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Scioperi e proteste

Caro carburante: Federconsumatori chiede ripristino sconto sulle accise

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 12 gen 2023 14:34 ~ ultimo agg. 15:52
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Il 25 e 26 gennaio i benzinai incroceranno le bracciaper porre fine a questa ‘ondata di fango’ contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità“. Lo scrivono Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio annunciando sciopero e contemporaneo presidio sotto Montecitorio. Gli aumenti del carburante sono da imputare unicamente al ripristino delle accise e non a speculazioni da parte dei gestori. Lo precisa anche Piero Balducci ai microfoni di Tempo Reale su Icaro.

I rincari del carburante per i cittadini della provincia di Rimini si tradurranno in +96 euro annui sulla benzina e +228 euro annui per il diesel. Lo rileva Federconsumatori che chiede un ripristino immediato dello sconto sulle accise ma, a differenza di quanto affermato dai benzinai, pone l’accento anche su alcuni distributori
che lungo le autostrade applicano prezzi al di sopra dei livelli medi. Secondo l’Osservatorio dell’associazione, la benzina oggi dovrebbe costare almeno 8 centesimi di meno al litro e il gasolio ben 19 centesimi in meno. Da qui i rincari di 96 euro nel caso della benzina e di 228 per il diesel ai quali si aggiungono, evidenzia Federconsumatori, le ricadute indirette sull’andamento dei prezzi dei beni (trasportati per oltre l’86% su gomma) e dei servizi che  ammonterebbero a circa 126 euro annui di spesa in più per famiglia.
L’associazione torna quindi a chiedere la costituzione di appositi Osservatori territoriali perchè “il ripristino pieno delle accise non fa che peggiorare una situazione già insostenibile“.
E poi non bastano i controlli a tappeto ma, spiega Federconsumatori, serve “un’azione su più fronti, che riproponga, anche in maniera temporanea, lo sconto sulle accise, che stride fortemente con certe misure della manovra come quelle prese a favore dei club calcistici di Serie A o come l’iniqua flat-tax per le partite IVA e che metta nell’agenda di governo una seria riforma della tassazione sui carburanti fondata su 3 punti fondamentali:
eliminazione di quote di accisa obsolete e ingiustificate, che portano il livello di tassazione italiano molto al di sopra degli altri Paesi europei;
introduzione dell’accisa mobile, in grado di autoregolarsi al ribasso quanto le quotazioni dei prodotti petroliferi oltrepassino una soglia stabilita;
scorporo dell’accisa dall’applicazione dell’IVA sui carburanti, l’ingiusta tassa sulla tassa“.
Queste azioni porterebbero a contenere i prezzi dei carburanti
riducendo una tassazione che, oggi, arriva addirittura al 60% del costo complessivo.