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Apre Marco Guzzi

A Misano "Ritratti" di grandi autori. Da Holderlin a Dante

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 28 mar 2021 09:58
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A Misano Adriatico riprende on line la rassegna “Ritratti d’autore”, quest’anno dedicata ai grandi classici della letteratura. “Siamo ancora in grado di stabilire un nesso sano tra la lettura di un classico e l’edificazione della nostra personalità di uomini del XXI secolo? Da questa domanda parte il progetto con il primo incontro in programma venerdì 2 Aprile, sotto la regia di Gustavo Cecchini e la partecipazione del filosofo e poeta Marco Guzzi con una dedica speciale a Friedrich Holderlin. “Nei pochi anni della sua vita consapevole, infatti, che fu interrotta da un stato di follia lungo e penoso, il grande ispiratore del pensiero di Heidegger, ha attraversato diverse fasi: dal rifiuto di un cristianesimo inaridito alla ricerca ad Oriente, in Grecia, della vitalità e dell’entusiasmo perduti; dal rivolgimento nazionale, e cioè dal ritorno verso la Germania, che proiettò verso il futuro quel rinnovamento che prima aveva cercato verso le origini greche della nostra civiltà, fino al confronto inedito col mistero di Cristo. Anche noi, in modi vari e diversi, ci troviamo di fronte a tutte queste alternative mentre la storia del pianeta oscilla sul baratro di un possibile annientamento. Ora più che mai perciò la scelta del nostro destino risulta inderogabile e pressante, e, come ci insegna Hölderlin, la cosa più difficile è ritrovare ciò che ci è più proprio nella piena libertà dell’età adulta”.

 

Venerdi 9 aprile sarà di scena  il filosofo Umberto Curi con Il Simposio di Platone. Se esiste il testo sull’amore nella nostra civiltà, a cui ogni testo successivo non può che ricondursi, questo è il Simposio, il dialogo di Platone che più di ogni altro ha mantenuto intatto il «fiore della gioventù» e ci si offre naturalmente non già come una disputa filosofica, ma come una lunga conversazione – forse la più bella conversazione della letteratura – fra spiriti «eccellenti» (oltre a Socrate, il suo grande avversario Aristofane e il bellissimo Alcibiade) che, uno dopo l’altro, prendono la parola e raccontano di una potenza inesauribile: Eros. C’è chi dice che sia il dio più antico, altri invece sostiene che è il dio più giovane, altri che è un grande demone.

 

Venerdì 16 Aprile il debutto di una voce nuova per Misano: il filosofo  Erasmo Silvio Storace con Ecce homo. Come si diventa ciò che si è di Friedrich Nietzsche. I mesi tra il 1888 e il 1889 costituiscono per Nietzsche quel punto di non ritorno varcato il quale egli cadrà nelle tenebre della follia. In questi mesi il filosofo consegna ai posteri alcuni dei suoi scritti più pregnanti, lucidamente folli e follemente lucidi, tramite i quali intende “presentarsi all’umanità”. Ecce homo, la sua autobiografia, è in questo senso un capolavoro in cui troviamo la summa del suo pensiero che fa i conti, una volta per tutte, con il cristianesimo e con l’ateismo, nonché con la necessità di riabilitare la corporeità rispetto alla dimensione meramente spirituale. In queste pagine egli prevede “una crisi come mai ve ne furono sulla terra”, per affrontare la quale bisogna “essere dinamite” e “divenire ciò che si è”. Lavorare su questo testo, a distanza di oltre un secolo, significa tornare a interrogarsi sulle radici dell’uomo.

 

Venerdì 23 Aprile Silvano Petrosino si misurerà con Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline. «Céline è stato creato da Dio per dare scandalo» scrisse Bernanos riferendosi all’opera. Questo scandalo è quello della vita stessa, non la «nuda vita» studiata dal biologo o dal naturalista ma la vita «vestita» dal particolare modo d’esistere dell’uomo che, pur essendo un vivente, non si riduce mai nell’essere un semplice vivente. Il vissuto del soggetto umano è infatti sempre abitato da fantasmi, allucinazioni, paure, deliri, sensi di colpe e miserie, e la scrittura di Céline fa di tutto per non tradire il senso di questa «aggrovigliata trama dell’umana esperienza» (Cassirer). Lo scrittore francese è stato «un distruttore formidabile di stupidità, d’inutilità, di vuoto stilistico, un vendicatore furioso della parola, un autentico e veridico oracolo» (Ceronetti) e Viaggio al termine della notte rappresenta uno dei vertici più alti della furia celiniana.

 

Chiude Venerdì 30 Aprile  il noto filosofo Carlo Sini con un omaggio, in occasione dei 700 anni dalla morte, a Dante Alighieri. Titolo della sua lectio: Dante e la musica del Paradiso. Il Poema dantesco è come una immensa visione “cinematografica” che ha grandemente ispirato le arti figurative, dal mondo medievale a Dorè, a Dalì e oltre. Il culmine estremo della visione è il Paradiso, che Dante ha perfettamente ragione di ritenere il vertice poetico di tutto il lavoro. Nel Paradiso le parole evocano un mondo interamente risolto in musica e movimento, in un senso che solo le arti dinamiche e le tecnologie dei nostri giorni potrebbero proporsi di tentare di riprodurre.

 

Tutti gli incontri saranno in diretta streaming sul canale youtube del Comune di Misano Adriatico con inizio alle ore 21,00

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