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L'intervento del sindacato

La Uil contro l'indennità del presidente di provincia: incomprensibile

In foto: Giuseppina Morolli e Riziero Santi
di Redazione   
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lun 18 gen 2021 12:29
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La Uil, in una nota firmata dalla segretaria provinciale Giuseppina Morolli, si scaglia contro il ripristino dell’indennità del presidente della provincia equiparata allo stipendio del sindaco del comune capoluogo. Nel riminese si tratta di 5.726,46 euro mensili. “Oggi nel periodo di massima crisi – scrive la Morolli – assistiamo all’ennesimo spreco di denaro pubblico; usiamo la parola spreco perché per noi della UIL di tante cose c’era bisogno nel nostro Paese, ma sicuramente non della rinascita delle Province“. Il sindacato ricorda che attualmente la provincia è un ente di secondo grado e il suo presidente non viene eletto dai cittadini ma viene nominato dai vari consiglieri comunali con meccanismi legati alla popolazione dei singoli Comuni. La Uil si dice contraria al provvedimento che ha ripristinato l’indennità definendolo “incomprensibile”.

Uno dei principali obiettivi della legge Delrio – ricorda ancora la segretaria generale della Uil riminese – era trasformare le province in enti di secondo grado. Renderle la sede di raccordo degli interessi dei comuni della zona. Un’istituzione snella, di supporto ai municipi. Composta direttamente dagli amministratori locali, per gestire in modo collaborativo le competenze di area vasta. A distanza di circa 6 anni, navighiamo ancora a vista, anzi mentre ancora non si capisce il loro ruolo, qualcuno ha pensato bene con i chiari di luna che ci sono nel nostro Paese e nella nostra Provincia di dare una lauta indennità ai Presidenti.” “Ci piacerebbe – conclude la Morolli – almeno confrontarci con il presidente come parti sociali sul bilancio dell’Ente Provincia e su tanti altri temi legati al nostro territorio.