effettivamente ti aiuta. Non ci facciamo ingannare dalla vittoria, perché la vittoria spesso offusca quelli che sono gli aspetti da migliorare e ci fa sedere. La vittoria è stata solamente il risultato dell'atteggiamento di questi ragazzi, che la tenevano dentro, volevano esplodere. Adesso bisogna tornare con i piedi per terra e pensare comunque che dobbiamo risolvere delle situazioni. In questo momento, torno a ripetere, siamo corti, speriamo di avere già per martedì qualcuno in più. Godiamoci solo questa sera questa vittoria, che è un premio, ma già da domani dobbiamo pensare alla prossima. Io posso solamente dire che questi ragazzi si meritavano questa cosa più di ogni altro giocatore che io abbia mai visto. E, di conseguenza, un grande appaluso a questi ragazzi".

Nel primo tempo un bel Rimini. Nella ripresa avete un po' accusato la stanchezza e sofferto di più. "Noi sapevamo che nelle gambe abbiamo quello. Quando riusciamo a tenere l'intensità ce la giochiamo con tutti. Ecco perché dico che siamo corti e aspettiamo i nuovi arrivi, perché non è tanto chi parte titolare, ma il fatto la partita dura 90 minuti. A un certo punto non riuscivamo più ad alzarci, non riuscivamo più a scalare con i nostri quinti sui loro terzini perché le gambe non andavano. Al tempo stesso il lavoro dei difensori: penso a Lepri, penso a Longobardi, scalare forte fuori, erano delle situazioni che poi pesano sulle gambe. Se tu hai il ricambio quell'intensità la puoi continuare a tenere. Viceversa, quando non riesci a togliere tempo e spazio sulla palla, il rischio è che ti abbassi, il rischio è che ti allunghi, il rischio è che ti crossino, il rischio è che ti tirino. Di conseguenza io avevo chiesto ai ragazzi di riuscire a tenere il più tempo possibile la pressione sulla palla, quindi togliere tempo e spazio al di là dell'altezza. Fino a quando ce l'abbiamo fatta bene, dopo abbiamo iniziato a subire cross. Leo Vitali si è dimostrato un portiere favoloso, un portiere che merita di giocare come primo, questa volta ci ha dato una grossa mano lui, oltre che tutti i difensori, che hanno lottato sui palloni, sul duello, sull'attacco della palla su palla laterale, i centrocampisti. Il sacrificio è stato enorme, però contro l'aspetto naturale, fisico, atletico non puoi fare niente. Abbiamo provato con i cambi, naturalmente sono entrati i ragazzini della Primavera, che in questo momento ti hanno dato un po' di brillantezza, ma manca ancora un po' di sostanza, di forza e anche di mentalità".

https://www.icaroplay.it/programmi/rimini-forli-1-0-il-dopogara/

Martedì tornerete già in campo, andando a fare visita al Guidonia Montecelio. "Il problema è proprio questo. Sabato e  domenica chi ha giocato deve stare in naftalina, lunedì preparare la partita e martedì rifare una partita di questo spirito. Cercare di fare ancora un passettino in avanti, che non è il risultato. Perché se ad oggi noi giudichiamo una prestazione solo dal risultato facciamo un grosso errore. Io ero felicissimo di Pontedera, ero felice del primo tempo con la Ternana. Noi, all'interno, non facciamo l'errore di giudicare la prova in base al risultato, perché si può vincere anche giocando male, e quella è una cosa molto pericolosa".

Subito dopo il triplice fischio i ragazzi in campo sono corsi ad abbracciarla. "La soddisfazione è tanta, se ora vado nel profondo diventa una cosa troppo emotiva. Quell'abbraccio coi ragazzi rimarrà per sempre nella mia pelle. La cercavo da quando ho iniziato il primo giorno ad allenare i bambini di 5-6 anni, a portarmi la sacca dei palloni dentro la macchina, a lavare le casacche, a pensare che giochino far fare a quei bambini. Poi dopo crescevano, crescevano, crescevano, fino ad arrivare oggi ai grandi. Non dimentico quello che è stato il mio passato, se sono quello di oggi è proprio grazie al mio percorso dalla scuola calcio al settore giovanile e alla prima squadra. Questi ragazzi forse a volte danno qualcosa in più anche per me. E io posso solo ringraziarli. Ma è perché ci lega qualcosa che va un pochino oltre. Quando io dico che Rimini mi è entrata nel cuore è proprio quello, sono quegli abbracci, quegli sguardi".

