Indietro
menu
Tre parole dialettali

Dallo Zingarelli alle strade riminesi: arrivano i graffiti in romagnolo

In foto: la "cagnina" al ponte della Resistenza
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 24 ago 2022 11:56
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Amarcord, Cagnina, trebbo: i significati di queste tre parole dialettali, disegnati sui marciapiedi del lungomare e sulle strade della città di Rimini. Definizioni tratte dal vocabolario della lingua italiana Zingarelli, edito da Zanichelli. L’iniziativa è proprio di Zanichelli che ha voluto realizzare una campagna di sensibilizzazione sulla lingua italiana. La tecnica è quella dei green graffiti, che utilizza una miscela completamente naturale per realizzare i graffiti sull’asfalto. Quando la campagna è finita, i messaggi vengono cancellati usando soltanto acqua. I residui del graffito che finiscono nel sistema di scarico sono totalmente innocui per l’ambiente. Perché il dialetto? Nel corso dei secoli e anche in anni recenti, molti termini di derivazione dialettale sono stati via via inseriti nel vocabolario Zingarelli. In alcuni casi si tratta di casi stabilmente usati nella lingua italiana da molto tempo, che oggi difficilmente sono percepiti come tali: per esempio, tra i più recenti, il napoletano inciucio (pettegolezzo; poi accordo sottobanco, pateracchio), il milanese schiscetta (contenitore per alimenti), il calabrese ‘nduja (salume spalmabile), il sardo launeddas (strumento a fiato), il romanesco pischello (ragazzino, pivello). Per quale motivo alcuni termini, come quelli citati, entrano nel vocabolario e molti altri no? La risposta sta nella loro presenza consolidata in testi italiani, che può essere verificata nella loro circolazione in organi di stampa (quotidiani o periodici nazionali), in testi letterari o di saggistica, in pubblicazioni settoriali (per esempio una guida gastronomica), in testi istituzionali, e più in generale nell’uso delle persone colte e informate. Zanichelli spiega di aver scelto Amarcord, cagnina e trebbo per sottolineare le parole romagnole più interessanti entrate a far parte stabilmente della lingua italiana.

amarcord [ vc. del dial. romagnolo, propr. ‘io mi ricordo’, dal titolo omonimo di un film del 1973 di F. Fellini 1974 ]
s. m. inv.
Ricordo, rievocazione nostalgica di fatti, situazioni, luoghi appartenenti al passato.
Federico Fellini è presente in altri lemmi dello Zingarelli come: dolcevita, paparazzo e vitellone.

Cagnina [l’origine forse da cagna con passaggio figurativo poco chiaro 1905]
S. f.
1) nelle Marche e in Romagna, denominazione del vitigno Canaiolo
2) vino rosso da dessert, prodotto in Romagna dal vitigno omonimo; ha colore rosato carico, profumo vinoso, fruttato e sapore di uva matura su piacevole fondo acidulo
Il termine che circola già da oltre un secolo, deriva dal vitigno ‘Canaiolo’ (che entra nella preparazione del Chianti) e forse la possibile origine da cagna, per il sapore acidulo.

trebbo [in origine, adattamento del romagnolo trébb, dal latino trîvium ‘trivio’, ma anche ‘luogo d’incontro, di riunione’ 1452, data che si riferisce a una Cronica riminese]
S.m.
1) incrocio, crocicchio
2) in Romagna, riunione serale d’amici: andare a un trebbo; stare a trebbo,
trebbo poetico, riunione, incontro organizzato in piazza o in luogo apposito, per ridestare e rinnovare con letture espressive il gusto e l’amore per la poesia.