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In campo anche la politica

Corsa contro il tempo per il capriolo da salvare: è una femmina con cucciolo

In foto: la manifestazione delle associazioni al Fellini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
gio 29 lug 2021 18:18
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La manifestazione degli animalisti davanti all’aeroporto di Rimini ha permesso di rinviare di un paio di giorni le procedure per l’abbattimento del capriolo che ormai vi ha preso casa da oltre un anno. Ora è corsa contro il tempo per cercare di catturarlo. Anzi, catturarli visto che si tratta di una femmina con un cucciolo fa sapere l’Enpa. Intanto anche la politica scende in campo: ieri alla manifestazione è intervenuto l’assessore Jamil Sadegholvaad a cui, con una interrogazione, si rivolge il consigliere di Fratelli d’Italia Filippo Zilli. Sul tema interviene anche Europa Verde.

Le Autorità preposte – afferma l’Enpa di Rimini – ci hanno concesso 24, massimo 48 ore di tempo, per provvedere alla cattura dell’animale e alla sua sistemazione nel rispetto dei protocolli vigenti in materia. Impresa ardua ma non impossibile. Ringraziamo vivamente tutti coloro che ci hanno supportato e “mediato” rendendo possibile questa sospensione. Ora dobbiamo correre contro il tempo per salvare questo animale innocente”.

L’interrogazione di Filippo Zilli (FdI)

Come tutti ben sappiamo, da oltre un anno e mezzo – in periodo pandemico – , un capriolo è rimasto intrappolato all’interno nel perimetro dell’aeroporto Fellini di Rimini. A salvaguardia della sicurezza delle persone e dei voli, sia in entrata che in uscita, si è reso necessario, giustamente, attivare tutte le procedure per catturare l’animale. Nel mese di giugno però siamo a venuti a sapere che non si parlava più di cattura, ma bensì di abbattimento.
Insieme alle associazioni D.N.A. , ENPA, FARE AMBIENTE, ANIMAL FREEDOM, GAIA ANIMALI e AMBIENTE, che ringrazio pubblicamente per la loro tenacia, impegno e determinazione, si è riusciti ad ottenere, da parte del Presidente della Provincia Riziero Santi, l’impegno formale di intraprendere la via della cattura, ed evitare quindi un’inutile mattanza. Solo ieri, purtroppo, abbiamo però appreso, da un post Facebook dello stesso Santi, che tutti i
tentativi di cattura del capriolo erano falliti e che, adducendo a banali scuse, non esisteva più alternativa all’abbattimento.
Nel giro di poche ore, tutte le associazioni animaliste coinvolte, insieme a tantissimi riminesi (circa un centinaio), si sono dati appuntamento di fronte all’aeroporto per manifestare contro
questa barbarie. E dopo ore di presenza e protesta, interloquendo con tutte le autorità possibili, si è riusciti a fermare i cacciatori presenti all’interno dell’aeroporto per almeno 48 ore.
Io voglio ringraziare l’Assessore Sadegholvaad per essere intervenuto ed essere stato presente per l’intera manifestazione, impegnandosi personalmente. Ma ora le voglio chiedere uno sforzo
in più:
a prescindere da chi abbia la responsabilità, che sia comunale, provinciale, regionale, del privato gestore dell’aeroporto o dell’ENAC, le chiedo di non permettere l’abbattimento dell’animale, e dare la possibilità alle associazioni, che ricordo si sono rese disponibili da subito nel sostenere tutte le spese necessarie per interpellare ed arruolare una squadra di recupero SERIA, per
catturare, salvare e trasferire l’animale in un parco naturale.
Purtroppo tutte le proposte delle associazioni sono state cassate dal presidente della provincia, che invece si è speso ed impegnato, e per questo lo abbiamo apprezzato, per risolvere direttamente la situazione. A quanto pare però con scarsi risultati, ed un finale tremendo. Ieri sera, le associazioni, grazia anche all’ausilio di FONDAZIONE CETACEA, e del suo Direttore Sauro Pari, si sono subito presi i contatti con il CRAS PETTIROSSO di Modena, che
si è già occupato in precedenza di recuperi di cerbiatti all’interno di aeroporti, ed han tutta la strumentazione, le capacità e l’esperienza per poter operare in sicurezza nel giro di brevissimo tempo. Quella di ieri, lo voglio dire, è stata una bruttissima pagina di storia riminese, che non fa altro che sottolineare quanto l’ente pubblico sia distante dalle sensibilità cittadine. Non è con un post su Facebook che si annuncia l’abbattimento di un animale, soprattutto fatto perché la notizia era trapelata in determinati ambienti provinciali, e per il quale le associazioni animaliste si erano da subito rese disponibili ed impegnate, partecipando anche ad un tavolo di confronto col Presidente stesso, per risolvere la questione nel miglior modo. Le chiedo quindi formalmente assessore, di fronte a questa assemblea pubblica, di impegnarsi nei confronti della cittadinanza e dell’autorità competente per evitare questa mattanza, e permettere alle associazioni ed a tutti i volontari cittadini che vorranno contribuire, di salvare il capriolo.
Chiedo inoltre tutta la documentazione e le relazioni prodotte dall’esperto nominato dalla provincia in concerto con il management dell’aeroporto, attestante le procedure messe in campo per i falliti tentativi di cattura del capriolo e della decisione quindi di procedere con l’abbattimento. Ricordo a tutti che parliamo di un capriolo di 1 anno e mezzo di vita, entrato nell’aeroporto Fellini per colpa di una falla umana dovuta ad un buco nella recinzione, che non ha, ad oggi, dato alcun tipo di problema o fastidio in termini di sicurezza alle persone ne all’atterraggio e /o decollo dei voli.

L’intervento del portavoce di Europa Verde, Cesarino Romani

Una Regione, una Provincia, le istituzioni si disinteressano, cioè dichiarano, per voce del Presidente della Provincia, che non c’è altra soluzione che sopprimere il giovane capriolo che si è “accasato”da mesi nell’aeroporto di Rimini; perché, invece, non si agisce per salvarlo? Una decisione che ora viene solo “sospesa” grazie all’intervento, per ora determinante, di numerosi cittadini, ambientalisti ed animalisti, che ieri sera hanno protestato per evitare la sua soppressione. Ma ecco come si è arrivati a questo: la direzione dell’Aeroporto Fellini, in previsione della ripresa del traffico, ha chiesto la “rimozione” del capriolo all’ufficio faunistico della Provincia, responsabile per competenza, che il 24 giugno comunica la decisione di sopprimerlo. Tale decisione, avendo sollevato le proteste di molte Associazioni ambientaliste ed animaliste, ha permesso, allora, di fermare l’uccisione dell’ungulato. Ora, però, a distanza di poche settimane, viene di nuovo sancita la sua condanna a morte. Ma perché? FEDERICO, questo il nome attribuitogli, visto che ha scelto lo scalo Fellini per procreare, è un capriolo giovane ed in salute, che potrebbe essere salvato in vari modi. Ma questa vicenda è anche esemplare per mettere a nudo la mancanza di sensibilità sia di un Privato, l’aeroporto, che delle istituzioni. Noi Verdi ci troviamo contrari a tutto ciò, motivo per cui ci uniamo a tutti coloro che lottano per salvarlo, e ci dichiariamo disponibili a contribuire (intendi a livello economico?) se occorresse, cosa che però dovrebbero fare, in primis, le istituzioni preposte. A questo proposito vogliamo ringraziare tutti i cittadini che hanno, con la loro spontanea e tempestiva protesta, permesso di sospendere l’abbattimento, addirittura quando le squadre erano già posizionate per intercettare l’animale selvatico.

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