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Critiche all'amministrazione

Viserba. Europa Verde: nel programma lo stop alla piscina nel parco

In foto: Il parco don Tonino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 6 apr 2021 14:00
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Sulla nuova piscina comunale che l’amministrazione ha intenzione di realizzare al parco Don Bello di Viserba, arriva il fermo “no” di Europa Verde che chiede un ripensamento. Bene la scelta di Viserba, spiega in una nota, ma non in un parco “frequentato da anziani, bambini, giovani, un punto di riferimento
territoriale per l’intera comunità“. Secondo Europa verde sarebbe più indicata un’area come ad esempio la ex Corderia. “A Rimini si parla tanto di rigenerazione urbana, ma questo progetto, così pensato, non va di certo in questa direzione” si legge in una nota. Parole che arrivano, tra l’altro, da una forza politica che fa parte del tavolo della coalizione di centro sinistra. “Qualora l’amministrazione non trovi la forza e la volontà per modificare lo stato delle cose in merito al progetto della nuova piscina comunale – conclude Europa Verde – valuteremo se inserire nel programma (e nella previsione di bilancio di conseguenza) il blocco di questo progetto nella prossima legislatura imminente“.

La nota di Europa Verde

Come Verdi – Europa Verde Rimini chiediamo all’amministrazione comunale di ripensare alla costruzione della piscina e relativo parcheggio nell’area del parco Don Tonino Bello di Viserba, parco ogni giorno frequentato da anziani, bambini, giovani, un punto di riferimento territoriale per l’intera comunità.
Beninteso, noi pensiamo che l’importante struttura sportiva costruita (eventualmente anche con una vasca da 50 metri anziché da 25 affinché Rimini abbia una piscina OLIMPIONICA) e che vada realizzata a Viserba, ma non sacrificando un’importante area verde.

Oltretutto si tratterebbe di una piscina non inserita in un contesto sportivo come solitamente viene fatto per fare sistema sia per la piscina stessa sia per l’utenza della piscina.

Come Verdi comprendiamo e condividiamo le riflessioni e i sentimenti dei cittadini, stupiti dal fatto che la soluzione più ovvia,
cioè scegliere un’area più adeguata, magari rigenerando strutture abbandonate (ad esempio l’area dell’ex corderia) sia stata scartata a favore di un’altra, scegliendo di costruire lì, quell’area verde non esisterà più o meglio esisterà su una carta planimetrica dove con un mero calcolo si potrà provare sostenere di non aver consumato suolo, questo risponde ad una logica francamente incomprensibile.
A ciò si aggiunga l’impatto ambientale della viabilità sulla vivibilità di quell’area, che sarà soggetta ad un aumento dell’inquinamento acustico e dell’aria causato dal via vai delle auto nel parcheggio, un forte impatto sul traffico, considerando anche la presenza in zona di una scuola materna.

Sono anni che si cerca di fare una piscina comunale a Rimini, non saranno certo i tempi necessari per un’eventuale variante o i soldi per acquistare un terreno privato a far costruire una struttura così importante nel posto sbagliato… vero?! A Rimini si parla tanto di rigenerazione urbana, ma questo progetto, così pensato, non va di
certo in questa direzione, creare una cubatura di cemento consumando suolo in un luogo dove c’è un’altra cubatura di cemento sotto terra (vasca di laminazione di circa 10 000 mc, progettata nei primi anni 2000) come emerge dalla relazione generale del progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Significa quindi creare interiore blocco di cemento armato che andrà a incidere negativamente sulla mitigazione del clima, in un Comune dove il 13 settembre 2019 si è dichiarata l’emergenza climatica e ci si è assunto l’impegno di mettere in atto ogni iniziativa per per contenere l’aumento della temperatura, questo progetto risulta quantomeno incoerente e imprudente, proprio anche in funzione dell’ ulteriore emergenza, quella pandemica che ha evidenziato come gli spazi aperti siano fonte di benessere e di sicurezza in contesti critici come quello attuale e che ha visto il parco essere strategico e fondamentale per il benessere psicofisico di giovani e anziani.
Abbiamo chiesto agli assessori delucidazioni in merito… dopo settimana non abbiamo ricevuto nessun riscontro ed oggi leggiamo di un progetto che segue una riflessione sulla pandemia e sui danni secondari causati da essa: Rimini, città della salute post Covid: nuovi spazi di socializzazione e una piattaforma digitale per rispondere ai nuovi bisogni sociali e promuovere il benessere.
Temiamo però che questa progettualità che parla di digitale come primo punto e solo secondariamente di spazi che però sono dati in gestione e che quindi perdono quella libertà di fruizione che è solo un parco pubblico può offrire, in funzione di questa chiave di lettura temiamo che l’attuale amministrazione deficit di una completa comprensione delle criticità del nostro tempo e per le conseguenti azioni da mettere in campo.

Qualora l’amministrazione non trovi la forza e la volontà per modificare lo stato delle cose in merito al progetto della nuova piscina comunale, come Europa Verde Rimini valuteremo se inserire nel programma (e nella previsione di bilancio di conseguenza) il blocco di questo progetto nella prossima legislatura imminente.