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Soffocati con anidride carbonica

Lo sterminio degli scoiattoli grigi. Contestato il provvedimento della Regione

In foto: lo scoiattolo grigio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 15 ott 2021 14:13 ~ ultimo agg. 17:07
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Piccoli e carini ma anche fra le centro specie invasive più dannose al mondo. E così l’Emilia Romagna ha deciso di dichiarare guerra allo scoiattolo grigio che, originario del Nord America, si è diffuso in varie Regioni dell’Italia settentrionale con impatti negativi sia sugli ecosistemi colonizzati, sia sulle attività economiche e le coltivazioni. Il sistema scelto però il 6 ottobre scorso dalla Giunta Bonaccini per liberarsi dei roditori (in termine tecnico si parla di “rilevamento precoce ed eradicazione rapida”) lascia non poche perplessità: saranno infatti piazzate trappole con esche alimentari ai confini con la Lombardia e con il Veneto e nell’area del Delta del Po e i mammiferi catturati saranno poi chiusi in contenitori ermetici e uccisi usando anidride carbonica direttamente sul posto. In altri Paesi come il regno Unito, dove pure lo scoiattolo grigio è presente e fa danni, si è invece deciso per la sterilizzazione di massa utilizzando crema di nocciole contenente un contraccettivo orale.
Il provvedimento dell’Emilia Romagna sta suscitando, come immaginabile, non poche polemiche sia a livello politico che tra gli ambientalisti anche perché se gli scoiattoli grigi stanno proliferando sul territorio la colpa è proprio dell’uomo.
Giulia Gibertoni, consigliera regionale del Gruppo Misto, ha interpellato l’esecutivo. “Non sarebbe necessario – ha scritto in una interrogazione –, prima di compiere uno sterminio di un’intera specie, compiere ulteriori studi per approfondire l’inquadramento dello scoiattolo grigio in relazione all’ambiente naturale? E perchè non si vogliono utilizzare metodi ecologici (vedi la sterilizzazione degli animali) come fatto in Gran Bretagna?“.
Gli animali meritano rispetto e tutele – hanno commentato il parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, e il consigliere regionale del Carroccio Daniele Marchetti, primo firmatario di un’interrogazione presentata in Regione –. E se è vero che lo scoiattolo grigio è compreso tra le specie esotiche invasive indicate dalla UE, che prevede disposizioni per prevenirne e gestirne l’introduzione e la diffusione, è altrettanto vero che la soluzione prevista dalla Regione Emilia-Romagna per eliminare questi scoiattoli va contro ogni regola del benessere animale”. Una soluzione che viene definita dai due “crudele e assolutamente non condivisibile visto che esistono alternative non cruente”. “Sarebbe bastato – hanno aggiunto – aprire un Tavolo di confronto con gli enti preposti al controllo e le associazioni protezioniste. Di qui, la pressante richiesta alla Giunta Bonaccini di ritirare immediatamente il documento che prevede la crudele soppressione degli scoiattoli grigi e di mettere in atto soluzioni alternative”.

Silvia Piccinini, capogruppo del del M5S, chiede alla Regione di valutare, “in via sperimentale, modalità incruente per annullare il potenziale riproduttivo degli esemplari catturati, senza sopprimerli ma procedendo alla loro sterilizzazione” e ritiene che la Giunta debba sensibilizzare “gli Enti locali alla definizione di protocolli, a seguito di confronti con le associazioni ambientaliste e animaliste, per la diffusione di metodi incruenti nelle attività di eradicazione delle diverse specie alloctone invasive”.

Levata di scudi anche da parte delle associazioni ambientaliste. “Abbiamo appreso dalla stampa – ha scritto l’Enpa – che la regione Emilia-Romagna ha approvato la delibera che consente il “controllo” delle popolazioni di scoiattolo grigio, considerata specie alloctona invasiva, nel Piacentino e nei confini con il Veneto, con conseguente cattura ed eutanasia degli esemplari ad opera di figure private. L’Ente Nazionale Protezione Animali chiede alla regione di rivedere tale piano, fermando gli abbattimenti e prevedendo un monitoraggio finalizzato ad avere dati numerici sulla popolazione. Al contempo, si possono valutare progetti alternativi e sostenibili, che non comportino uccisioni. Siamo consapevoli della complessità del tema e degli obblighi di legge, ma altrettanto coscienti che gli “stermini” non servono a nulla: anche gli scoiattoli grigi, come altri animali, si muovono liberamente e si espandono in base alle risorse disponibili e su quest’ultimo aspetto si dovrebbe intervenire. Inoltre, è necessario un censimento, l’applicazione di metodi ecologici e strumenti di prevenzione, agendo sull’ambiente”. Enpa ha evidenziato anche che “a compiere le operazioni di cattura, vi sarà anche il coinvolgimento di figure private, in violazione dell’art. 19 della legge nazionale 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica, che riserva solo al personale pubblico tali interventi. La notizia delle uccisioni degli scoiattoli grigi sta suscitando un grande malcontento tra i cittadini. Chiediamo alla regione di rivedere immediatamente questa decisione”. Inoltre “il termine “eradicazione” non è sinonimo di “uccisione” e quindi si può intervenire anche diversamente ad esempio con la protezione per i noccioleti, favorendo la presenza dello scoiattolo rosso – attualmente considerata specie non a rischio ma che soffrirebbe della presenza dello scoiattolo grigio– con la piantumazione di specifiche essenze. Inoltre, nel caso in cui il numero degli individui sia basso non sono da sottovalutare le esperienze di sterilizzazione e rilascio in natura. Ci auguriamo che possa essere trovata una soluzione più rispettosa per gli animali, e che la regione Emilia-Romagna possa aprirsi a queste nuove possibilità lavorando con il mondo scientifico anche su progetti sperimentali”.

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