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Urta ragazza incinta e scoppia una rissa: il fidanzato sfregiato finisce in ospedale

In foto: i carabinieri di Riccione
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 9 giu 2021 12:57 ~ ultimo agg. 10 giu 12:08
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Si è conclusa con un 23enne colombiano trasportato in ospedale per una ferita da arma da taglio al volto la rissa scoppiata ieri sera (martedì) all’interno di un locale di viale Torino a Riccione. Un parapiglia che secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Riccione, intervenuti dopo le 23.30 con un paio di pattuglie, sarebbe scoppiato per una spinta data da un altro giovane alla fidanzata del ferito, una ragazza ecuadoregna, di 18 anni, incinta.

All’interno del “disco dinner” (così è classificato il locale) era in programma una cena con musica e la zuffa sarebbe incominciata in pista e finita all’esterno. E’ dentro il locale che la 18enne – stando alle indagini dei militari della Perla Verde – è stata urtata in maniera piuttosto energica da un ragazzo che non le ha nemmeno chiesto scusa. La scena non è passata inosservata e il fidanzato della 18enne si è avvicinato al giovane. Tra i due sono volate parole grosse, poi all’improvviso quello che sembrava un semplice battibecco destinato a chiudersi lì è degenerato.

I buttafuori del locale, intervenuti per cercare di riportare la calma, hanno allontanato i due contendenti. Una volta all’esterno, però, i due ragazzi sono stati raggiunti dai rispettivi amici e dalle parole si è passati alle mani: spintoni, pugni e calci. Nel parapiglia generale il 23enne è stato colpito al volto con un coccio di bottiglia, qualcuno dice con un bicchiere rotto. Gli investigatori dell’Arma, diretti dal capitano Luca Colombari, precisano che non si è trattato di una coltellata. Il colombiano ha riportato una profonda ferita da arma da taglio sulla guancia, ricucita con alcuni punti di satura in pronto soccorso. Dove è stata accompagnata a scopo precauzionale anche la sua fidanzata, data la gravidanza in corso e lo spintone ricevuto. Il giovane è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni.

Le indagini dei militari, che hanno raccolto le testimonianze di alcuni clienti e della coppia, attesa in caserma per sporgere denuncia, proseguono. Purtroppo nel locale non ci sono telecamere e, a quanto pare, neppure nei paraggi. Si cerca quindi di dare un nome e un cognome all’aggressore, che all’arrivo delle pattuglie si era già dileguato. Per partecipare alla serata, però, era necessario lasciare il proprio nominativo. Ecco quindi che il lungo elenco dei partecipanti verrà attentamente scandagliato dai carabinieri. Non si escludono provvedimenti nei confronti del locale: potrebbero prefigurarsi, infatti, sanzioni per la violazione delle regole anti-Covid alla luce dei divieti di ballo e assembramento.

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