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condannato a 4 anni

Attira in casa una 19enne e tenta di stuprarla con il coltello tra i denti

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 26 mag 2022 15:56 ~ ultimo agg. 27 mag 13:06
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“Ho la tapparella bloccata, potresti salire a darmi una mano?”. Quell’uomo con problemi fisici, che in pieno giorno si era affacciato al balcone chiedendo una cortesia, doveva averle fatto tenerezza. E così, in tutta la sua ingenuità, la giovane aveva accettato di aiutarlo. Una 19enne riminese, però, non poteva immaginare che di lì a poco sarebbe iniziato un vero e proprio incubo.

Quando è entrata nell’appartamento dove l’uomo, un 40enne riminese, viveva con la moglie e la figlia (nessuna delle due in quel momento era in casa), ha intuito che c’era qualcosa di strano. Giusto il tempo di chiudere la porta e avvicinarsi alla tapparella mal funzionante, che l’uomo l’ha afferrata alle spalle e sotto la minaccia di un coltello ha cercato ripetutamente di violentarla. Dopo averla palpeggiata in tutto il corpo e morsicata alle braccia, per impedirle di chiedere aiuto le ha messo un fazzoletto in bocca e le mani intorno al collo, come a volerla soffocare. La 19enne però ha reagito, si è dimenata e soprattutto ha urlato.

Tutto quel trambusto, per fortuna, non è sfuggito ad un vicino di casa dell’aggressore che, attirato dalle urla della ragazza è sceso in strada e, guardando verso il balcone, ha visto l’uomo sopra la 19enne con un coltello tra i denti. Compresa la gravità della situazione, è corso verso il suo appartamento dove si è imbattuto nella vittima, che nel frattempo era riuscita a liberarsi dalla presa del 40enne. E’ stato il vicino a offrirle riparo in casa sua e chiamare la polizia.

Gli uomini della Squadra mobile e delle Volanti, arrivati sul luogo del tentato stupro, dopo essere entrati in casa arrampicandosi fino al balcone, hanno trovato l’aggressore in camera da letto intento ad ascoltare, cuffie all’orecchio, un corso online di lavoro, come se nulla fosse accaduto. Il 40enne, che agì sotto l’uso di sostanze stupefacenti, fu arrestato per violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate. Il coltello usato per minacciare la vittima fu rinvenuto e sequestrato nell’appartamento del vicino: la ragazza infatti era riuscita a sottrarglielo prima di fuggire.

I fatti risalgono esattamente a un anno fa e questa mattina, davanti al gup del tribunale di Rimini, Manuel Bianchi, si è celebrato il rito abbreviato. Il 40enne, che è tuttora agli arresti domiciliari in una comunità di recupero in Toscana per tentare di disintossicarsi dalla cocaina e ha iniziato a frequentare un corso in un centro antiviolenza, è stato condannato a 4 anni di reclusione. Tramite il suo difensore, l’avvocato Flavio Moscatt, ha deciso di sua iniziativa di risarcire economicamente la vittima, che si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocatessa Veronica Magnani. Il pm Davide Ercolani, titolare del fascicolo, aveva chiesto per l’imputato una pena a 8 anni.