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La passione per i lego diventata lavoro. La storia di Riccardo

In foto: le opere in mostra al centro commerciale
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 20 lug 2021 11:25
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Si chiama Riccardo Zangelmi, è l’unico LEGO Certified Professional italiano, e ha portato le sue opere in una delle piazze del centro commerciale “Le Befane” dove pochi giorni fa ha aperto il negozio Lego. In mostra, fino al 24 luglio, ci sono due ippopotami, una rana, un pellicano e un coccodrillo. Riccardo, nel 2016, quando aveva trent’anni, ha lasciato il proprio incarico in un’azienda di servizi per dedicarsi a tempo pieno ai mattoncini più famosi al mondo. E dopo milioni di costruzioni,  è oggi l’unico italiano ad essere stato riconosciuto, nel 2016, dall’azienda danese LEGO Certified Professional. Come lui, al mondo, soltanto altri 18.

Avevo  5 anni quando mi venne regalato il primo set di LEGO – racconta -. In estate ricordo che stendevo lenzuola piene di LEGO sul terrazzo e ci giocavo tutto il giorno. Sono andavo avanti fino ai 13 anni. Poi mi sono iscritto a chitarra classica al Conservatorio di Reggio Emilia e ho appeso i mattoncini al chiodo. Lasciata la chitarra dopo sette anni sono diventato perito agrario e ho lavorato come giardiniere. Quando avevo 30 anni e stavo cercando un regalo per mio nipote, ho comprato un LEGO per lui e uno per me, della serie Star Wars. Ho ricominciato così. La passione era intatta. Ho iniziato a postare su un sito statunitense le mie realizzazioni. Sono entrato in contatto con ItLUG – Italian LEGO Users Group e AFOL – Adult Fans of LEGO. Un giorno, nel 2013, in una Fiera di amatori di Lecco (eravamo 130) sono stato stato notato da un responsabile LEGO Danimarca. Mi ha contattato e ho iniziato a dialogare con l’azienda. Nel 2016 ho ottenuto la certificazione: non significa che sono diventato un loro dipendente, ma che posso usare il loro logo”.

Ha fondato un’azienda, la BrickVision, che progetta e realizza modelli, mosaici, sculture in mattoncini LEGO personalizzate per aziende e privati, ed eventi. Attualmente dà lavoro a sei persone. Tra le opere più impegnative realizzate “Build the change“, costate 700 ore di lavoro e 140mila mattoncini, un progetto destinato alla sostenibilità ambientale. Niente software e progetti al computer, Riccardo e il suo team si approcciano direttamente al nuovo soggetto da costruire. “Recentemente abbiamo realizzato – e ne hanno parlato anche i media nazionali – una copia in scala 1:2 del Rover Perseverance atterrato su Marte, fatto di 110mila pezzi. Adesso si trova a Rabat, perché il capo del team Nasa impegnato in questa missione è originario del Marocco. Poi si trasferirà a Washington“. Tra le idee per il futuro la costruzione con i mattoncini del ponte di Tiberio.

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