Indietro
menu
Questione di lunga data

Consiglio di Stato: proroga concessioni balneari solo fino al 2023

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
mer 10 nov 2021 00:02 ~ ultimo agg. 16:14
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Stoppata la proroga delle concessioni balneari, che potrà arrivare solo fino al dicembre 2023 “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere”. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato bocciando la proroga al 2033 e mettendo una parola definitiva sulla lunga situazione di stallo in merito alla questione delle concessioni che durava da anni.

La decisione presa dall’adunanza plenaria fa seguito alle udienze del 20 ottobre.
Dal giorno successivo al 31 dicembre 2023, spiega il Consiglio di Stato, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza. Scaduto tale termine, quindi, “tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se vi sia o meno un soggetto subentrante nella concessione”. Il pronunciamento sottolinea “la perdurante assenza di un’organica disciplina nazionale delle concessioni demaniali marittime” che “genera una situazione di grave contrarietà con le regole a tutela della concorrenza imposte dal diritto dell’Ue”.
Secondo il Consiglio di Stato il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, “è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita”.
I concessionari attuali potranno comunque partecipare alle gare che dovranno essere bandite.