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per il primo giorno

In una lettera la passione educativa di una maestra in pensione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 13 set 2021 13:06
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Un anno imperfetto. E’ il titolo che la maestra Letizia, da due anni in pensione, dà alla sua riflessione per la ripartenza dell’anno scolastico. Benché non sia più tra il vociare dei bambini questa mattina ha inviato alle ex colleghe un messaggio sulla gioia del cominciare. Letizia è ben consapevole delle mille difficoltà che anche in questo anno si presenteranno e che sarebbe più normale lasciare che “il veleno dello scetticismo intossicasse le nostre giornate“, ma, ed un grande MA, le parole di una canzone di Cohen che le risuona dentro spingono il pensiero verso una nuova prospettiva di felicità: “Con le campane che ancora possono suonare, non con le nostre immagini di funzionalità, di organizzazione, di professionalità e competenza, non con le nostre “offerte perfette”, si compirà la promessa per noi e per i nostri alunni, ma attraverso quello che non va, che non si sistema, che ci lascia insoddisfatti, proprio lì si infilerà la luce del cammino“.

Una bella riflessione, una interessante lettura.

Non riesco a far passare il primo giorno di scuola nell’indifferenza anche se ormai sono due anni che ho lasciato le aule scolastiche per vestire i panni della maestra in pensione. Ma quarantadue anni di scuola ti restano dentro come una promessa di bene sempre aperta e come una speranza che si rinnova ad ogni inizio d’anno. Così questa mattina ho inviato alle mie ex colleghe questo messaggio:

“L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.” (C. Pavese) Buon inizio, care colleghe e compagne di viaggio! Perché oggi è una cosa nuova e una nuova possibilità di felicità per la vostra vita e per la vita dei vostri alunni.

Così mentre inviavo i messaggi sulla chat di WhatsApp mi sono ritrovata a chiedermi: “Ma è sensato parlare di felicità in questo clima di incertezza, se non addirittura di paura, con le solite cose che non funzionano e sappiamo già che probabilmente non funzioneranno neppure quest’anno? Come può infilarsi la vibrazione della felicità dentro il buio e la penombra dei nostri lamenti, delle nostre tristezze, delle cose che non vanno, delle incomprensioni, della stanchezza, del personale scolastico che, nonostante le dichiarazioni del Ministro, ancora manca all’appello, delle mascherine che continuano a nascondere i sorrisi, della Dad sempre incombente, della fatica delle relazioni sempre “a distanza” anche se in presenza?” Sarebbe normale lasciare che il veleno dello scetticismo intossicasse le nostre giornate. E così spesso accade.

Ma quest’estate, al Meeting di Rimini, una serie di incontri-testimonianze riprendeva il ritornello di una canzone di Leonard Cohen

“Suona le campane che ancora possono suonare
Dimentica la tua offerta perfetta
c’è una crepa in ogni cosa
ed è da lì che entra la luce”

Inaspettatamente la canzone di Cohen ha riaperto in me la prospettiva della felicità.

Con le campane che ancora possono suonare, non con le nostre immagini di funzionalità, di organizzazione, di professionalità e competenza, non con le nostre “offerte perfette”, si compirà la promessa per noi e per i nostri alunni, ma attraverso quello che non va, che non si sistema, che ci lascia insoddisfatti, proprio lì si infilerà la luce del cammino.

La gioia dell’inizio di cui parlava Pavese non è sicurezza delle proprie forze, della propria esperienza, ma promessa di qualcosa che rompa nuovamente i nostri schemi e sorprendentemente ci apra un orizzonte infinito proprio lì dove tutto sembrava perso: sarà lo sguardo di un bambino, il saluto di un collega, la domanda di un genitore, il richiamo di un amico. Dentro questo anno imperfetto ci aspetta la felicità.

L’importante è non chiudere la crepa. Forse questo è il cuore dell’educazione: insegnare a non censurare le nostre domande e i nostri limiti, amandoli invece come il trampolino attraverso cui impareremo a correre sulla strada del Bene. E la felicità sarà una possibilità reale per noi e per i nostri alunni. Buon anno a tutti!

Letizia

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