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Giungla ristorazione

Un'estate di abusivismo dilagante. La denuncia della Fipe

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 9 ago 2022 15:07
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In una estate positiva dal punto di vista turistico, c’è la nota stonata dell’abusivismo nella ristorazione a mettere in difficoltà tante attività. A lanciare l’allarme è il presidente della Fipe Confcommercio di Rimini Gaetano Callà che parla di un fenomeno dilagante. “L’elenco è come al solito lunghissimo – spiega – e anno dopo anno si arricchisce di nuove forme: sagre non autentiche, artigiani che somministrano, agriturismi veri solamente nel nome, circoli privati che sono a tutti gli effetti ristoranti o discoteche, spiagge apparecchiate con centinaia di coperti e con banconi bar che spuntano qua e là, street food e food track ad ogni evento pubblico e privato, home restaurant con poche regole e zero controlli, pranzi e cene nei campi. Discorsi fatti e rifatti, ma che non hanno ancora trovato soluzione. Anzi, la situazione sta degenerando e c’è chi dà libero sfogo alla fantasia facendo ogni giorno un passo più in là: laboratori di pasta fresca che si inventano ristoranti a cielo aperto, piadinerie con spazi esterni a sedere quattro volte più grandi dei locali stessi, organizzatori che cercano di aggirare l’ostacolo della regolamentazione utilizzando catering per mettere in piedi cene da centinaia di commensali in aree che non sarebbero idonee alla somministrazione“.
Una situazione di cui pagano le conseguenze i “veri” ristoratori che “continuano invece a dover sottostare – precisa Callà – a miriadi di leggi, regole, regolamenti, autorizzazioni e burocrazia asfissiante a cui si sommano costi di gestione arrivati a livelli insostenibili e un potere d’acquisto del consumatore sempre più contratto che queste offerte parallele sottraggono al circuito strutturato, chiedendo cifre spesso anche elevate. Purtroppo la tolleranza è tanta, mentre riteniamo che questa sia una rotta da invertire, pena la chiusura dei ristoranti quelli veri, quelli che tengono alta la qualità e l’offerta turistica di un territorio che non può fare a meno della sua enogastronomia d’eccellenza e che faticano più che mai a rimanere in equilibrio tra costi e ricavi“.
Il presidente Fipe punta anche il dito sulla proliferazione dei minimarket che “ha inoltre generato una dequalificazione pericolosa producendo la perdita di identità di molte aree con elevati flussi turistici e pesanti ripercussioni negative sull’economia, sul decoro, sulla sicurezza e ancor più sulla salute in particolare dei più giovani.
In conclusione secondo Fipe “è una nuova estate in cui sul nostro territorio tutti fan tutto e dove il ristoratore può solo continuare a masticare amaro e a lavorare, ma a testa alta sperando che prima o poi qualcuno metta mano a questa jungla dove l’abusivismo dilaga senza che nessuno faccia nulla o, peggio ancora, che sia tollerato nel nome del così fan tutti. Reclamiamo a gran voce che anche nella somministrazione di alimenti e bevande valga il principio dell’economia sana, ovvero: stesso mercato, stesse regole. Non ci sembra di chiedere la luna” conclude Callà.

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