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A Riccione

Quattro cantieri in corso. Ermeti: abbiamo messo il turbo

In foto: fontana
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 feb 2021 15:39
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L’amministrazione comunale di Riccione fa il punto sui vari cantieri presenti in città. Sono iniziati questa mattina i lavori di cantieramento, con transennatura dell’area, per l’avvio del restyling del lungomare Goethe che va da piazza Aldo Moro a viale S. Francesco. Proseguono i lavori nel tratto già messo a cantiere  che va da piazzale Azzarita e termina in piazza Aldo Moro, dove sono in via di sistemazione i nuovi arredi tra cui una fontana montata la scorsa settimana e in via di allestimento: ci sarà un tunnel verde con una cascata di acqua e panchine sottostanti.

Continuano i lavori per il completamento di viale Tasso, dove dopo la sistemazione dei nuovi lampioni si sta procedendo con nuove piantumazioni di alberi del tipo Pyrus Calleryana.

Proseguono i lavori per la riqualificazione del quartiere Centro Studi dove si sta lavorando su viale Reggio Emilia (già asfaltata), Parma, Modena, Piacenza e Morciano. Si sta procedendo alla sistemazione della nuova linea dell’illuminazione in viale Piacenza, e questa mattina in viale Ferrara si è iniziato a lavorare alla sostituzione delle alberature (vedi notizia).

Partono mercoledì i lavori al sottopasso per il transito delle biciclette alla rotonda di viale Da Verrazzano. Il progetto prevede l’allargamento degli attuali marciapiedi, con transenne per la messa in sicurezza del passaggio obbligato con conseguente creazione di pista ciclabile dedicata su ambo i lati.

La nostra è una città che ha messo il turbo – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici, Lea Ermeti e che in diversi e strategici punti del territorio sta riqualificando viabilità, piazze, passeggiate pedonali e quartieri. Sicurezza, opere che resistano nel tempo, che rendano funzionali e sicuri gli impianti, che non necessitino di continua manutenzione, soprattutto nei quartieri, che si adattino alle esigenze dei residenti, che abbattono le barriere architettoniche come nel caso di viale Ferrara e che arricchiscano e non impoveriscano il territorio, nel nome dell’immobilismo. Una città che resta ferma che non sia in grado di mettere in discussione se stessa è sinonimo di una comunità che perde la sfida col futuro in nome di vecchie logiche. Il Covid ma non solo quello ha cambiato tutto. Ha stravolto anche il modo di vivere le città è naturale che anche le comunità cambino. Quindi l’amministrazione deve saper accettare il cambiamento e mutare con le esigenze stesse dei suoi cittadini”. 

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