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oltre 150 ragazzi

Venti anni di viaggi di volontariato per gli studenti riminesi: un calendario per raccontarli

di Silvia Sanchini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 2 feb 2021 16:57 ~ ultimo agg. 8 feb 14:43
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Venti anni di viaggi di volontariato.

Tre le principali scuole coinvolte (Liceo Scientifico A. Einstein, Liceo Scientifico A. Serpieri e Liceo Classico G. Cesare) insieme ad altre a rotazione.

Oltre 150 giovani volontari che hanno riempito il loro bagaglio di studenti di sogni, speranze, desiderio di condivisione e di mettersi in gioco.

Il 2020 è stato un anno importante per fermarsi a guardare il cammino percorso sino ad ora e ringraziare per l’esperienza dei viaggi missionari fortemente voluti e coordinati da don Giampaolo Rocchi, in collaborazione con Missio Rimini e insieme a don Alessandro Zavattini e alle diverse realtà missionarie riminesi presenti nel mondo.

Era il 2000, infatti, quando un primo gruppo di studenti del Liceo Einstein è partito insieme a don Giampaolo per un progetto di volontariato in Albania, ospiti di don Giuseppe Vaccarini e della missione diocesana. Due settimane di attività a servizio dei bambini e dei ragazzi che frequentano il Centro giovanile di Uznove, ma anche l’occasione per conoscere meglio la “Terra delle aquile”.

Sono i “Brutti & Cattivi”, come simpaticamente uno studente ha rinominato il gruppo di volontariato del liceo.

Da quel viaggio molte cose sono cambiate nel mondo della scuola e nelle vite dei primi protagonisti, che quest’anno si sono ritrovati virtualmente dopo vent’anni, curiosi di vedere come questa prima esperienza è germogliata nelle vite di ciascuno.

Anno dopo anno si sono succeduti nuovi gruppi di volontari e nuove mete: Tanzania, Zimbabwe, Etiopia, Brasile, Cile, Messico. E, ancora, ogni anno tappa a Loreto per il “Treno della Grazia” con bambini e ragazzi con disabilità e a Roma per il Campo di Natale a servizio delle persone senza fissa dimora.

Tradizionalmente ogni anno i gruppi di volontariato finanziano il loro progetto di solidarietà con un’iniziativa di raccolta fondi intorno a un Calendario che racconta attraverso le immagini il viaggio appena realizzato. L’emergenza sanitaria ha reso impossibile nel 2020 partire al gruppo di giovanissimi che aveva già le valigie pronte per lo Zimbabwe ma non ci si è persi d’animo. Sarita Maggioli, che gratuitamente realizza ogni anno la grafica del calendario, ha proposto un’idea che ha ottenuto subito il consenso di tutti: un calendario per ripercorrere i primi 20 anni di viaggi missionari e sostenere il prossimo viaggio, quando sarà possibile partire.

È nato così un coloratissimo e ricco calendario che è stato anche l’occasione per tutti i gruppi di ritrovarsi e ricordare l’esperienza svolta.

C’è chi ora vive all’estero, chi lavora, chi sta completando gli studi universitari, chi è sposato, chi ha figli, chi non ha mai smesso di fare volontariato e impegnarsi attivamente.

Storie di vita diverse ma che sicuramente sono state tutte segnate dall’esperienza vissuta.

Il Brasile è sempre dentro di me e ci unisce nonostante la distanza che può esserci”, scrive ad esempio Diletta. “Noi tutti, nel nostro gruppo, eravamo e siamo tuttora figli di questo viaggio, che lungi da essere una di quelle madri chioccia, ci ha insegnato a camminare poi a correre”, è l’esperienza di Tommaso.

Ne è convinta anche Arianna: “A soli 18 anni poter aprire gli occhi sul mondo e toccare con mano culture diverse è un grande privilegio che lascia un’impronta indelebile nella vita e nella crescita di un giovane studente”.

Tanti pensieri come questo che si ritrovano nei “Diari del volontariato” che proprio in questi giorni vengono condivisi dagli ex volontari.

Non solo ricordi, ma anche un rinnovato impegno.

Ogni gruppo ha infatti individuato dei nuovi progetti e realtà da sostenere e si impegnerà a raccogliere fondi per diversi obiettivi e iniziative solidali.

Commenta così l’esperienza di questi vent’anni don Giampaolo Rocchi, che ne è l’ideatore: “Non ho mai smesso di pensare che nei giovani studenti che ogni anno si presentavano per fare esperienze di volontariato e condivisione missionaria all’estero, vi è un forte senso della giustizia, desiderio di condividere la vita, una forte empatia che diventa quasi attrazione verso i più poveri. Di fronte a queste nobili sfide che incrocio ogni giorno nel contatto e nell’accompagnamento a scuola di questi giovani studenti non si può rispondere in modo banale, bisogna saper creare e offrire occasioni per mettersi alla prova e aprire gli occhi sulla realtà e su se stessi mettendosi a confronto con testimoni; ossia uomini e donne realizzati, fieri e felici delle loro scelte, della loro vita donata e anche della loro fede semplice ma robusta e concreta, dunque credibile”.

E aggiunge: “È stata una sorpresa ritrovare in occasione del ventennale tutti e singoli i gruppi e le persone che in questi anni si sono messi in gioco ed hanno contagiato a loro volta altri amici nei quali già ardeva il fuoco della gioia del dono, del gusto della scoperta, e della sfida di un amore non solo per se. È proprio quel seme di quella terra e di quella gente visitata di cui ancora sembra di sentirne l’odore, quel seme di sé seminato nei solchi di quella terra che è germogliato ora in giovani vite oggi qui a Rimini o in tante parti del mondo, che mi dice che ne è valsa la pena! A che servirebbe infatti la scuola e lo studio se non a migliorare e accrescere la mia vita e quella degli altri? Mi ha sempre guidato un motto della scuola di Barbiana e di Don Milani: I care… ossia, mi interessa. Saremo valutati sulle nostre azioni omesse o compiute; si tratta di restituire ai poveri ciò che è loro”.

Si unisce alle sue parole Suor Milena Fabbri, della Congregazione delle Suore Missionarie Francescane di Cristo: “Abbiamo avuto la gioia di poter accogliere, sia nel Paranà (Sud del Brasile) che nel Cearà (Nord Est de brasile) quattro gruppi di giovani. È stata un’esperienza ricca che ancora oggi, a distanza di anni, custodisco viva nel cuore con profonda gratitudine per l’entusiasmo, l’impegno e la grande generosità dei giovani ma anche la semplicità con la quale si sono messi in dialogo con la diversità e l’apertura disarmata con la quale hanno saputo tessere relazioni alla pari con il popolo e soprattutto con i giovani brasiliani. Hanno saputo accogliere senza rimpianti una vita missionaria semplice, senza troppe comodità, che sa vedere lo straordinario nella quotidiana ordinarietà. Tutto ciò è rimasto un ‘marchio registrato’ nella memoria del cuore di noi sorelle francescane missionarie in Brasile e del ‘nostro’ popolo”.

Per raccontare queste esperienze e presentare il prossimo viaggio in Zimbabwe è in programma una partecipazione televisiva, ospiti di Icaro tv e un approfondimento sul Settimanale Il Ponte. Anche in questi tempi difficili, il protagonismo e la generosità degli studenti permettono di realizzare esperienze nuove di condivisione e solidarietà. Con un ricordo speciale nel cuore: quello di suor Cecilia Zanet, scomparsa nel suo amato Brasile e che siamo certi ora vive nella Luce del Signore.

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di Redazione