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penalizzati dal credito

La patria delle discoteche è senza discoteche. Indino: sostenere nuove proposte

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 6 dic 2022 15:30 ~ ultimo agg. 15:45
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A Rimini, la capitale delle discoteche, di discoteche aperte ce ne sono solo due. E’ l’amara constatazione di Gianni Indino, presidente di SILB Confcommercio Emilia Romagna, che chiede sostegno agli imprenditori che vogliono investire. La mancanza di riconoscimento da parte di istituzioni e credito è un limite che soffoca ogni tentativo, lamenta Indino.

“Qui, a Rimini, oggi ci sono solamente due discoteche aperte, solo una fino alla scorsa settimana. Un’offerta ridotta al minimo, uno scandalo per la patria delle discoteche italiane”, spiega Indino.
“Come imprenditori siamo accusati di non creare nuovi modelli di divertimento. Ritengo offensivo dire che mancano gli imprenditori lungimiranti e pronti a investire, senza possibilità di essere smentito. Ci sono imprenditori che hanno messo sul piatto i risparmi, la vita propria e della famiglia, rischiando tutto per continuare la propria attività vissuta come una vera e propria vocazione. I risultati danno loro ragione, perché sono sul mercato da decenni. Ma sono ancora pochi. Per continuare nel nostro percorso, abbiamo bisogno di risorse: in passato i locali da ballo lavoravano 3-4 sere alla settimana in inverno e tutte le sere d’estate; oggi nel migliore dei casi una in inverno e qualcuna nella bella stagione con 8 aperture in agosto. La differenza di incassi, quelli che consentivano gli investimenti in innovazioni tecnologiche e in puntuali riqualificazioni delle strutture, sono ridotti al lumicino. Oggi persino le banche non ci supportano perché considerati titolari di attività effimere, evanescenti. Senza più credito e con pochi incassi, non si può dare slancio alle attività e dunque alle nuove proposte”.
Qualche esempio: “Alcune strade per il rilancio sono tracciate da tempo e vanno ampliate, a cominciare dai pacchetti turistici che insieme alla discoteca propongono alloggio e altri servizi. Invece c’è tanto da fare sul nostro territorio dal punto di vista dei trasporti e della mobilità nelle ore notturne. Servono più taxi e serve che spostarsi a Rimini e dintorni costi meno; serve ampliare il trasporto pubblico alla notte: senza più il Blue Line (e qui i gestori devono fare mea culpa) muoversi di notte senza un’auto privata diventa molto complicato per i ragazzi, e non solo per loro.
Ma tutto questo si potrà fare solamente se tutte le forme di amministrazione del Paese, dal governo alla Regione, agli enti locali, prenderanno coscienza che il nostro settore è parte fondamentale del turismo e può concorrere al pari di altri a fare da traino all’intero comparto turistico. Per riuscirci è altrettanto fondamentale che da parte delle istituzioni sia chiaro che l’abusivismo è imperante ed è tollerato, anche troppo. Le mie denunce ormai non si contano, ma cadono quasi sempre nel vuoto. In questo modo si è creato un vulnus che penalizza oltremodo chi opera regolarmente, con la conseguenza che proprio questi imprenditori non solo non vengono tutelati da chi scimmiotta la loro attività senza averne alcun titolo, ma che vengano anche tacciati di incapacità“.
Conclusione: “Come ho sempre detto e come evidenziano tante ricerche, i ragazzi scelgono i luoghi di vacanza guardando all’offerta di divertimento. Il nostro territorio ha sempre offerto questa opportunità e la nostra è sempre stata una proposta al top. Purtroppo ora rimane solo nell’immaginario. Cosa fare? Investire e proporre nuove soluzioni di divertimento per tornare ad essere quello che siamo sempre stati: un settore economico, di imprenditori, che hanno contribuito a formare l’apprezzatissima offerta del nostro territorio”.