Organici sotto pressione
Personale ATA, situazione preoccupante. Cisl Scuola: centinaia di posti vacanti
In foto: una classe
di Redazione
Dopo i posti vacanti dei docenti, arrivano quelli degli ATA e il quadro in Romagna si presenta preoccupante. Lo rileva la CISL Scuola. Agli esiti delle operazioni di mobilità territoriale e professionale del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario per l'anno scolastico 2026/27 nel territorio romagnolo risultano ancora 843 posti da assegnare su un totale regionale dell'Emilia Romagna di 3.144. Oltre a questi posti vacanti - incarichi al 31 agosto - si dovranno aggiungere anche gli altri in organico di fatto. Nel dettaglio, a Rimini restano 236 posti vacanti: 158 Collaboratori Scolastici, 60 Assistenti Amministrativi, 8 Assistenti Tecnici e 10 DSGA (direttori dei servizi generali e amministrativi). Si tratta della provincia con il numero complessivo più contenuto, ma la distribuzione tra i profili conferma la stessa criticità riscontrata nel resto della Romagna. A Forlì-Cesena la situazione è la più complessa con 338 posti vacanti mentre a Ravenna se ne contano 269.
Il quadro che emerge è quello di organici ancora largamente sotto pressione.
A livello nazionale le operazioni hanno coinvolto 22.040 unità di personale, tra cui 21.796 trasferimenti e 244 passaggi di profilo. Al termine dei movimenti restano vacanti in tutto il Paese 34.969 posti, a fronte di un esubero di 7 posizioni per il profilo di DSGA. Chi ha ottenuto un trasferimento o un passaggio di profilo ha già ricevuto comunicazione via mail o, dove installata, tramite l'APP IO. Tutti gli interessati, anche chi non ha visto accolta la propria domanda, possono comunque consultare gli esiti nella propria area riservata di Istanze online.
“Quasi 850 posti scoperti in Romagna dopo la mobilità non sono un dettaglio tecnico, ma la misura concreta di quanto gli organici ATA siano ancora sottodimensionati rispetto alle reali esigenze delle nostre scuole, in tutte e tre le province – dichiara Alessio Gaudioso, Segretario Generale della CISL Scuola Romagna –. Dietro questi numeri ci sono istituti che rischiano di partire a settembre senza personale stabile, e lavoratori che da anni assicurano servizi essenziali in attesa di una vera prospettiva di stabilizzazione”.
Per il sindacato, la strada da seguire è chiara: “Tutti i posti vacanti e disponibili devono essere destinati alle immissioni in ruolo – prosegue Gaudioso –. Servono stabilizzazioni vere e diffuse, non soluzioni tampone ripetute anno dopo anno. Per questo chiediamo un monitoraggio immediato e puntuale, provincia per provincia, le immissioni in ruolo non possono più essere limitate al solo turn over che stabilisce al massimo la copertura dei posti vacanti lasciati da chi cessa dal servizio per pensionamento o dimissioni”.
“Il nodo è politico, prima ancora che tecnico – conclude Gaudioso –. Investire sul personale ATA significa investire sulla sicurezza, sull'accoglienza e sulla qualità della scuola pubblica. La CISL Scuola Romagna continuerà a vigilare su ogni fase delle prossime operazioni, a tutela dei lavoratori e del servizio scolastico sul territorio”.
“Quasi 850 posti scoperti in Romagna dopo la mobilità non sono un dettaglio tecnico, ma la misura concreta di quanto gli organici ATA siano ancora sottodimensionati rispetto alle reali esigenze delle nostre scuole, in tutte e tre le province – dichiara Alessio Gaudioso, Segretario Generale della CISL Scuola Romagna –. Dietro questi numeri ci sono istituti che rischiano di partire a settembre senza personale stabile, e lavoratori che da anni assicurano servizi essenziali in attesa di una vera prospettiva di stabilizzazione”.
Per il sindacato, la strada da seguire è chiara: “Tutti i posti vacanti e disponibili devono essere destinati alle immissioni in ruolo – prosegue Gaudioso –. Servono stabilizzazioni vere e diffuse, non soluzioni tampone ripetute anno dopo anno. Per questo chiediamo un monitoraggio immediato e puntuale, provincia per provincia, le immissioni in ruolo non possono più essere limitate al solo turn over che stabilisce al massimo la copertura dei posti vacanti lasciati da chi cessa dal servizio per pensionamento o dimissioni”.
“Il nodo è politico, prima ancora che tecnico – conclude Gaudioso –. Investire sul personale ATA significa investire sulla sicurezza, sull'accoglienza e sulla qualità della scuola pubblica. La CISL Scuola Romagna continuerà a vigilare su ogni fase delle prossime operazioni, a tutela dei lavoratori e del servizio scolastico sul territorio”.
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