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Covid, Report Ausl

Negli ospedali romagnoli oltre 200 ricoverati, 68 classi in quarantena a Rimini

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 8 dic 2021 15:45 ~ ultimo agg. 9 dic 13:48
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Si conferma il trend di crescita dei contagi in Romagna dove la scorsa settimana (quella dal 29 novembre al 5 dicembre) si sono registrate 3.899 positività (7,4%) su un totale di 52.756 tamponi. 1.331 i nuovi casi in provincia di Rimini, il territorio romagnolo con il numero più elevato. Sale l’incidenza: nel distretto sanitario di Rimini sono 375 i  nuovi casi ogni 100mila abitanti mentre in quello di Riccione 326, in Romagna solo Lugo, Faenza e Cesena Valle Savio sono poco sotto alla soglia di 250. Dopo sette settimane consecutive di crescita, i ricoveri negli ospedali romagnoli superano i 200: sono 208 di cui 26 in terapia intensiva, 32 in più in sette giorni. Il tasso di occupazione è del 9,1% in terapia intensiva (la soglia “giallo” è al 10) e del 9,7% nei reparti (la soglia è al 15%).

Le classi in quarantena in provincia di Rimini sono 68 (erano 55 la settimana precedente), di cui 22 elementari e 22 medie. A Ravenna sono 46, a Forlì 39 e a Cesena 28. Nella settimana 29/11-5/12 viene segnalato anche un focolaio in ospedale.

Complessivamente sono stati sospesi 248 operatori tra dipendenti e convenzionati in tutta l’azienda USL della Romagna. Al 6 dicembre le prime dosi (comprese dosi uniche) somministrate nei centri vaccinali dell’Ausl Romagna sono state 844.954, mentre le seconde dosi sono state 766.800 e le terze dosi 157.673. Le dosi somministrate dai medici di medicina generale sono 81.918, mentre nelle aziende 8.038. In Romagna l’82% della popolazione vaccinabile ha completato il ciclo. Ad abbassare la media è la provincia di Rimini, fanalino di coda col 77% mentre le altre province sono intorno all’85%.

Si conferma anche questa settimana“, commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Ausl Romagna, “un trend in crescita della circolazione del virus, in linea con il livello regionale e nazionale. Un dato che continua ad impegnare l’Azienda, in particolar modo nell’azione di tracciamento dei casi, (quasi 53.000 in una settimana) fondamentale per evitare la crescita della diffusione. Ma i numeri, se guardati attentamente e raffrontati con la stessa settimana del 2020, ci dicono anche un’altra cosa. Ovvero, che l’azione del vaccino contro il covid, al pari degli altri vaccini che conosciamo da più tempo, previene le forme più gravi che richiedono l’ospedalizzazione, il ricorso alle terapie intensive e purtroppo in alcuni casi anche il decesso. Nel 2020 nella stessa settimana di riferimento la media di ricoveri settimanali era pari a 553 contro l’attuale pari a 193; nelle terapie intensive era pari a 42 pazienti a fronte degli attuali 22; i decessi erano 157 contro gli attuali 19. Nel 2020 la nostra vita è stata stravolta dal lockdown, dalle restrizioni, dalla mancanza di socialità. Pensiamo a ciò che hanno vissuto i nostri ragazzi con la chiusura delle scuole! Se oggi, a pandemia ancora in corso, pur in presenza delle necessarie misure che dobbiamo continuare ad adottare (mascherine, distanziamento, igiene delle mani), abbiamo ripreso le nostre attività e in larga misura la nostra socialità, lo dobbiamo solo alla forza del vaccino, unica vera barriera fra noi e il virus. Credo non ci sia altro da aggiungere, se non tornare a ribadire l’importanza per tutti di vaccinarsi“.

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