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I contrari all'abbattimento

Via Ferrara. Promotori raccolta: sindaco venga a vedere scempio

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 11 feb 2021 22:43 ~ ultimo agg. 12 feb 12:08
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Un estremo tentativo per salvare gli ultimi alberi rimasti su viale Ferrara, nella zona centro studi a Riccione. I promotori delle raccolta firme contro l’abbattimento dei 174 platani si rivolgono al sindaco, Renata Tosi. Si dicono delusi dall’amministrazione e chiedono al primo cittadino di andare sul luogo per vedere “lo scempio” che ha autorizzato e parlare con i cittadini che non concordano con la scelta. Il progetto di riqualificazione del quartiere prevede che i platani siano sostituiti da 194 alberi di seconda altezza che, a maturità,  arriveranno a 18 metri di altezza.

 

La lettera

Egregio Sindaco di Riccione, sig.ra Renata Tosi,

Visto il silenzio dei suoi consiglieri comunali da noi interpellati in extremis e l’avvio dei lavori in modo così devastante su Via Ferrara, noi promotori della petizione per la salvezza dei 174 platani non possiamo che appellarci a lei pubblicamente. Continuiamo ad affermare la nostra profonda delusione come cittadini e sottolineiamo che non si tratta di politica, si tratta solo ed esclusivamente della nostra bellissima città e delle sue risorse.
Per tutto l’accaduto ci auguriamo almeno che l’Amministrazione comunale e in particolare lei Sindaca Renata Tosi, l’Assessore all’Ambiente Lea Ermeti ed il Responsabile dei servizi ambientali Mario Sala, abbiano il coraggio ed il senso di responsabilità di presentarsi sul cantiere per vivere da vicino lo scempio che hanno autorizzato, magari parlando con quei residenti (e sono molti!) che non sono stati coinvolti in questa scelta e coi numerosi firmatari della petizione pro salvezza platani. In tutta franchezza ci auguriamo che non veniate a cose fatte, solo per tagliare il nastro di una nuova “bella” opera. Venite ora, dimostrate che credete fino in fondo in questo progetto e spiegate alla cittadinanza quali siano le azioni riparative che intendete attuare per recuperare questo enorme scempio, perché è chiaro che 194 alberi di seconda grandezza non sono sufficienti a farlo.
Venite ad ascoltare chi dissente da una scelta che non democraticamente ha soddisfatto le aspettative demolitive di 117 persone residenti contro le 421 che chiedevano invece un approccio conservativo e di tutela del verde esistente o comunque di gran parte di esso.
Chi ha emesso una “sentenza” dovrebbe avere la responsabilità di vederla eseguire.
I residenti della zona, ma anche gli studenti, i passanti ed ora molti riccionesi informati, hanno sotto i loro occhi ogni giorno l’ennesima devastazione del verde urbano che avete messo in atto e non è un evento davanti al quale rimanere indifferenti! Riteniamo di essere di fronte ad un evento drammatico che per di più non sembra essere basato su una reale necessità! Non perché non sia reale il disagio dei residenti del quartiere (quei problemi esistono), ma perché il problema poteva essere affrontato con una corretta gestione delle alberature esistenti e con una parziale rimozione, nei casi più drastici, delle sole alberature incompatibili con il rinnovo dei servizi. Viviamo in un periodo di sconvolgimenti climatici e ambientali, il mondo sta letteralmente “bruciando” e spetterebbe alle amministrazioni mettere al primo posto la salute dei cittadini e quindi, per diretta conseguenza, quella dell’ambiente. Spetterebbe alle amministrazioni applicare le più moderne e innovative soluzioni per permettere una sana convivenza con piante di questo valore. Quegli alberi rappresentavano infatti una grande risorsa su vari livelli per la città di Riccione e per i suoi abitanti. Da cittadini ci sentiamo traditi dall’Amministrazione. Chiediamo pertanto che i soggetti responsabili di questi abbattimenti comunichino quando intendano presentarsi sul cantiere prima che siano terminati gli abbattimenti affinché ci sia una reale partecipazione ed una consapevole assunzione di responsabilità di fronte alla cittadinanza rispetto alle scelte fatte e alle alternative escluse.
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> Philip Breddemann
> Lorenzo Ricci
> Sara Sertori

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