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condannata imprenditrice

Anziano professore raggirato e segregato: dal suo conto spariti 100mila euro

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 10 ott 2022 17:55 ~ ultimo agg. 11 ott 11:33
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L’accusa l’ha ritenuta responsabile di aver di aver costretto tre anziani (tra cui la sua stessa madre) a vivere per anni segregati in casa, senza acqua calda né riscaldamento, in condizioni igieniche precarie. Di più: si sarebbe approfittata della loro fragilità e li avrebbe circuiti per sottrarre risparmi e pensione. Questa mattina (lunedì) anche il tribunale di Rimini l’ha ritenuta colpevole condannandola a 6 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

L’imputata, chiamata a rispondere a vario titolo di circonvenzione d’incapace, appropriazione indebita, estorsione e maltrattamento, è una 48enne di origine Svizzera, sedicente imprenditrice, che vive a Riccione. Tra le sue vittime figura il professor Urbano Stenta, 81enne non vedente dalla nascita, docente universitario e dipendente del Ministero degli esteri.

Stenta, costituitosi parte civile attraverso gli avvocati del Codacons Carlo e Vincenzo Rienzi, aveva raccontato agli inquirenti di essere stato avvicinato dalla 48enne, abile in breve a tempo a conquistare la sua fiducia. All’anziano la donna avrebbe prospettato affari e operazioni finanziarie redditizie, se solo si fosse fidato di lei. Convinto a seguirla nel suo appartamento nel Riminese, il professore si era ritrovato all’improvviso in trappola: senza telefono, senza documenti e senza soldi, con la sua pensione utilizzata dall’imputata per acquistare auto e fondare società finte, è la tesi dell’accusa sposata evidentemente anche dal giudice Raffaele Deflorio. A detta dell’81enne, la donna avrebbe fatto leva sulla sua condizione di fragilità per impedirgli di fuggire. Sei gli anni che il professore avrebbe trascorso in balia della sedicente imprenditrice, che ogni mese lo accompagnava in banca per prelevare la pensione. Somme di denaro – ha sempre sostenuto l’accusa – finite puntualmente nelle tasche della 48enne. In totale si stima che a Stenta siano stati sottratti quasi 100 mila euro.

Nel 2020 la donna fu arrestata dai carabinieri di Riccione in esecuzione di un’ordinanza del gip del tribunale di Rimini, Manuel Bianchi. Secondo le indagini dei carabinieri di Riccione, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, l’imputata, oltre ad approfittarsi del professor Stenta, avrebbe maltrattato fisicamente l’anziana madre di 83 anni e un imprenditore marchigiano disabile.

Soddisfazione viene espressa dai legali di Stenta, Carlo e Vincenzo Rienzi, che sottolineano come “finalmente sia stata fatta giustizia in una vicenda dai contenuti davvero sconcertanti”. Il giudice, inoltre, ha condannato l’imputata anche al pagamento delle spese processuali, nonché di una provvisionale immediatamente esecutiva a favore del professore di 20 mila euro. La 48enne, attraverso il suo legale, presenterà ricorso.