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Concessioni demaniali. Il tavolo tecnico non convince il senatore Croatti

In foto: Marco Croatti
di Redazione   
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dom 2 gen 2021 12:55
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“Il tavolo tecnico politico annunciato dai ministri Garavaglia, Giorgetti e Gelmini ,a seguito di un incontro con i rappresentanti delle categorie dei balneari non parte con il giusto metodo di lavoro. Non può ridursi ad una riunione di un certo schieramento politico con alcune categorie interessate. È nostro auspicio che coinvolga tutte le forze politiche di maggioranza di questo
Governo, così come sia aperto a tutti i soggetti diversamente interessati: i rappresentanti dei consumatori e dei lavoratori, così come quelli degli enti territoriali dei comuni e delle regioni, nonché le altre Autorità coinvolte”. E’ il senatore del M5S Marco Croatti ad essere critico sulle modalità con cui affrontare le concessioni demaniali marittime, per cui da 15 anni si attende una risposta concreta e reale “senza regalare inutili illusioni né fare promesse propagandistiche o difendere interessi di parte”.

Nelle scorse settimane – aggiunge – abbiamo chiesto che si parta dalla mappatura delle concessioni esistenti per comprendere le caratteristiche tecniche, economiche, giuridiche e definire la
distribuzione geografica delle stesse concessioni, nonché accertare le qualità delle attuali imprese concessionarie, dei servizi offerti e la composizione della relativa forza lavoro. Allo stesso tempo, è importante definire un percorso condiviso del nuovo quadro giuridico all’interno del quale dovranno tenersi le gare per il rilascio delle concessioni, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, che impone una riassegnazione delle concessioni entro fine dicembre 2023″.

Fondamentale per Croatti che ogni regioni pubblichi l’albo della concessioni dopo di che “si dovrà trovare una soluzione di equilibrio che permetta di contemperare i vari interessi in causa: quello pubblico relativo alla valorizzazione del patrimonio demaniale; quelli dei consumatori e dei lavoratori, oltre a quello di chi invoca il rispetto del principio della concorrenza, nonché di chi rivendica la tutela delle imprese esistenti per gli investimenti realizzati ed in corso