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corte dei conti

Sindaco e giunta di Coriano dopo condanna: agito nel rispetto di delibera

In foto: il sindaco Spinelli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 12 set 2021 09:43
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Il sindaco e la giunta di Coriano difendono il loro operato nella vicenda che ha visto lo Corte dei Conti condannare per danno erariale l’uso di fondi pubblici per la difesa contro un diffamatore social. (vedi notizia). “La Giunta – scrive l’amministrazione – ha agito nel pieno rispetto di una delibera che gli consentiva di farlo, dopo aver consultato e fatto proprio il parere del segretario comunale volendo tutelare il proprio sindaco dalle infamanti accuse pubblicamente rivolte attraverso i canali social”. 

Accusano i consiglieri di opposizione di avere dato un’enfasi eccessiva all’accaduto senza raccontare il merito della vicenda e ricordano come sia stato subito riconsegnato all’erario il dovuto, 2mila euro, appena arrivata la richiesta “senza battere ciglio, senza presentare ricorsi, resistere in giudizio, come avrebbe potuto fare e soprattutto come tutti fanno, e di tasca propria i singoli componenti dell’esecutivo si sono fatti carico della somma. E nel nostro Paese forse sarebbe questa la notizia”.
Sul merito, è lo stesso sindaco a riepilogare l’accaduto.
Nel 2017 – spiega il sindaco Domenica Spinelliun cittadino corianese pubblicava sui social accuse pesantissime nei miei riguardi. In 9 anni di mandato ho subìto attacchi di ogni genere. Il più delle volte ho soprasseduto, ma questa volta ignorare sarebbe stato grave. E così chiesi al Segretario Comunale in carica, la dott.ssa Silvia Santato, se, nel caso di specie, fosse possibile essere tutelata in quanto le offese erano evidentemente connesse al ruolo istituzionale. Circa un anno e mezzo prima avevamo approvato una delibera di Giunta al fine di tutelare dignità, onore, prestigio e integrità morale di tutti coloro che a qualunque titolo rappresentavano il Comune. L’allora Segretario Comunale – preso atto della gravità dei contenuti – rispose in senso affermativo avviando il procedimento previsto da quella stessa delibera. E così fu incaricato l’Avv. Moreno Maresi del Foro di Rimini, noto e stimato professionista, esperto della materia. Il motivo della restituzione, secondo la Corte dei Conti, è che una querela può essere presentata senza difesa tecnica (quindi senza un avvocato) e che per questa ragione non sarebbe stato necessario l’incarico e da questo presupposto, che noi non abbiamo inteso discutere, è scaturita la richiesta di restituzione. Tuttavia è di tutta evidenza che la querela di un avvocato non è uguale a quella di chi non lo è.  Come è altrettanto vero che l’iter che può scaturire da una querela è un processo penale in cui la figura dell’avvocato è imprescindibile. Avverso tale provvedimento avremmo potuto resistere in giudizio, ma per rispetto delle Istituzioni, decidemmo di rispettare tale decisione benché poco o per nulla convinti nel merito, ma questo per noi è sempre stato secondario. La difesa ad accuse così infamanti era la priorità. L’offesa e il dileggio nei confronti delle Istituzioni non sono “social free” e soprattutto rappresentano una forma di violenza contro la quale esiste ed è imprescindibile il dovere morale di tutelarne la dignità, l’onore e il prestigio. Io di quella violenza sono stata notoriamente bersaglio. E questa volta andrò fino in fondo”.
La proposta querela – spiega l’avvocato Maresi – è risultata fondata perché, nonostante l’iniziale richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica, a seguito di opposizione, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Rimini ha ordinato l’imputazione coatta nei confronti del responsabile dei fatti denunciati. Pertanto il 1° aprile del 2022 si terrà la prima udienza del procedimento penale”.
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