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il processo

L'ex patron di Valleverde condannato per bancarotta

In foto: Arcangeli fuori dal tribunale durante una vecchia udienza
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 7 dic 2022 19:26 ~ ultimo agg. 9 dic 14:18
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Com’era bello camminare in una valle verde. Alla luce della sentenza di primo grado, emessa oggi pomeriggio dal tribunale di Rimini, si potrebbe nostalgicamente ritoccare così lo slogan del celebre spot del calzaturificio di Coriano, che ebbe come testimonial star del calibro di Kevin Costner e Pelè. Già, perché l’ex patron di Valleverde, Armando Arcangeli, 78 anni, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta, distrattiva e preferenziale. Il procedimento penale era nato dopo il fallimento nel 2013 della società Spes, in precedenza denominata Valleverde Calzature.

Condannato a 3 anni e 10 mesi anche l’allora direttore generale e poi liquidatore della società, ma solo per una delle due ipotesi di reato contestategli e sempre inerente alla bancarotta della Spes. Per Arcangeli, difeso dagli avvocati Alessandro Petrillo e Monica Rossi, il pubblico ministero Luca Bertuzzi aveva chiesto una condanna a 6 anni, a 4 invece per il manager, assistito dagli avvocati Massimo Cerbari e Gabriele Bordoni. Assolti con formula piena invece Venanzio Zangheri – difeso dall’avvocato Luca Greco – amministratore di tre società sammarinesi della Valleverde che, secondo gli inquirenti, sarebbero state utilizzate per spolpare la “casa madre”, e il commercialista sammarinese Valerio Scarano – difeso dall’avvocato Enrico Amati – membro del consiglio di amministrazione della Valleverde “sammarinese”, ritenuto dall’accusa un prestanome di Arcangeli.

Usciti indenni un anno fa gli imprenditori della cordata bresciana, finiti a processo per aver “spolpato” la Spes mentre tentava l’ammissione al concordato preventivo. L’imputazione per gli investitori bresciani era stata definita dalla guardia di finanza sulla base dell’articolo 232 (comma II) della legge fallimentare, che prevede una prescrizione più breve. Prescrizione nel frattempo intervenuta e sancita lo scorso anno dal tribunale di Rimini.

All’epoca dell’inchiesta (era il 2015) la guardia di finanza di Rimini eseguì sequestri preventivi (oggi in via di confisca) per 19 milioni di euro tra San Marino, Rimini, Milano, Brescia e Mantova. Stando all’impianto accusatorio, sarebbe stato architettato un piano che prevedeva passaggi di soldi mascherati per pagamenti di consulenze, di beni in quote societarie a San Marino, rami d’azienda disgregati e passati di mano, il tutto con il paravento di strumenti legali come il concordato fallimentare. Le ipotesi di reato però nei confronti di Arcangeli, secondo le fiamme gialle, si erano consumate negli anni tra il 2007 e il 2011, ben prima del fallimento della società Spes spa, che per i finanzieri avrebbe preso il posto della società originaria solo per avere accesso al concordato liquidatorio ed evitare così il fallimento per 46 milioni.

Valleverde, invece, rimane ancora oggi il nome di un importante marchio romagnolo. Nel 2015 infatti la Silver1, azienda calzaturiera di Coriano, ha acquisito il marchio rilanciandolo in Italia e all’estero.