Come sta Ferrarini, uscito anzitempo? "Ferrarini penso un po' affaticato. Sapevamo che Gabriele non poteva tenere tutta la partita. A fine primo tempo mi ha detto: mister, io per 15-20 minuti ti do l'anima. Ha fatto così, dopo un po' si è fermato in maniera naturale. Di conseguenza, prima che si facesse male abbiamo preferito dargli il cambio".

Per De Vitis solo crampi? "Ale ha avuto tre settimane di stop, è rientrato solo mezzoretta con il Pontedera e oggi ha fatto una partita grandiosa in mezzo al campo.".

Ha novità sui tesseramenti dei nuovi giocatori? "Per oggi non erano disponibili. Si spera per la partita di martedì ad inserire i nuovi, che sarebbe per noi qualcosa di molto molto importante".

Ha una dedica particolare per questa prima vittoria? Non è stata anche per lei un'estate facile. "È stata un'estate difficile, avevo perso anche la voglia della socialità, avevo perso tanto, pensavo solamente a questo. Quando ho percepito che poteva sfuggirmi non vi nego che dentro erano due le strade: o reagivo o mi buttavo giù. Ho scelto, come ho già raccontato, di prendere la Primavera perché mi serviva il campo, mi servivano i ragazzi per distrarmi, per fare quello che amo. La dedica la faccio a mio padre, a mia madre e a mio fratello".

Gianluca Longobardi, difensore del Rimini F.C., autore del gol partita. "Questa vittoria è il giusto slancio per iniziare un nuovo percorso, perché è iniziato in corso d'opera, con i nuovi ragazzi che stanno arrivando, chi deve ancora arrivare, chi deve essere tesserato. Però noi pensiamo al campo, quindi ci meritiamo questa vittoria per quello che stiamo dando anche in allenamento, nonostante le difficoltà. Credo che veramente sia un inizio per tutti".

Adesso potete iniziare a guardare la classifica? "Se bisogna guardare la classifica non so dove bisogna andare. Questo è un inizio, un percorso. Tralasciando la classifica, dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo, quello che stiamo creando, perché rispetto all'anno scorso è tutta un'altra squadra. Sono contento siano arrivati ragazzi nuovi, che ci danno forza per qualcosa che in questo periodo e nei periodi passati ci si è scagliata contro tanto, emotivamente ci hanno dato veramente qualcosa in più. Penso che lo abbiamo dimostrato in questa partita, in campo".

Secondo lei, con nuovi innesti, il Rimini ce la può fare a salvarsi? "Io penso che considerando i nuovi giocatori che sono già arrivati abbiamo dimostrato in campo che possiamo giocarcela con tutti, nonostante abbiamo iniziato il ritiro tardi. Quindi credo che se arriveranno altri ragazzi che sono di categoria, che hanno già fatto esperienza in Legapro, credo che potranno darci una grossa mano, un'esperienza in più perché sono ragazzi che hanno molti anni d'esperienza Penso ci possano dare una grossa mano, soprattutto in allenamento, al di fuori, considerando tutte le difficoltà".

Un Rimini particolarmente pimpante nel primo tempo. "Questa partita ci siamo bastati soprattutto sui concetti che il mister ci ha proposto, quindi poche cose ma fatte bene. È quello che abbiamo messo in campo e si è rivelata una strategia giusta per affrontare questa squadra".

Com'è il rapporto della squadra con mister D'Alesio? "Il rapporto che abbiamo col mister, che abbiamo soprattutto coi ragazzi rimasti dall'anno scorso faccio fatica a spiegarlo perché veramente va oltre ogni cosa. Siamo stati sempre insieme, anche le vacanze le abbiamo passate praticamente insieme, sentendoci ogni giorno, per tutto quello che stava succedendo. Sono veramente contento e fiero di avere un gruppo. Si stanno aggregando anche i nuovi ragazzi, ma per i vecchi è un qualcosa di inspiegabile, da parte mia è come una famiglia. Sono molto per me e penso lo sia anche io per loro".

 

 

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