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Organizzazione flessibile

In Emilia Romagna un sistema da 45.000 vaccini al giorno. In attesa delle dosi

In foto: Donini e Bonaccini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
ven 5 feb 2021 13:22 ~ ultimo agg. 6 feb 14:11
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Oggi in Emilia Romagna la rete dei punti di vaccinazione sta somministrando 10.000 dosi al giorno, ma può svilupparsi fino a garantire 45mila vaccini al giorno e 1,3 milioni al mese. E a febbraio il secondo livello potrebbe già scattare. Da lunedì 15 febbraio via alle prenotazioni per le persone con più di 80 anni. La questione, come noto, è che oggi le dosi stanno arrivando in quantità minore rispetto a quelle attese. Lo hanno ribadito l’assessore regionale Donini e il presidente Bonaccini facendo il punto sulla campagna vaccinale.  “Abbiamo attivato un sistema flessibile. A seconda dei vaccini che arriveranno si attiverà l’organizzazione conseguente”, spiega Donini. “Fino a oggi, nonostante le decurtazioni, non siamo mai andati in crisi sulle dosi per i richiami”.

La rete dei punti vaccinali dai dodici di oggi potrebbe arrivare a 70 col dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e più di 1.000 operatori. Intanto è già stata rodata la modalità dei singoli team in grado di somministrare 600 vaccinazioni al giorno. Quattro le fasi individuate: la prima, quella in corso, che riguarda operatori sanitari e ospiti delle Rsa. La seconda riguarderà forze dell’ordine e le fasce di popolazione più esposte al Covid: anziani, persone con più di 60 anni, quelle con patologie croniche, a rischio di malattie gravi o morte, disabili, insegnanti e personale scolastico ad alta priorità. Poi la terza fase riguarderà la popolazione a morbilità moderata e l’ultima interesserà tutta la popolazione.

“E’ inutile adesso fare promesse rispetto ai numeri – spiega il presidente della Regione Bonaccini – quello che possiamo dire ai cittadini è che  abbiamo un’organizzazione in grado di arrivare a oltre un milione di vaccini al mese”. Che permetterebbe, se gli accordi saranno rispettati, di arrivare all’estate con la maggioranza della popolazione vaccinata, con conseguenti ricadute positive sull’attività di molti comparti che hanno sofferto fino a oggi lo stop. Ma Bonaccini insiste sul rischio di dare date su una situazione che non dipende dalla Regione: “Non possiamo illudere le persone”.

Continua l’attenzione sulle varianti, dopo l’ufficialità dei primi dieci casi accertati di variante inglese (tra cui un riminese): dai primi riscontri confermata la maggiore diffusività ma non una maggiore pericolosità. Variante che comunque rientra nel campo d’azione del vaccino.


La sintesi del piano vaccinale (a cura della Regione Emilia Romagna):

Il piano vaccinale fissato a livello nazionale prevede diverse fasi di attuazione, con interessamento graduale della popolazione in riferimento a priorità di età, patologia e attività essenziale per la collettività.

Su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sta proseguendo la prima fase, avviata a livello europeo e italiano lo scorso 27 dicembre con il Vaccine Day e protratta oltre i tempi previsti a causa dei problemi di consegna delle dosi da parte delle Aziende produttrici. È riservata a: operatori sanitari/sociosanitari sia pubblici che privati accreditati, operatori sanitari libero professionisti, compresi i componenti delle organizzazioni territoriali (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta); residenti e personale dei presidi residenziali per anziani; volontari/dipendenti delle associazioni che svolgono attività di emergenza; personale tecnico-amministrativo in presenza nei presidi sociosanitari, farmacisti, odontoiatri e, successivamente, gli operatori libero professionisti.

Inoltre, grazie alla disponibilità di dosi di vaccino AstraZeneca, è stato possibile inserire nella prima fase di vaccinazioni anche le forze dell’ordine.

Ultimate le vaccinazioni su questo target di popolazione – ad oggi sono state vaccinate 132.913 persone e di queste 89.364 hanno già completato il ciclo vaccinale con due dosi, per un totale di 222.277 vaccini somministrati – si procederà, tra fine febbraio e inizio marzo, con tutti i cittadini dagli 80 anni in su, che in regione sono 368.300: potranno iniziare a prenotarsi da lunedì 15 febbraio. Intanto, in questi giorni è già partita la vaccinazione a casa alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni.

La Regione ha già chiesto al Governo di inserire in questa fascia prioritaria anche le persone con disabilità al 100% non autosufficienti, in particolare quelli con patologie per le quali il Covid rappresenta un rischio di salute grave, ed è sul tavolo la proposta di includere anche i caregiver.

Il Piano nazionale vaccini del 12 dicembre scorso, presentato in Parlamento dal ministro Roberto Speranza, è in fase di revisione, soprattutto per quanto riguarda le priorità delle categorie a rischio, alla luce della disponibilità, seppur ridotta rispetto al dichiarato, del vaccino di AstraZeneca e alle indicazioni d’uso quest’ultimo vaccino (fascia di età). La programmazione delle fasi successive, quindi, è passibile di ulteriori modifiche.

La seconda fase è basata su criteri anagrafici e di priorità: comprende infatti, oltre alle persone over 80 non vaccinate in precedenza, quelle in fascia d’età tra i 60 e i 79 anni (partendo dai 70-79enni a scendere), che in Emilia-Romagna sono quasi 1 milione (998 mila). E ancora: persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età; gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente, “ad alta priorità”.

Nel caso in cui i disabili al 100% non vengano inseriti a livello nazionale in fase 1, in Emilia-Romagna saranno vaccinati in questa fase, assieme a tutte le persone con disabilità in condizioni patologiche a maggior rischio di sviluppare quadri gravi. A questo proposito, si è in attesa di indicazioni ministeriali dell’elenco delle patologie croniche da considerare a rischio.

La terza fase sarà rivolta a: insegnati e personale scolastico rimanente, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità. Infine, persone con comorbidità moderata di ogni età.

La quarta fase vedrà la campagna vaccinale estesa alla popolazione rimanente (dai 16 anni- come avviene ovunque secondo le indicazioni scientifiche – ai 59 anni).

Solo sulla base delle forniture attuali, a marzo saranno comunque già immunizzate oltre 500mila persone (per un milione di dosi somministrate) ed entro giugno tutte le persone e categorie a rischio. L’auspicio è ovviamente quello che possano essere disponibili molte più dosi, per accelerare con il programma vaccinale.

Come prenotare la vaccinazione

Tutti i cittadini dagli 80 anni in su riceveranno la prossima settima a casa una lettera a firma del presidente Stefano Bonaccini in cui saranno spiegate le modalità di prenotazione.

Per loro, a partire da lunedì 15 febbraio, saranno molteplici i canali possibili per effettuare la prenotazione: Cup, Farmacie Cup, prenotazione telefonica, Fascicolo sanitario elettronico, Portale regionale Salute.

Per tutte le altre categorie, la possibilità di prenotazione sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale.

Infine, per le altre categorie in questa prima fase, viene mantenuta l’attuale modalità di prenotazione.

La prenotazione avviene senza prescrizione del medico curante.

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