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3,8 mln al lavoro senza vaccino

Fondazione Gimbe: rischio caos tamponi, serve obbligo vaccinale

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 14 ott 2021 14:33
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Obbligo vaccinale e tampone per green pass solo dopo la prenotazione del vaccino e fino a due settimane dopo la somministrazione della prima dose. E’ questo il suggerimento che arriva al Governo dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. Una soluzione proposta alla luce delle difficoltà che si prospettano con l’introduzione dell’obbligo di green pass sul lavoro dal 15 ottobre. La Fondazione stima un fabbisogno settimanale di tamponi antigenici rapidi compreso tra 7,5 e 11,5 milioni: un numero molto lontano dall’1,2 milioni effettuati nella settimana 6-12 ottobre. Secondo Federfarma, circa due terzi dei tamponi antigenici rapidi vengono eseguiti nelle farmacie private, ma di queste meno della metà, oltre a 327 centri privati, hanno aderito all’accordo che garantisce i test a prezzo calmierato. “Per far fronte all’aumento del fabbisogno di test – spiega il Presidente – è urgente sia ampliare il numero di farmacie e altre strutture autorizzate che aderiscono all’accordo, sia potenziare l’attività per aumentare il numero di tamponi”. “Alla vigilia del 15 ottobre – conclude Cartabellotta – la politica e il mondo del lavoro devono fare i conti con alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto l’attuale sistema che punta su farmacie e centri autorizzati non potrà garantire, almeno nel breve termine, un’adeguata offerta di tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato; in secondo luogo le proposte avanzate negli ultimi giorni (estendere validità dei tamponi a 72 ore, tamponi “fai da te”), oltre a non avere basi scientifiche presentano rischi di tipo sia sanitario, sia medico-legale e assicurativo; infine, il numero dei nuovi vaccinati già da alcune settimane lasciava presagire un consistente “zoccolo duro” di lavoratori che, nonostante l’approssimarsi del 15 ottobre, non intende vaccinarsi volontariamente. Considerato che la “spinta gentile” del green pass non ha prodotto i risultati auspicati e che da domani si rischia il caos, con centinaia di migliaia di lavoratori sprovvisti della certificazione verde di fatto impossibilitati ad effettuare un tampone, il Governo deve prendere in considerazione l’obbligo vaccinale, consentendo l’uso del tampone per ottenere il green pass solo dopo la prenotazione del vaccino e fino a due settimane dopo la somministrazione della prima dose”. I lavoratori non vaccinati in Italia si stimano intorno ai 3,8 milioni. Una stima influenzata da diverse variabili: lavoratori under 20 e over 64, numero di occupati guariti negli ultimi 6 mesi, numero di lavoratori esentati per patologia, distribuzione non omogenea tra le differenti fasce di età sia del tasso di occupazione, sia del numero dei non vaccinati tra lavoratori e non lavoratori.

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