Indietro
domenica 19 maggio 2024
menu
variabilità da mercoledì

La primavera smarrita. Estate fino a martedì poi pioggia e autunno

In foto: giochi d'acqua oggi in piazza Malatesta (@newsrimini)
giochi d'acqua oggi in piazza Malatesta (@newsrimini)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 15 apr 2024 16:11 ~ ultimo agg. 17:59
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Dopo i 28 gradi di massima di oggi, anche martedì le temperature sospinte dal garbino saranno fuori misura, con massime di 24-25 gradi. Poi tra la sera di martedì e mercoledì è previsto il passaggio di una perturbazione accompagnata da un brusco calo delle temperature nell’ordine di 8-10 gradi in meno. Per martedì la Protezione Civile dell’Emilia Romagna ha emanato un’allerta che sulla provincia è gialla per vento (arancione sulla fascia collinare) e gialla per stato del mare.

Per la giornata di martedì 16 aprile sono previsti venti di burrasca forte (75-88 km/h) sul crinale centro-orientale da sud-ovest. Sono inoltre previsti venti di burrasca moderata (62-74 Km/h) da sud-ovest sulla collina centro-orientale e, dalla serata, da nord-est sul mare, sulla costa e sulla pianura orientale. Il mare al largo sarà da molto mosso ad agitato. Non si escludono localizzati fenomeni di erosione, in condizioni di onda sotto costa che, nel tardo pomeriggio, potrebbe superare i due metri.
Non si esclude infine la possibilità di locali brevi rovesci e/o temporali durante il pomeriggio-sera sul settore orientale.

Le previsioni di Arpae.

Il punto di Roberto Nanni, meteorologo:

La situazione è destinata a cambiare radicalmente a partire dalla serata di martedì 16, quando una profonda depressione (996 hPa), denominata tempesta “Gori” (dal CNMCA) andrà a formarsi tra Lombardia e Triveneto portando un brusco calo delle temperature, venti forti e rovesci anche temporaleschi. L’azione congiunta del vortice ciclonico assieme alla perturbazione n. 4 in risalita dal Nord Africa andrà a spegnere letteralmente l’ondata di caldo che ha visto infuocare gran parte dell’Europa, noi compresi, battendo innumerevoli record: con valori paragonabili alla terza decade di giungo.

Ora l’Italia così come l’Emilia-Romagna entreranno in una fase diametralmente opposta, per mezzo di un flusso freddo perturbato in discesa dal Nord Atlantico che, con il passare delle ore si addosserà ad Oltralpe colmandosi sempre più di aria fredda di origine artica. Questo netto cambio di circolazione smantellerà in un sol colpo di spugna l’insediamento anticiclonico seguito da un tracollo termico. Lo scontro tra masse d’aria diametralmente opposte darà luogo ad accesi contrasti. Dapprima perché lo scarto termico ci farà perdere una quindicina di gradi: dai 30-31 gradi diurni con valori superiori alle medie di 10/12 gradi, si passerà a 14-16 gradi con 3/6 gradi al di sotto delle medie. In secondo luogo perché la vasta area di bassa pressione, invorticandosi lungo il versante orientale dello Stivale, verrà accompagnata da una ventilazione sostenuta dai quadranti settentrionali (di burrasca forte con raffiche fino a 100 km/h) dando vita a diffusi episodi temporaleschi anche grandinigeni e locali nevicate in Appennino inizialmente tra i 1000 e 1500 metri di quota.

Il fronte freddo proseguirà la sua marcia verso sudest rinvigorito dall’arrivo di un altro impulso freddo previsto raggiungerci nella seconda parte di giovedì 18, che contribuirà, tramite l’azione di ulteriori disturbi nuvolosi secondari, a mantenere alta l’instabilità anche nei giorni successi (7-10 giorni). Anche se entro sabato le condizioni sembrerebbero temporaneamente migliorare, la variabilità regnerà sovrana, e tra schiarite e cupi annuvolamenti carichi di pioggia, il tempo potrebbe riscattare la vivacità primaverile influenzando anche il prossimo weekend. Prima che tutto venga confermato, fino ad allora, dovremo fare i conti con una ventilazione ancora intensa che accentuerà la percezione del freddo, qualche mareggiata lungo le aree costiere per effetto di un moto ondoso molto mosso, rovesci e temporali intermittenti e un nuovo abbassamento del limite delle nevicate attorno a 900-1200 metri.