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Salvo il roditore

Scoiattolo grigio. Passo indietro Regione grazie a Lav e Centro Pettirosso

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 16 ott 2021 10:51
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Gli scoiattoli grigi dell’Emilia Romagna possono tirare un sospiro di sollievo. La levata di scudi da parte di politica e associazioni ambientaliste e la disponibilità di Lav e Centro il Pettirosso hanno portato la Regione a fare un passo indietro (vedi notizia). Per eradicare il roditore proveniente dal nord America e considerato fra le centro specie invasive più dannose al mondo, la Regione aveva deciso di usare le maniere forti: piazzare trappole con esche alimentari ai confini con la Lombardia e con il Veneto e nell’area del Delta del Po, catturare gli scoiattoli e poi chiuderli in contenitori ermetici e ucciderli usando anidride carbonica direttamente sul posto. Immediate le proteste ma anche le proposte: Lav nazionale (Lega Anti Vivisezione) e Centro di Recupero Fauna Selvatica il Pettirosso di Modena si sono resi disponibili ad ospitare gli scoiattoli catturati evitandone la soppressione. Ieri hanno inviato richiesta alla Regione per il riconoscimento dell’idoneità delle proprie strutture alla collocazione degli esemplari catturati e viale Aldo Moro si è subito mobilitata per iniziare ad acquisire i necessari pareri del ministero dell’Ambiente e di Ispra e procedere così alla successiva eventuale autorizzazione. Il Piano di intervento prevede un sistema di monitoraggio che si concentrerà nei territori al confine con le province di Lodi, Cremona e Rovigo, in particolare nella zona del Delta del Po. Nelle aree interessate saranno installate foto-trappole per rilevare l’eventuale presenza di altri scoiattoli grigi e catturarli.

Le regole

L’avvistamento dello scoiattolo grigio sul territorio impone l’immediata segnalazione a Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e ministero della Transizione ecologica, in linea con le normative europee che chiedono alle Regioni di adottare le più opportune misure di contenimento di tutte le specie non originarie dei nostri habitat e ritenute invasive.

Le Regioni possono autorizzare determinate strutture pubbliche o private ad ospitare specie esotiche invasive, purché attrezzate a garantire l’impossibilità alla fuga e alla riproduzione degli animali e allo stesso tempo il loro mantenimento nel rispetto delle regole per il benessere animale (decreto legislativo 230/2017 del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Lo scoiattolo grigio

È una specie che secondo gli esperti, può causare impatti negativi sia sugli ecosistemi colonizzati, sia sulle attività umane. In particolare, scorteccia gli alberi, che di conseguenza sono maggiormente suscettibili agli attacchi dei parassiti, oltre ad essere ghiotto di nocciole.

Senza considerare che è estremamente pericoloso per lo scoiattolo comune, la specie autoctona. Infatti, può provocarne l’estinzione grazie a una maggiore efficienza nello sfruttamento delle risorse naturali e in alcuni casi anche mediante meccanismi parassitologici: ad esempio può predare uova di uccelli e competere con le specie locali per l’uso di cavità arboree.

 

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