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indagine della polizia locale

Truffa e falso in atto pubblico, indagato funzionario dei Vigili del fuoco di Rimini

In foto: il tribunale di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 15 apr 2021 20:39 ~ ultimo agg. 17 apr 08:11
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Avrebbe percepito indennità ad hoc, previste dalle legge, per l’esecuzione di pratiche di prevenzione incendi, senza però aver svolto gli adeguati controlli. E’ quanto la Procura di Rimini contesta a un funzionario riminese di 59 anni del Comando dei Vigili del fuoco di Rimini.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Annadomenica Gallucci e svolta dagli agenti della Squadra giudiziaria della polizia Locale di Rimini, con la preziosa collaborazione dei Vigili del fuoco, è partita nella primavera scorsa dalla titolare di un albergo di Rimini che non solo si sarebbe vista bocciare a sua insaputa la pratica, ma che avrebbe addirittura disconosciuto la propria firma comparsa sul verbale di avvenuto sopralluogo.

Così, gli agenti della Squadra giudiziaria hanno spulciato a campione le pratiche di prevenzione incendi relative agli anni 2019-2020 riscontrando diverse incongruenze. Sarebbero una quindicina le pratiche finite sotto la lente della Procura, che contesta al funzionario i reati di truffa e falso in atto pubblico. Alcuni verbali, infatti, stando alla tesi accusatoria, sarebbero stati redatti senza il preventivo e indispensabile sopralluogo, mentre altri non riporterebbero la data e l’orario del controllo. Altri ancora sarebbero stati privi, invece, della firma del proprietario dell’immobile o del tecnico abilitato, in parole povere l’ingegnere, l’architetto, il geometra o il perito iscritto al proprio albo professionale presente al momento del sopralluogo. In un’occasione, poi, gli agenti hanno accertato che il titolare dell’immobile sottoposto a verifica era ricoverato in ospedale al momento del sopralluogo, mentre nel verbale del funzionario sarebbe risultato regolarmente presente.

I privati che avrebbero subito i controlli “fantasma” sono albergatori, proprietari di distributori di benzina, di aziende agricole o palazzine situate in provincia. L’indennità prevista per ogni pratica poteva variare da 80 a 500 euro, a seconda della dimensione dell’immobile. Questa mattina al 59enne è stato notificato l’avviso di conclusioni indagini e contestualmente è scattata la perquisizione all’interno della caserma con conseguente acquisizione di tutta la documentazione sospetta. Per l’avvocato Marco Di Troia, che difende il funzionario, si tratta di “un grande equivoco che chiariremo non appena saremo interrogati. A tal proposito chiederemo al pubblico ministero di essere ascoltati al più presto. Il mio assistito è ovviamente molto amareggiato perché ha dedicato una vita intera ai vigili del fuoco, operando sempre con massima correttezza e lealtà”.

 

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