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tranello sui social

Prima l'offerta di lavoro su Facebook come segretaria, poi le proposte sessuali: 30enne riminese nei guai

di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 9 gen 2021 13:32 ~ ultimo agg. 10 gen 10:15
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L’annuncio di lavoro su Facebook come segretaria o magazziniera non era altro che la scusa per entrare in contatto con nuove donne o ragazze a cui proporre rapporti sessuali in cambio di un impiego che nemmeno esisteva. E’ quanto accaduto a una 49enne riminese che alcuni giorni fa si è rivolta agli agenti della polizia di frontiera perché si sentiva oggetto di attenzioni sessuali sgradite da parte di uno sconosciuto al quale si era rivolta dopo una proposta di lavoro.

Durante la formalizzazione della denuncia, i poliziotti hanno appreso che la ragazza, alla ricerca già da diverso tempo di un impiego, era iscritta a differenti gruppi Facebook denominati “Offerte di lavoro di Facebook”, che hanno la finalità di mettere in contatto le persone che offrono lavoro con quelle che ne sono alla ricerca.

Come funziona? All’utente iscritto arriva una notifica, sia via mail che sul portale, dell’offerta di lavoro. Se la proposta suscita l’interesse dell’iscritto, questi si candida per ottenere posto di lavoro e in poco tempo viene contattato dal proponente per finalizzare i dettagli dell’offerta. Avendo aderito, la donna è stata contattata da un uomo che, dopo averla allettata con proposte di lavoro vantaggiose, ha iniziato a richiederle in chat prestazioni sessuali in cambio. Impaurita dall’insistenza dell’uomo, la donna si è rivolta alla polizia.

L’attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore di Rimini, Davide Ercolani, ha portato all’individuazione del sospetto. Nelle prime ore di venerdì, come disposto dal magistrato, è stata eseguita una perquisizione locale e personale nei confronti del sospettato, un 30enne riminese. Che, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, prima pubblicava finti annunci di lavoro su Facebook, poi, dopo aver visionato le immagini delle candidate tramite il loro profilo WhatsApp o di altri social network, iniziava a molestarle in chat con messaggi allusivi fino ad avanzare delle esplicite proposte sessuali.

A seguito della perquisizione, i poliziotti hanno sequestrato lo smartphone del riminese, da cui sarebbero emersi numerosi contatti con ignare candidate. In attesa della perizia da parte del
consulente informatico incaricato dal magistrato, il 30enne riminese è stato denunciato per le molestie a mezzo telefono.

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