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Rivabella e San leo

Niente didattica in presenza, le espressioni di dissenso dalle scuole

In foto: La Anna Frank di Rivabella
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 1 mar 2021 22:21 ~ ultimo agg. 2 mar 07:53
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Dopo la notizia del ritorno alla didattica a distanza, esteso anche a elementari e medie, si sono moltiplicate in questi giorni anche nel riminese le iniziative spontanee di dissenso. Iniziative che hanno nei social network il loro canale privilegiato di diffusione e che si articolano in diverse proposte variamente coordinate, dalle valutazioni di ricorsi al Tar a striscioni sulle scuole o proposte di manifestazioni in piazza.

Cartelloni sono stati affissi all’esterno della scuola elementare Anna Frank di Rivabella, dove per martedì è annunciato un diffuso “sciopero della dad” che consiste nel non collegarsi con le lezioni: un modo per rivendicare i diritti dei bambini ed esprimere l’esasperazione di chi ha già fatto tanti sacrifici e ha rispettato le norme (senza arrivare a chiusure per positività) ritrovandosi ora di nuovo al punto di partenza.

Rivabella

Anche alle scuole di San Leo c’è uno striscione per rivendicare la didattica in presenza. Spiegano i promotori dell’iniziativa: “Come genitori riteniamo sia necessario mantenere la relazione educativa con l’insegnante e la socializzazione con gli altri bambini, che non potranno mai avvenire attraverso lo schermo di un computer. Stiamo parlando di bambini che si sono adattati alle regole e sono i primi a rispettarle, in un ambiente dove vengono seguite tutte le indicazioni per il distanziamento e la sicurezza, date dagli organi competenti.
Vogliamo far presente la situazione del nostro comune dell’entroterra riminese, dove i contagi sono irrilevanti. Il comune di San Leo fa parte dell’alta Valmarecchia che non potrà mai essere paragonata a livello urbanistico-sociale alla bassa valle. Il divario digitale è tangibile e la linea adsl, dove presente, non garantisce collegamenti chiari e stabili.
Senza la istituzione scuola, l’istruzione, ridotta a mera trasmissione di nozioni e saperi attraverso uno schermo ( laddove e per chi è possibile), viene svuotata dalla sua fondante funzione, quella appunto di permettere il pieno sviluppo della personalità dell’individuo all’interno della comunità”.

San Leo

Per la riapertura delle lementari si schiera anche il Comitato “Cittadini Uniti per Coriano”, nato di recente sul tema delle tariffe delle mense. Il comitato lancia una petizione per ricorrere al TAR : “concordiamo con la chiusura di medie e superiori, ma perchè chiudere anche le scuole elementari che ad oggi prevedono standard di sicurezza più che affidabili? Inizialmente abbiamo coinvolto solo i genitori di Coriano, i quali però hanno creato un “passa parola” talmente rapido da farci pervenire numerose richieste da tutta la provincia”.

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