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Una tesi per approfondire

Tra grandi numeri e impatto zero. Lo studio per il futuro sostenibile degli eventi


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In foto: Sara Quadrifoglio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
gio 16 set 2021 16:23 ~ ultimo agg. 20 set 12:54
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Il territorio riminese è un territorio di eventi, in estate ma non solo. E gli eventi significano indotto e presenze ma hanno anche un costo ambientale. La consapevolezza in questo senso comincia però a diffondersi: ne è una testimonianza l’esperienza del Festival di Santarcangelo, che con le diverse azioni riunite dal 2012 nel progetto “Presente sostenibile” ha deciso di intraprendere un percorso strutturato per migliorare la sostenibilità di un evento che ormai da mezzo secolo è un riferimento culturale a livello internazionale. E che, anche nel format distanziato richiesto dalla pandemia, ha chiuso l’edizione 2021 con 15mila presenze agli spettacoli.

In collaborazione con il partner Hera, negli ultimi anni il Festival ha avviato diverse azioni nella direzione dell’eco-compatibilità per rispondere in pieno ai requisiti di sostenibilità previsti, ad esempio, dalle linee guida della norma ISO 20121 e dalle linee guida fornite dallo stesso gruppo Hera sulla gestione di eventi sostenibili.  Sono già stati ottenuti risultati significativi, ma è importante anche il costante monitoraggio dei dati per verificare i traguardi e definire le strategie future.

Di questo si sta occupando con la sua tesi Sara Quadrifoglio, studentessa riminese 23enne. Dopo il diploma al liceo scientifico Einstein di Rimini, Sara ha intrapreso il corso di laurea triennale in Chimica e tecnologie per l’ambiente e per i materiali dell’Università di Bologna con sede a Rimini.

Presente Sostenibile

Il suo tutor per la tesi, il professor Fabrizio Passarini, le ha proposto di collaborare proprio al progetto col festival di Santarcangelo.
“In particolare – spiega Sara – sto studiando i vari progetti che Santarcangelo dei Teatri aveva già intrapreso”. Come il progetto “Facciamo acqua da tutte le parti” promosso da Gruppo Hera, Romagna Acque Società delle Fonti, Amir SpA e Adriatica Acque. “Con questo progetto durante il Festival, vengono messe a disposizione tutte le fontanelle pubbliche nel centro di Santarcangelo e vengono forniti ai visitatori bicchieri in plastica rigida riutilizzabili, oppure borracce. Dal 2013 ad oggi è stato così possibile in modo completo evitare l’utilizzo di plastica monouso”.

Altro obiettivo, limitare lo spreco di materiali durante il festival e durante la sua preparazione: “Per esempio sto studiando quanta carta viene usata per stampare i volantini o i calendari e quanti effettivamente vengono distribuiti agli spettatori e quanti invece rimangono inutilizzati in magazzino”.

C’è poi l’importante capitolo del consumo energetico. “Durante tutto l’anno Santarcangelo dei Teatri compra per la sede e per vari magazzini l’elettricità da EON energia, gruppo che vende energia proveniente da fonti rinnovabili. Durante i giorni del festival però questo contratto non basta quindi definiscono dei contratti brevi, della durata del festival, con altre compagnie che vendono energia derivante da fonti fossili. Tramite questo studio si cercherà di capire se è possibile evitare questi contratti e cercare di utilizzare solo energia derivante da fonti rinnovabili. Tutto questo mira alla minimizzazione dello spreco di materiali e di energia, necessaria per le linee guida per la definizione di evento sostenibile. In più, stiamo cercando anche nuove idee per progetti futuri improntati sul tema della sostenibilità”.

Anche in una situazione complessa, Sara è riuscita a lavorare in una rete di relazioni: “Oltre al professor Passarini, referente universitario, Marta Lovato invece è la referente del festival che mi fornisce tutti i dati necessari. Il lavoro si è svolto principalmente da remoto, anche a causa delle restrizioni per il Covid, ma sono riuscita anche a svolgere degli incontri in presenza in sede a Santarcangelo, inizialmente per definire il progetto di tesi e poi per visionare fisicamente dei dati di cui avevo bisogno”.

una sorgente urbana (da Adriatica Acque)

Un progetto che indica la direzione in cui dovranno muoversi in futuro gli eventi, da misurare non più solo in termini di numeri e presenze. Un percorso complesso e impegnativo, ma secondo Sara ormai imprescindibile: “Questo progetto secondo me è molto importante in quanto in questi ultimi anni tutti ci stiamo accorgendo dei problemi ambientali causati dall’uomo. Le persone iniziano a capire quello che sta succedendo quindi sta aumentando la coscienza sul tema. Il fatto che gli organizzatori stiano cercando di “adattarsi” a questo nuovo modo di gestire grandi eventi indica che ci si sta muovendo nella direzione giusta. La sfida chiaramente è quella di riuscire a cambiare la gestione dell’evento investendo in nuove tecnologie e fare scelte sempre più green e a favore dell’ambiente. Sfida ancora più grande sarà trovare nuove idee e nuovi metodi per riuscire a fare diventare più sostenibili anche quegli ambiti dell’organizzazione del Festival che hanno una gestione più complicata da questo punto di vista”.

Il prossimo traguardo è la laurea triennale, poi Sara farà le sue scelte. Ma il lavoro svolto è già parte del suo bagaglio: “Se possibile mi piacerebbe rimanere in questo ambito perché mi sono appassionata a questo tema e mi piacerebbe aiutare in questo senso l’organizzazione di vari eventi”.


Per saperne di più:

www.unirimini.it

www.tecnopolorimini.it

Via Dario Campana, 71 Rimini
0541/21847

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