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domenica 1 agosto 2021
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Il dopogara

Rimini-Ghivizzano 1-3, Mastronicola: "C'è stata una partita oggi?"

In foto: Alessandro Mastronicola segue la partita dai Distinti
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
mer 16 giu 2021 18:02 ~ ultimo agg. 17 giu 16:05
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Ghivizzano 1-3 (vedi notizia).

Simone Venturi, allenatore Ghivizzano Borgoamozzano: “Sicuramente il Rimini è stato l’inizio del nostro percorso, è stata la prima partita della mia gestione, che fortunatamente abbiamo vinto anche in maniera inaspettata perché io ero arrivato venerdì e abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita. In realtà abbiamo giocato così anche con Forlì, Aglianese e Correggese, è un seguito del nostro percorso”.

Da domenica siete salvi matematicamente. Avete onorato il campionato. “Ai ragazzi ho detto: giochiamo con una squadra importante, dal grande blasone, in uno stadio che per la categoria è il “Bernabeu”. Liberi di testa abbiamo fatto tanta qualità e il risultato credo sia ampiamente meritato, anzi”.

Dopo il gol vi siete poi liberati ancora di più mentalmente. “Forse più che noi che ci siamo liberati si è innervosito il Rimini: ci sono stati tanti scontri anche gratuiti dovuti alla frustrazione per il risultato, questo ci ha permesso di trovare maggiori spazi. Forse avremmo meritato qualche gol in più. Sono contento per questi ragazzi perché questa gara è stata fatta con qualità e personalità, e questa è la cosa più importante”.

Luca Valeriani, difensore del Rimini: “Non siamo riusciti a fare la partita che abbiamo preparato in questi due giorni: eravamo un po’ lenti in possesso di palla, ma sia con la palla che in fase difensiva non siamo riusciti a fare quello che ci eravamo chiesti. Dall’altra parte c’è un avversario e ci sono i nostri demeriti. Forse siamo stati lenti nel far girare palla e trovavamo “chiuso”. Abbiamo preso nel finale due gol uno dietro l’altro, se fossimo stati bravi a tenere aperta la partita avremmo potuto anche raddrizzarla”.

Questa volta non c’è stato il cambio di passo visto domenica nella ripresa. “Non siamo riusciti a dare quella scossa, com’era successo con la Correggese. Ma in partite storte, se sei bravo a portare lo 0-1 fino alla fine poi negli ultimi minuti puoi raddrizzarla. Invece non siamo stati bravi neanche in quello oggi”.

Non si è vista in campo la differenza di motivazioni tra una squadra in lotta per un posto nei play off e una già salva. “Io a queste cose non credo molto perché giocando non sono mai entrato in campo per perdere o non voler vincere una partita. Poi sappiamo benissimo che chi viene a giocare qua vuole sempre cercare di mettersi in mostra, se poi viene a giocare spensierato viene a fare la sua partita. È chiaro che noi ci giochiamo ancora qualcosa: dobbiamo essere bravi a metterla questa rabbia in campo sabato: bisogna vincere, ma sapevamo che nessuno ci avrebbe regalato niente. Eravamo consapevoli, se vinciamo saremo ancora dentro i play off. Dobbiamo essere bravi in questi due giorni a prendere insegnamento da questa partita e dare tutto sabato. Il campo è l’unico mezzo per rifarsi, a parole non serve molto”.

Alessandro Mastronicola, allenatore del Rimini: “C’è stata una partita oggi? Io credo che sia difficile commentare una prestazione del genere: sembrava quasi che gli obiettivi fossero invertiti, che noi fossimo in trasferta a Rimini: albergo pagato, ristorante pagato, ombrellone pagato, e gli altri avessero invece ancora qualcosa da chiedere al campionato. Gli altri hanno dimostrato soprattutto di voler correre più di noi”.

Il tecnico dei biancorossi non trova alibi nella stanchezza. “Anche gli altri credo siano stanchi come siamo stanchi noi. Credo che le motivazioni facciano la differenza. Credo che le prestazioni vadano costruite da lontano, soprattutto mentalmente. Perché fisicamente credo che a questo punto siamo tutti stanchi, perché anche gli avversari hanno fatto una stagione con tutte le difficoltà del caso. Oggi noi le motivazioni non le abbiamo avute. Quella che si è vista oggi è una squadra che non ha lottato, che ha perso ogni duello singolo in ogni zona del campo. Quando perdi gli uno contro uno e i duelli non vinci mai”.

