“Bengi” Benati si racconta a Dobbiamo parlare. “Trent’anni suonati” dei Ridillo
Una storia lunga più di trent’anni, attraversata con leggerezza, ironia e un’infinita passione per la musica. Daniele “Bengi” Benati, cantante, autore, produttore, editore e fondatore dei Ridillo, è stato ospite di Alexia Bianchi in una puntata speciale di Dobbiamo parlare!2.0, il video podcast live dedicato ad arte, cultura e spettacolo. L’incontro, registrato dal vivo a Bellaria, dove Bengi è ormai di casa, è stato l’occasione per ripercorrere la sua storia artistica ricca di creatività, incontri e amicizie. Pur non essendo romagnolo di nascita, ha raccontato il suo legame profondo con la Riviera romagnola, nato dalle vacanze da bambino a Cesenatico e cresciuto negli anni grazie ai concerti nei locali storici della zona, dal Rockisland di Rimini al Piazza di Bellaria. Un rapporto che ritorna anche nel ricordo de Lo
Scattino, il cortometraggio del 2004 diretto dall’amico Michele Ferrari, per il quale Benati collaborò alla colonna sonora: un progetto che, tra musica, immaginario e cultura popolare, ha saputo raccontare un pezzo autentico del nostro mondo balneare, fino a ispirare nuove idee e possibili sviluppi futuri.
Bengi ha ripercorso la nascita della band dei Ridillo, fondata nel 1991, spiegando come la sua formazione musicale sia stata più istintiva che accademica: tutto è partito dalla prima chitarra strimpellata insieme a suo fratello, poi l’amore per i Clash, Prince, James Brown, Earth, Wind & Fire e tutta la black music che avrebbe segnato in modo decisivo il sound del gruppo. Da lì è nata una formula riconoscibile: funk, soul e R&B “tradotti” in italiano, con testi capaci di unire ritmo, immediatezza e profondità. Brani come Mangio amore, Festa in due e Mondo nuovo continuano ancora oggi a parlare a generazioni diverse: merito, secondo Bengi, di una semplicità solo apparente, che passa attraverso suoni e parole che sono capaci di restare sempre attuali. Un insegnamento che gli è stato riconosciuto anche da Raoul Casadei, quando lo invitò a continuare a scrivere per il figlio, Mirko Casadei, proprio grazie quella sua abilità di arrivare, con poche e
semplici parole, al cuore delle cose. Accanto alla storia dei Ridillo, l’intervista apre uno sguardo anche sul lavoro meno visibile, ma molto importante di Bengi come autore, produttore ed editore musicale: in particolare, ha raccontato il mondo della library music, che raccoglie brani composti per essere utilizzati in pubblicità, programmi televisivi, serie e produzioni internazionali. Un ambito in cui alcune sue musiche sono state utilizzate anche in contesti molto noti, da Better Call Saul a Indiana Jones. A questo si affianca la sua attività di compositore di tante famose sigle televisive come Ballando con le stelle e Techetechetè.
Non è mancata una riflessione sul presente: Bengi ha parlato delle difficoltà, soprattutto per i giovani musicisti, di realizzare musica dal vivo originale, sempre più spesso oscurata dal mercato delle cover e delle tribute band, e del peso crescente dei social per i giovani artisti, chiamati a diventare content creator prima ancora che musicisti. La chiacchierata si chiude con l’immagine più semplice e forse più fedele allo spirito dei Ridillo: il piacere di salire ancora sul palco, dopo più di “Trent’anni suonati”, e vedere il pubblico uscire dai loro concerti con il sorriso. Questa resta la misura più autentica del percorso di Daniele Bengi
Benati: una carriera poliedrica costruita senza mai perdere il gusto del gioco, della ricerca e dell’incontro con le persone.
Buon ascolto e buona visione!
La nuova puntata del video podcast è disponibile su YouTube e Spotify.










