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'Inverno non è letargo'

Razionamento gas? Il sindaco: turismo sia considerato settore strategico

In foto: il sindaco Sadegholvaad
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 23 ago 2022 14:26 ~ ultimo agg. 15:37
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Il turismo deve essere considerato settore industriale strategico. A dirlo il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad a fronte dell’ipotesi, che si fa sempre più strada, di razionamento dell’energia, durante l’autunno e l’inverno. “Ha cominciato la Germania e l’Italia, stando alle notizie pubblicate dalla stampa nazionale in questi giorni, probabilmente percorrerà la stessa strada. E cioè quella di approntare per tempo un piano per il razionamento dell’energia o Piano di Sobrietà, per affrontare l’autunno e l’inverno”
Tra le ipotesi prese in considerazione – spiega il sindaco –, c’è anche quella dell’individuazione dei settori industriali e produttivi strategici, per preservarne l’attività in caso di obbligo di razionamento, chiedendo un ‘sacrificio’ ad altri comparti.  Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, potrebbe essere chiesto ai negozi di abbassare le saracinesche entro le 19, mentre i locali potrebbero essere costretti a chiudere entro le 23. Ora, nessuno di noi è così irresponsabile da tirarsi indietro di fronte a una situazione eccezionale. Non lo farà Rimini, non lo farà la Romagna, non lo farà la nostra regione. Neanche in questo caso.”
Sadegholvaad  rivolge un appello ai decisori e alle associazioni delle imprese a livello nazionale “a considerare il turismo- il settore economico e industriale più penalizzato durante gli anni del Covid- tra i comparti da tutelare anche in presenza di una situazione di eccezionale serietà“. Appello che nasce dalla consapevolezza che per Rimini e il territorio il turismo è punto di forza anche durante l’autunno e l’inverno.
Prendiamo Rimini e la Romagna. Da anni la stagione autunnale e quella invernale sono periodi non di letargo, grazie alle fiere, ai congressi, agli eventi che progressivamente hanno traguardato la classica offerta turistica balneare al rango di annuale. Pensare a un ‘coprifuoco’ per bar, ristoranti, pubblici esercizi, non solo sarebbe una misura che andrebbe a penalizzare operatori e migliaia di persone occupate, ma che ancora una volta sarebbe il segno della malcerta considerazione del turismo e del loisir come comparto industriale tra i più importanti e trainanti del Paese.