Ancora sulle diverse motivazioni viste in campo. “Noi abbiamo lasciato punti a squadre che non hanno nulla da invidiare al Rimini, che per certi motivi hanno fatto un campionato diverso dal nostro. Loro si sono salvati matematicamente domenica scorsa e noi dobbiamo conquistare un posto nei play off. Dal punto di vista delle motivazioni avremmo dovuto essere un gradino sopra, invece non lo siamo stati”.

Anche all’andata il Ghivizzano aveva messo in difficoltà dal punto di vista tattico il Rimini. “Ti possono mettere in difficoltà. Oggi tu potevi giocare con qualsiasi modulo e gli avversari avrebbero potuto giocare con qualsiasi tipo di modulo, e la partita l’avresti persa. Se tu perdi i duelli non porti a casa la pelle. Se tu i passaggi li sbagli in continuazione sei sempre a rincorrere un qualcosa che gli altri si trovano lì apparecchiato. È tutto un inseguire e la partita cambia in un secondo, questa è nata così ed è finita peggio”.

Sul forfait dell’ultimo minuto di Arlotti, titolare in distinta, poi in panchina per un piccolo malore. “Il dottore l’ha fermato. Si è sentito battere il cuore velocemente e il dottore chiaramente lo ha fermato. Tutto questo è successo a un secondo dall’inizio. Quando un giocatore ti dice questa cosa fai fatica a chiedergli un sacrificio, meglio non rischiare”.

Federico Adorni, portiere del Rimini: “Una partita da dimenticare sotto tutti i punti di vista: agonistico, tecnico. Il Ghivizzano ha meritato di vincere, ci portiamo a casa questa sconfitta, dobbiamo rimediare sabato superando la Marignanese per conquistare i play off. Oggi non c’è niente da salvare”.

Perché una prova così opaca? “Un perché cercheremo di trovarlo. Anche giocare con la testa libera ti aiuta, ti dà quella serenità in più che serve in questo tipo di partite. Non è però una giustificazione per aver fatto una partita del genere”.

Adorni si prende le sue responsabilità sul primo gol. “Sono stato sorpreso dalla traiettoria del pallone: mi aspettavo un cross basso, mi sembra di ricordare che abbia colpito d’interno collo, la palla ha preso una traiettoria strana e si è infilato nell’angolo lontano. Era un tiro che avrei dovuto prendere e che non posso pensare di lasciare andare dentro”.

Niente da fare invece sulle altre due reti subite. “Sugli altri due, non ne avevamo proprio più e avrebbero potuto dilagare ancora di più. Alla fine siamo riusciti almeno ad accorciare con Vuthaj, che ha reso la sconfitta un po’ meno pesante, è comunque una sconfitta che fa male e che bisogna subito riscattare”.

Dardan Vuthaj, attaccante del Rimini: “Loro sono arrivati al “Neri” già salvi: sono venuti con la mente aperta, senza avere niente da perdere. Noi invece avevano tutto da giocarci. Anche nel primo tempo, in fase di non possesso abbiamo sbagliato qualche uscita, abbiamo preso gol e non abbiamo saputo reagire come altre volte quest’anno”.

E nella ripresa è andata anche peggio. “Nel secondo tempo ci siamo allungati e loro giocavano tranquillamente, gli usciva ogni cosa. Ci hanno fatto il secondo ed il terzo gol, che avremmo dovuto evitare, perché con l’1-0 può succedere di tutto. Abbiamo accusato tutti questi tre gol. Non mi vengono neanche le parole. Questo è il calcio: a volte ti aspetti una cosa e invece ne accade un’altra. Tutti insieme dobbiamo cercare di reagire e sabato portare i tre punti a casa”.

Non ha potuto così festeggiare adeguatamente il 20° gol in campionato. “Dispiace. Di solito i miei gol, grazie ai miei compagni, hanno sempre portato punti, più o meno, invece questo è una cosa personale, però non incide sul risultato, e questo dispiace molto”.

LE PAGELLE DI NICOLA STRAZZACAPA

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