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Favore a fast fashion e grandi brand

Zanzini (Federmoda): arrivano risposte positive ma per i saldi inizio prematuro

In foto: Giammaria Zanzini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 17 giu 2021 18:27
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Le risposte stanno arrivando, ma in una situazione ancora complesso. Lo spiega Giammaria Zanzini, presidente provinciale e consigliere nazionale di Federmoda-Confcommercio. Ma ora si apre anche la questione saldi: troppo presto, spiega Zanzini, il tre luglio per cominciare.

Il Decreto Sostegni Bis inserisce qualche tassello positivo per il comparto tessile e abbigliamento. Non ci siamo mai stancati di portare ai tavoli nazionali, regionali e locali le richieste degli associati Federmoda – Confcommercio – spiega Zanzini – affinché il settore fosse tutelato dalla complicata crisi acuita dalla pandemia e ora raccogliamo qualche frutto: qualche risposta concreta è arrivata. Tra i punti importanti del Decreto, vengono definiti i nuovi parametri per il calcolo della perdita dei fatturati che ora prevedono meccanismi più aderenti alle realtà del nostro settore sia nei tempi, considerando i cali dall’aprile del 2020, sia nei modi, e quindi valutando le flessioni di almeno il 30% nei fatturati medi mensili o ancora meglio le effettive perdite di utile nel periodo tra il 2020 e il 2019. Tra le misure più significative per il settore troviamo il credito d’imposta del 60% sui canoni di locazione per il periodo da gennaio a maggio 2021, che permette alle imprese di recuperare un minimo di ossigeno e poter guardare con più fiducia al futuro. C’è anche un ultimo passaggio importante per la filiera del tessile: il credito d’imposta del 30% per due annualità, il 2020 e il 2021, sulle eccedenze di magazzino, che consentirà agli operatori di essere sgravati almeno in parte dal costo dei capi invenduti e potrà ridare vitalità all’intera filiera.

Ora però dobbiamo fare i conti con un’altra decisione che non ci vede del tutto favorevoli, quella dell’avvio dei saldi estivi presto, prestissimo, il 3 luglio prossimo. Se da una parte siamo contenti che quasi tutte le regioni abbiano deciso di far partire i saldi lo stesso giorno, evitando così l’antipatico nomadismo per lo shopping, dall’altra valutiamo questa data non consona ai reali bisogni delle nostre attività. Vendere merce scontata in piena stagione, e il 3 luglio non si può certo definire fine stagione soprattutto in una città turistica come la nostra, non aiuta le imprese che stanno ancora pesantemente facendo i conti con la mancanza di liquidità dopo i mesi di chiusura imposti dalla pandemia. Abbiamo già subito un forte calo dei consumi dettato oltre che dalle chiusure, anche dalla poca capacità di spesa degli avventori, per non parlare del combinato disposto di smart working e chiusura di bar e ristoranti che per lungo tempo ha di fatto svuotato le strade cittadine. Se si vuole affossare definitivamente il commercio, quella dei saldi anticipati è la strada giusta. Sarebbe invece più consono alle reali necessità posticiparli a fine luglio o ad agosto, facendogli acquisire un valore maggiore. Quest’anno poi vi è anche un problema pratico: la merce nei negozi è arrivata tardi e anche la primavera meteorologica ha tardato ad arrivare, per cui le vendite finora si sono limitate molto e fare scattare subito i saldi significa perdere buona parte della marginalità per il commerciante al dettaglio.

In questo contesto vanno a nozze multinazionali del fast-fashion e grandi brand che possono avere marginalità più ampie nei loro outlet fisici e negli store on-line, che attualmente non hanno regole. Questo, purtroppo, è il far-west della moda che si è creato. A noi non resta che appellarci ai nostri clienti, ai nostri turisti, affinché premino gli sforzi di chi ogni giorno tira su la serranda della sua piccola attività di vicinato, che sta in piedi con difficoltà ma non smette mai di creare luce e appeal per la città, oltre che posti di lavoro e ricchezza per tutta la comunità”.