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Chiesta revisione convenzione

La Polisportiva: dal comune nessuna apertura al dialogo

In foto: lo stadio del nuoto di Riccione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 21 mag 2021 17:47 ~ ultimo agg. 22 mag 13:19
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La Polisportiva comunale di Riccione risponde ai nuovi affondi arrivati dal comune (vedi notizia) rispendendo le accuse al mittente. Nella lettera inviata, spiega il consiglio direttivo, si chiedeva a causa degli effetti del covid “di procedere alla revisione delle condizioni economico finanziarie originariamente pattuite al fine di riequilibrare i termini della Convenzione“. Un iter che “la legge ha previsto appositamente per favorire l’adeguamento delle concessioni degli impianti sportivi alle mutate condizioni economico/sanitarie e che, a quanto ci consta, i Comuni italiani hanno sempre avvallato. Tutti tranne quello di Riccione” scrive la Polisportiva.
L’amministrazione sarebbe stata invitata ad “un tavolo congiunto al fine di integrare l’attuale contributo annuale, negoziare l’approntamento di un piano di gestione – attualmente mancante – e ridefinire i progetti a favore di scuola, terza età e handicap ai fini di un’implementazione degli stessi. È chiaro a tutti che queste categorie, durante la pandemia, abbiano sofferto più di altre la mancanza di ambiti insostituibili per la cura del corpo, per la socialità e per la pratica sportiva“.
In ultima istanza la Polisportiva ha ricordato “al Comune di Riccione e al suo Sindaco – il quale oramai da mesi sta ingerendosi nella gestione delle attività sociali, portando avanti una battaglia singolare che pare del tutto disallineata dall’interesse pubblico – quale potrebbe essere il “costo” per la collettività di quest’inspiegabile campagna contro la Polisportiva“. Questo costo sono i 2,5 milioni menzionati nella nota dell’amministrazione che comprendono il rimborso delle opere realizzate e gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti.
Da parte del Comune – prosegue la Polisportiva – non c’è stata alcuna apertura alla rinegoziazione. Anzi, ha risposto che l’unica alternativa per la Polisportiva è quella di recedere dalla Convenzione. Il senso è quello del vecchio adagio “mangiare sta minestra o saltare dalla finestra”.
Secondo il consiglio direttivo “questa presa di posizione da un lato dimostra che pure il Sindaco s’è alla fine reso conto della insostenibilità delle iniziali contestazioni ed è stato costretto a fare marcia indietro sulla velleitaria e infondata pretesa di risolvere la convenzione per inadempimento della Convenzione; dall’altro lato però chiude ogni possibilità di dialogo e lascia la Polisportiva da sola alle prese con le proprie difficoltà“.
Ne prendiamo atto, seppur con rammarico, ma – conclude la nota – non siamo politici: siamo uomini e donne di Sport, abituati a faticare per raggiungere gli obbiettivi e a fare esclusivo affidamento sulle nostre forze. La Polisportiva supererà pertanto anche questa delicata fase, con o senza l’appoggio del Comune“.

Nella missiva inviata al comune dai legali si spiega che, in base alla convenzione, anche in caso di recesso “la Polisportiva avrà diritto a restare nel possesso dell’impianto e di riscuotere i proventi della relativa gestione fino al pagamento dell’indennità” di 2,5 milioni.