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allarme dal congresso Simeu

Dimissioni di massa dei medici di pronto soccorso: nel 2022 cento al mese

In foto: la foto di Francesca Mangiatordi
di Lucia Renati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 13 mag 2022 19:24 ~ ultimo agg. 14 mag 14:03
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Si è aperto oggi al Palacongressi di Riccione il Congresso nazionale SIMEU – Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza. 1.500 professionisti, medici, infermieri e giovani specializzandi, si confronteranno fino a domenica sul tema scelto per il congresso che mancava da 4 anni: “Navigando verso il futuro, consapevoli del proprio passato”. I dati sulle dimissioni dei medici dai pronto soccorso italiani sono allarmanti.

Mancano quasi 5.000 medici nei pronto soccorso italiani. Nel 2022 si sono dimessi in 600: è come se in Italia chiudessero 5 pronto soccorso al mese. In 9 strutture su 10 almeno un medico manifesta l’intenzione di abbandonare entro un anno. Il grido d’allarme arriva da medici infermieri riuniti a Riccione per il dodicesimo congresso SIMEU, il primo dopo la pandemia. Dimissioni dei medici, sovraffollamento, stazionamento delle barelle, burn out sono le criticità sotto la lente, per navigare verso il futuro, come recita il tema di questa edizione. Tra i relatori della giornata d’apertura anche Francesca Mangiatordi, medico di pronto soccorso, autrice della foto simbolo della prima ondata pandemica che ritrae una sua infermiera, Elena, accasciata sulla tastiera del computer a fine turno (foto).

Alle voci raccolte al congresso nazionale di Riccione sarà dedicata la puntata di chiusura della stagione di “tutta salute” in onda alle 20:35 sul canale 18 il 24 maggio. 

Stiamo assistendo all’estinzione dei pronto soccorso – si legge nella nota inviata da SIMEU. La criticità legata all’organico viene amplificata dal carico di lavoro causato dal “boarding”, il fenomeno di prolungata permanenza dei pazienti e di sovraffollamento di barelle in dipartimento – causate dall’incapacità dei reparti di accogliere i pazienti per mancanza di letti – che da sole assorbono tempo ed energie dei professionisti che vengono sottratte alla gestione delle emergenze. Il recente caso estremo dell’ospedale Cardarelli ne è stato un drammatico esempio ma dalle recenti stime SIMEU il 45% delle strutture operative italiane ne soffrono.

Parte da queste pesanti premesse il Congresso Nazionale SIMEU – società italiana della medicina di emergenza urgenza “Navigando verso il futuro, consapevoli del propri passato”. Il past President Salvatore Manca ha fatto un’analisi dell’evoluzione dei PS dal pre covid a oggi e il Presidente del comitato scientifico del Congresso Francesco Pugliese ha evidenziato “luci e ombre” della medicina di emergenza urgenza per poi interrogarsi su: quale il futuro possibile per professionisti e pazienti?

Francesca Mangiatordi, medico MEU ha evidenziato le buone ragioni per continuare a resistere e a lottare per difendere i pronto soccorso dal rischio estinzione. Agnese Testoni sul palco ha rappresentato gli infermieri dell’emergenza urgenza evidenziandone il loro punto di vista rispetto ad una ristrutturazione sistemica.

La sproporzione tra la domanda sanitaria e le risorse disponibili è sempre più evidente: “Ci auguriamo di essere aiutati dai nostri pazienti in questa lotta alla sopravvivenza dei PS” auspica Fabio De Iaco Presidente Nazionale SIMEU “Cittadini e operatori sono sullo stesso fronte della battaglia. Pochi anni fa in Francia una situazione migliore della nostra attuale ha originato un clamoroso sciopero nei Pronto Soccorso, opzione che non vogliamo e non possiamo considerare. Ma siamo già alle dimissioni di massa: cos’altro dobbiamo fare per sollecitare ed ottenere le azioni necessarie? Quanto ci si aspetta che potremo ancora resistere con le nostre sole forze?”