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Indino (Confcommercio): ripristinare i voucher per lavoratori turismo

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 1 ott 2021 15:38
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La richiesta di lavoratori sale, ma la disoccupazione rimane alta: c’è qualcosa che non va“. A dirlo Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini che chiede di rimettere mano alla materia lavoro, per una reale ripresa dell’economia. I numerosi problemi di reclutamento del personale da parte delle aziende – dice il presidente di Confcommercio – trovano evidenza anche nell’indagine della Camera di Commercio della Romagna resa nota nei giorni scorsi. La flessione di disponibilità a lavorare sconta anche gli effetti del Reddito di Cittadinanza che, così come è stato sviluppato, disincentiva le persone a cercare lavoro. Sul nostro territorio, ad altissima vocazione turistica, ne abbiamo avuto l’ennesima conferma quest’estate, con le aziende a fare i salti mortali per trovare personale stagionale”.

Indino è convinto che un aiuto potrebbe arrivare dal ripristino dei voucher. “La strada da percorrere per cavalcare la ripresa e permettere alle aziende di investire, anche in occupazione, è quella che contempla lo sgravio della burocrazia, la semplificazione degli adempimenti e l’abbassamento del costo del lavoro, che ad oggi è pressoché insostenibile per le imprese e poco appagante per i lavoratori. Le imprese, quelle del turismo in particolare, hanno bisogno di flessibilità e semplicità. Strumenti come sono stati i “Voucher lavoro” sono stati cancellati con troppa facilità, buttando via il bambino con l’acqua sporca. Erano strumenti utili, che potevano essere ridiscussi per correggerne i difetti creando un dispositivo che andasse incontro alle esigenze di determinati settori, quali soprattutto il turismo. Sarebbe opportuno che istituzioni e sindacati tornassero al tavolo per trovare soluzioni condivise. Ne ho parlato anche con il ministro del Turismo, Garavaglia, che ha mostrato attenzione sulla possibilità del ritorno dei Voucher per il settore del turismo.

Quest’anno poi, nonostante la ripartenza del settore fieristico-congressuale e degli eventi, le limitazioni dovute alla pandemia non ci permettono di quantificare i flussi autunnali e la programmazione è una chimera; a maggior ragione, dunque, nel turismo avremmo bisogno dei Voucher. Ora l’introduzione del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro dal 15 ottobre rischia addirittura di fare lievitare la burocrazia per le piccole imprese che dovranno sostituire i dipendenti e i collaboratori che non vogliono munirsi di Green Pass. Si dovrà fare fronte a nuovi costi di gestione e nuove pratiche da pagare, senza nemmeno riuscire a sostituire i lavoratori per tutto il tempo necessario”.

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