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Frisoni: ora pensare ad alberghi

Bonus 110. A Rimini 1200 domande nel 2022, erano state 350 nel 2021

In foto: Roberta Frisoni
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 1 dic 2022 13:45
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Nel 2022 le domande per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche ‘Bonus 110%’ nel comune di Rimini sono state quasi 1.200, con un’impennata negli ultimi mesi dovuta alla proroga al 31 dicembre del Superbonus per le abitazioni unifamiliari. Lo scorso anno furono 350. Lo rileva l’assessora all’urbanistica Roberta Frisoni evidenziando come, al netto delle complicazioni emerse, sia comunque fondamentale trovare strumenti per stimolare la rigenerazione urbana e spingere il settore edile. Una spinta di cui avrebbe bisogno anche il settore turistico ricettivo, rimasto fuori dalla partita dei bonus. L’assessora lancia un appello al Governo ad intervenire con incentivi per aiutare gli imprenditori alberghieri a sostenere gli interventi necessari per mantenere alta la qualità dell’offerta rispetto ai competitor internazionali. Frisoni evidenzia anche gli effetti positivi della variante al Rue che ha consentito il via libera ad attività di efficientamento energetico e miglioramento sismico senza  consumare nuovo suolo. Un centinaio le pratiche nel 2022.

L’intervento dell’assessora all’urbanistica Roberta Frisoni: 

La terza commissione consigliare che si è riunita ieri tra i vari atti ha espresso il suo parere favorevole a tre proposte di delibera relativi ad altrettanti permessi di costruire convenzionati. Nello specifico si tratta di interventi di ‘sostituzione edilizia’, in altre parole di demolizione dei immobili datati per poi essere ricostruiti, senza consumo di nuovo territorio. Questi tre interventi sono gli ultimi di una serie corposa di lavori di riqualificazione e ricostruzione dell’esistente e sono significativi perché confermano l’impatto in positivo legato ai nuovi strumenti e regolamenti urbanistici adottati dal Comune di Rimini, al netto degli incentivi fiscali nazionali (vedi Superbonus). Così come la dozzina di permessi di costruire già eseguiti nel 2022, anche questi tre nascono dalle opportunità offerte all’interno delle varianti al Rue adottate a partire da un anno e mezzo a questa parte e applicando e declinando seguendo le peculiarità del nostro territorio le deroghe e le agevolazioni previste dalla legge regionale, introducendo incentivi volumetrici e deroghe per interventi di rigenerazione e riqualificazione sostenibile nei diversi comparti della città, dalla fascia turistica alle aree urbanizzate, fino alle aree agricole. Nel complesso generale degli interventi si parla di circa 100 pratiche di sostituzioni edilizie, che consentono progressivamente di proseguire nella trasformazione del patrimonio edilizio della città con opere orientate all’efficientamento energetico, al miglioramento sismico senza andare a consumare nuovo suolo.

I numeri lievitano adottando uno sguardo complessivo: nel 2022 le domande per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche ‘Bonus 110%’ sono state quasi 1.200, a fronte delle 350 che complessivamente erano state presentate in tutto il 2021, con un’impennata negli ultimi mesi dovuta alla proroga al 31 dicembre del Superbonus per le abitazioni unifamiliari.
Al netto delle complicazioni e delle controindicazioni emerse dall’introduzione del Bonus 110%, con modifiche normative che si sono ripetute e le alterazioni delle dinamiche del mercato, emerge con chiarezza come trovando gli strumenti giusti si possa raggiungere il duplice obiettivo di stimolare la rigenerazione urbana e spingere il settore edile. E dunque appare ancora più evidente come sia necessario orientare nuove forme di supporto al comparto delle imprese, a partire dal settore turistico ricettivo.
Sappiamo bene che l’intera filiera alberghiera – non solo di Rimini ma del nostro Paese – conta troppe strutture che necessitano di riqualificazioni ed è necessaria una iniezione di liquidità per poter avviare e sostenere gli interventi necessari per mantenere alta la qualità dell’offerta rispetto ai competitor internazionali. Servono incentivi immediati, in particolare per consentire alle strutture intenzionate a rinnovarsi, di poter gestire i complessi piani economici finanziari tenendo conto non solo delle spese da sostenersi ma spesso anche della perdita di redditività che deriva dal periodo di chiusura dell’attività per il tempo dei lavori. Mi auguro che il Governo intervenga senza ritardi con misure adeguate”.