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Intervento contestato

Renzi (FdI): la storia di Castel Sismondo sepolta da cemento armato

In foto: l'intervento in atto (da Gioenzo Renzi)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 12 giu 2021 17:53
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Dopo interrogazioni (in Consiglio Comunale e al Ministero) e mozioni senza esito,  Gioenzo Renzi attende di conoscere l’esito il ricorso alla Procura presentato lo scorso marzo per far valere le proprie ragioni sulla riqualificazione di Castel Sismondo. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha chiesto di verificare la compatibilità dei lavori nel fossato di Castel Sismondo con i vincoli di tutela vigenti. Lavori, attacca Renzi, che hanno “sepolto la storia di Castel Sismondo sotto una colata di cemento armato”.

L’intervento di Gioenzo Renzi:

E’ in fase di completamento, la realizzazione della grossa soletta di cemento armato su tutta l’area di Piazza Malatesta, al di sopra della quale viene posata la pavimentazione lapidea.

In particolare, in questi giorni, è in corso di realizzazione la “fontana felliniana” tra la Rocca Malatestiana ed il Teatro Galli, con un’ampia escavazione, profonda circa 1 metro, riempita da una colata di cemento armato sopra il “fossato” difensivo di Castel Sismondo.

Lo “specchio d’acqua artificiale” si estenderà su una superficie di 900 mq, a ridosso delle mura difensive del Castello ed una capacità complessiva pari a circa 45.000 litri d’acqua.

All’interno dell’invaso vi saranno 124 speciali “pozzetti” contenenti le tecniche idrauliche per realizzare i vari effetti, collegati alle condotte di carico e scarico.

Per il funzionamento di tale sistema, è stato realizzato un “vano tecnico” di circa 100metri cubi, nel fossato di Castel Sismondo, interrato ad una profondità di circa 4 metri, con muri perimetrali e divisori in cemento armato, comprendente un serbatoio di 45 metri cubi, un locale tecnico di 25 mq, una scala di accesso per ispezioni di circa 6 mq.

Tutti questi manufatti vengono realizzati nell’area archeologica del “fossato” di Castel Sismondo, tutelata da vincoli esistenti, ritenuti dagli esperti insuperabili:

  • il Vincolo Archeologico emesso con Decreto del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 29 ottobre 1991 ai sensi degli art. 1 e 3 ex Legge 1/6/1939 n.1089, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo delle aree incidenti sul tracciato delle mura tardo imperiali e sull’area occupata dall’antico fossato difensivo della Rocca;

  • il Vincolo di inedificabilità assoluta emesso con Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 14 marzo 1915, finalizzato ad assicurare la prospettiva della Rocca Malatestiana.

Eppure, in questa area archeologica “super-tutelata”, nello storico “fossato”, sono state costruite le suddette opere.

La Giunta Comunale e i Tecnici, con questi lavori, soffocano definitivamente sotto una spessa coltre di cemento armato lo storico “fossato” di Castel Sismondo, invece recuperarlo, di liberarlo dagli interramenti del 1800, come previsto dai Piani Regolatori e dal Piano Strategico, e senza neppure valorizzare quanto emerso durante i lavori: le mura difensive e i battiponte di accesso al Castello.

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di Andrea Polazzi   
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