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"cambia tutto, non cambia niente"

Erbetta (Rinascita Civica) critico sul piano anticorruzione del comune

In foto: Mario Erbetta
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 23 apr 2021 16:24
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Il consigliere di Rinascita Civica, e candidato sindaco a Rimini, Mario Erbetta punta il dito sul piano anticorruzione del comune che prevede la rotazione dei dipendenti. “Analizzando la circolare – racconta Erbetta – dovrà ruotare il personale adibito da oltre 20 anni alle attività sensibili indicate, come lo dovranno fare anche gli istruttori di categoria C e i Funzionari di categoria D addetti a tali mansioni da oltre 15 anni. Tale rotazione dovrà avvenire sempre che il dipendente abbia un’autonomia è una potestà decisionale. Con la specifica che si derogherà alla rotazione se tale processo decisionale sia interamente allocato a livello dirigenziale e quindi il dipendente compie un’opera meramente esecutiva“. Ma Erbetta evidenzia una serie di criticità. “Le linee guida dell’Anac per la rotazione dei dipendenti – dice – danno l’obbligatorietà della rotazione degli stessi e delle posizioni amministrative ogni 6 anni.
Perché da noi ci vogliono 20 o 15 anni?“. E ancora. “Cosa vuol dire – si chiede il candidato sindaco – autonomia nella gestione della pratica quando comunque la firma del dirigente è obbligatoria al fianco di tutti gli atti dei dipendenti? Tale firma identifica una decisione piena del dirigente oltre che della sua responsabilità e quindi quando un dipendente, alla luce di questa interpretazione della circolare, avrà effettivamente un’autonomia è potestà decisionale che lo porterà a dover ruotare?“. Secondo Erbetta “allunghiamo i tempi a dismisura per ruotare i dipendenti e mettiamo il criterio elastico della autonomia e potestà discrezionale per poi giustificare che la rotazione di un dipendente non è possibile perché comunque sottoposto alla firma e al controllo del dirigente, cosa obbligatoria nella PA. Cambiamo tutto per non cambiare nulla!“.
Erbetta spiega invece che nel suo programma elettorale è indicata come primaria “la rotazione dei dipendenti nei ruoli compatibili alle loro funzioni ogni due/ tre anni in particolare nelle posizioni più critiche come gli uffici tecnici, gli uffici che erogano sovvenzioni, gli uffici che gestiscono il patrimonio immobiliare del comune e gli uffici addetti alla repressione e alle sanzioni“. Invece nel comune di Rimini “esistono posizioni organizzative a vita – aggiunge il consigliere –, cioè ruoli di aiuto dirigente ben remunerati (dai 5.000 ai 10.000 euro all’anno in più sullo stipendio), che sono inammissibili in una pubblica amministrazione che ha l’obbligo di valorizzare il merito e premiarlo ma allo stesso tempo dare pari opportunità di carriera a tutti i dipendenti. Esistono inoltre dipendenti che, da quando sono assunti a quando vanno in pensione, rimangono nello stesso ruolo e nella stessa stanza, cosa che inevitabilmente crea dei potenziali potentati che possono poi prendere una deriva autonomistica e diventano fonti di corruzione o concussione o abusi di potere“.
Il piano anticorruzione – conclude Erbetta – dovrebbe andare a colmare queste lacune obbligando il Comune a far ruotare nei ruoli e tra le stanze i dipendenti e i dirigenti“.

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