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Rimini Fc condanna il gesto

Scritta antisemita allo stadio "Neri". Il sindaco: un cretino, non un tifoso

In foto: la scritta antisemita allo stadio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 3 set 2022 11:09 ~ ultimo agg. 4 set 10:57
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Una terribile scritta antisemita che per prendere di mira il Cesena (che arriverà a Rimini l’11 settembre per il derby) tira in ballo Anna Frank. Come se il nome della ragazzina simbolo della Shoah fosse un insulto. La scritta, comparsa dietro la curva ospiti dello stadio Romeo Neri in via Sartoni, è stata subito fatta ripulire dal comune. Lo (o gli) pseudotifoso che si è macchiato del gesto ha probabilmente, secondo i quotidiani, voluto colpire uno dei presidenti del Cesena, Robert Lewis, che è di origine ebraica. “I tifosi della Rimini Calcio non sono certamente rappresentati da quel cretino che ha impegnato parte della sua giornata per vergare questa oscenità vigliacca sui muri dello stadio – scrive il sindaco Jamil Sadegholvaad. Provo pena per la miseria e il deserto della sua vita, pena per il nulla dei suoi pensieri. Abbiamo fatto subito pulire la scritta anche per testimoniare che chi sostiene il Rimini non tollera questa vergogna. Ma la migliore risposta a questa voragine umana e esistenziale credo possa darla un adolescente. ‘Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora’. Firmato Anna Frank.

Anche la società Rimini FC prende le distanze e chiede alla tifoseria di fare altrettanto. “In merito all’orribile scritta antisemita apparsa sui muri dello stadio e già cancellata in collaborazione con l’amministrazione – si legge in una nota –, la società Rimini Football Club condanna in modo inequivocabile quanto accaduto. Certi che determinate manifestazioni riguardino un numero ristrettissimo di individui, la società invita la tifoseria tutta a prendere le distanze e a contrastare in ogni modo queste forme di ignoranza e mistificazione che non possono lasciare traccia nella comunità biancorossa“.

Il calo demografico non tocca la mamma degli scemi – scrive l’assessore ai lavori pubblici Mattia Morolli. Ringrazio Anthea per aver prontamente ripulito questa ignobile scritta. Lo sport ha ben altri valori“.

Arrivano poi anche i commenti dei candidati alle prossime elezioni del 25 settembre.
Inorridisce e preoccupa la scritta antisemita apparsa allo stadio Romeo Neri contro il Cesena – scrive Simona Viola, candidata al Senato nel collegio uninominale Rimini e Forlì-Cesena per la coalizione di centrosinistra . Anna Frank non ha potuto tifare nessuna squadra perché è morta nel 1945 nel campo di sterminio di Bergen-Belsen, uccisa dal nazismo. Lascia sgomenti l’uso del suo nome e dell’aggettivo ‘giudei’ come se si trattasse di insulti.
I partiti politici – come la scuola e ogni altra istituzione della società – hanno il dovere di raccontare ai ragazzi che nel ‘900 la Shoà ha rappresentato il male assoluto, e che tutto è iniziato con la polizia che lasciava che gli insulti e le scritte sui muri si trasformassero in pestaggi, in emarginazione ed emigrazione forzata e infine nella soluzione finale hitleriana, che ha travolto anche la giovanissima Anna Frank.
Ecco, io temo che se vincerà il centro-destra – così manifestamente indulgente verso razzismo, suprematismo e antisemitismo -, questo allenterà l’indispensabile opera di memoria e racconto, e lascerà che molti ragazzi si facciano affascinare da simboli e parole veicoli di indicibile ingiustizia e violenza.
Il modello propugnato da Meloni e Salvini di società chiusa, egoista, nazionalista, autoriferita, escludente e protesa verso l’interesse individuale è culturalmente vicino al razzismo e al suprematismo che hanno condotto all’orrore dei campi dì sterminio. La società aperta dei diritti e delle libertà è invece l’antidoto giusto per far comprendere ai giovani dove non dobbiamo dirigerci“.
Tutto in un giorno – scrive il candidato Pd alla Camera Andrea Gnassi. Mentre qualche imbecille privo di umanità e cultura macchia lo Stadio di Rimini con scritte antisemite su Anna Frank (giustamente subito cancellate), proprio oggi noi ricordiamo il sacrificio del partigiano Aristodemo Ciavatti, fucilato dai nazisti a Cerasolo esattamente settantotto anni fa. Lo stesso giorno veniva liberata Cattolica e di lì a poco tutta la nostra terra, che da allora è sempre stata una terra di libertà, di democrazia, di rifiuto di qualunque forma di oppressione. Dove i valori che partono dalle radici viaggiano e accompagnano tutto quello che facciamo. Non dimentichiamocelo mai, è quello che siamo. Liberi e antifascisti“.