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Le dichiarazioni

Tensione per il rinnovo delle cariche in Camera di Commercio

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 15 feb 2022 08:52
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C’è tensione in vista del rinnovo delle cariche nella Camera di Commercio della Romagna. Il mandato di Alberto Zambianchi, attuale presidente, è scaduto da un paio di mesi ma già dall’estate scorsa si è acceso il confronto sul suo successore. E qal presidente riminese di Confcommercio, Gianni Indino, non vanno giù infatti le voci di una imminente elezione del dottor Carlo Battistini. “Non è con le fughe in avanti che si decide il presidente della Camera di Commercio della Romagna – dice Indino –. Dopo anni di avvicendamento al vertice tra industriali e artigiani, pensavamo che il commercio avesse il diritto di ricoprire quel ruolo per tante ragioni, compreso un segnale forte di ripartenza del settore dopo i difficili anni della pandemia. Nessuno quanto un imprenditore può avere la visione, la sensibilità, lo sguardo e le idee per guidare l’ente camerale”. Indino chiede poi di considerare anche un riminese tra i possibili candidati. E’ però il Segretario generale della Camera di commercio Roberto Albonetti a cercare di gettare acqua sul fuoco. Dopo aver tranquillizzato sulle tempistiche, precisa che “l’attuale fase dell’iter procedurale è in capo alla Regione Emilia-Romagna che, non appena terminati i controlli di propria competenza sulla documentazione presentata, emanerà il decreto di determinazione del numero dei rappresentanti in Consiglio con cui individua le Organizzazioni – o loro apparentamenti – a cui spetta la designazione dei componenti, nonché il numero dei consiglieri che ciascuna può nominare“.

La nota di Gianni Indino

“Apprendiamo da fonti di stampa che quello del dottor Carlo Battistini è il nome in pole position per il ruolo di presidente della Camera di Commercio della Romagna. Siamo dispiaciuti per questa fuga in avanti – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -. Forse si tratta di rumors creati ad arte, di sicuro nati senza alcun processo concordato e senza il rispetto delle regole che ci siamo dati in questi mesi di aperto confronto tra le categorie. Non è questo il modo di agire, soprattutto dopo il grande impegno che tutti noi stiamo continuando a profondere per arrivare ad una designazione condivisa per la guida di un ente di grande importanza come la Camera di Commercio.
Dopo anni di avvicendamento al vertice dell’ente camerale tra industriali e artigiani, pensavamo che il commercio avesse il diritto di ricoprire quel ruolo per tante ragioni. Non si tratta meramente di tenere fede alla storica alternanza tra categorie, ma di una decisione che ha anche un significato simbolico di grande valenza. Dopo anni in cui il commercio è stato uno dei settori più colpiti dalle conseguenze della pandemia, sarebbe un segnale forte, di rilancio e ripartenza, eleggere a presidente della Camera di Commercio un commerciante. La Camera di Commercio fin dalla fondazione fa ha sancito nella sua denominazione l’importanza strategica e la centralità del settore del commercio, inserendo poi al suo interno nel corso del tempo gli altri comparti economici e produttivi sino all’attuale denominazione di Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura.
Inoltre a Rimini, prima che il nostro ente camerale si fondesse con quelli delle altre realtà romagnole, siamo sempre stati abituati ad avere un imprenditore alla guida della Camera di Commercio e continuiamo a pensare che nessuno quanto un imprenditore possa avere la visione, la sensibilità, lo sguardo e le idee per guidarla. L’ente possiede nei suoi uffici validi e autorevoli tecnici e funzionari, ma per osservare a fondo il contesto e vincere le sfide del futuro economico sul nostro territorio abbiamo bisogno che venga guidato da una visione imprenditoriale, non tecnica o politica.
A maggior ragione in un momento delicato di confronto come questo, con le elezioni ormai ad un passo, non sentivamo il bisogno di un’uscita pubblica come quella che abbiamo letto, che non aiuta a trovare un accordo. La Camera di Commercio è un ente importante, che per esercitare la sua attività dovrà avere il sostegno di tutti i settori economici; solo così potrà avere la forza necessaria ad affrontare le grandi sfide che ci attendono, a cominciare dal PNRR. Dobbiamo farci trovare pronti, ma lo saremo solamente se riusciremo ad arrivare ad una elezione condivisa, senza contrasti che rischiano di minare la compattezza del tessuto economico”.

La nota di Roberto Albonetti

“In merito alle preoccupazioni emerse sul rinnovo del Consiglio della Camera di commercio della Romagna, ci tengo a informare che gli Organi camerali, scaduti il 19 dicembre 2021, sono regolarmente in carica fino a completamento delle procedure di rinnovo. Procedure che sono state attivate nei tempi e nelle modalità corrette.

L’attuale fase dell’iter procedurale è in capo alla Regione Emilia-Romagna che, non appena terminati i controlli di propria competenza sulla documentazione presentata, emanerà il decreto di determinazione del numero dei rappresentanti in Consiglio con cui individua le Organizzazioni – o loro apparentamenti – a cui spetta la designazione dei componenti, nonché il numero dei consiglieri che ciascuna può nominare.

Successivamente la Regione chiederà alle Organizzazioni imprenditoriali, alle Organizzazioni sindacali e alle Associazioni di tutela dei consumatori – o loro apparentamenti – e alla Camera di commercio per quanto riguarda il rappresentante dei liberi professionisti, di inviare i nominativi dei designati, entro trenta giorni dalla richiesta.

Una volta ricevute le designazioni, la Regione, dopo avere verificato il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, emanerà un ulteriore decreto con cui nominerà il Consiglio della Camera di commercio della Romagna e, contestualmente, convocherà la riunione di insediamento, con all’ordine del giorno la nomina del Presidente dell’Ente.

Ci tengo a precisare che il procedimento di rinnovo del Consiglio camerale è stato particolarmente complesso per la mole di documentazione richiesta e il numero delle organizzazioni che hanno partecipato alle procedure, ma si è svolto con regolarità e con la collaborazione di tutti”.