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la sentenza

Aggressione nel piazzale dell'aeroporto Fellini: assolti i due imputati

In foto: le Volanti della polizia nel piazzale del Fellini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 14 lug 2021 13:39 ~ ultimo agg. 15:49
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Dovevano rispondere di violenza privata e lesioni nei confronti di Giovanni e Kevin Fiore. A quattro anni dall’inizio del processo, il tribunale di Rimini ha assolto i due imputati, Omar Protti e Gianluca Oliva, perché il fatto non sussiste e perché il fatto non costituisce reato.

La vicenda, che all’epoca fece parecchio scalpore, risale all’agosto del 2015, quando nel piazzale dell’aeroporto Fellini di Rimini si consumò una rissa poi degenerata, almeno apparentemente, in un pestaggio. Protagonisti furono Omar Protti, 41enne riminese, impiegato ed ex bodyguard, e Gianluca Oliva, 47enne fanese, titolare di un’agenzia di leasing nel commercio di auto, accusati di essere piombati in aeroporto dopo un litigio stradale avvenuto poco prima sulla Statale 16 con i fratelli Fiore, Kevin e Gary, e il papà Giovanni (nel frattempo deceduto), che con il loro pulmino stavano accompagnando in aeroporto dei turisti russi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato Oliva a riconoscere il van della famiglia Fiore, che poco prima aveva danneggiato la sua auto, nel parcheggio del Fellini. Oliva e Protti – era la tesi della Procura – li raggiunsero per aggredirli. Durante quello che fu definito un pestaggio, Kevin Fiore cadde a terra sbattendo violentemente la testa e rimanendo in coma per settimane. Questa ricostruzione dei fatti, però, è stata smontata dai difensori dei due imputati, gli avvocati Moreno Maresi, Mattia Lancini e Paolo Di Lorenzo, grazie anche ai filmati delle telecamere installate nel piazzale.

Dalle immagini emergerebbe in modo chiaro come non siano né Protti né Oliva i primi ad alzare le mani. Anzi, sarebbero stati loro ad essere colpiti per primi, con un pugno in pieno volto e un calcio alla schiena. Successivamente, Protti e i due fratelli Fiore fuoriescono dall’inquadratura principale, entrando in quella di una telecamere secondaria che non permette di chiarire con esattezza cosa sia accaduto dopo.

Protti finì per mesi agli arresti domiciliari mentre Oliva fu addirittura rinchiuso in carcere. Ora per entrambi, dopo sei anni, l’assoluzione in primo grado. “Attendiamo le motivazioni della sentenza – dicono i loro legali – per decidere eventuali azioni da intraprendere”.  

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