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I progetti in corso

Materiali avanzati e sistemi innovativi. L'attività del CIRI-MAM


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In foto: un laboratorio del Tecnopolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
gio 10 dic 2020 16:47 ~ ultimo agg. 11 dic 19:22
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Il miglioramento della qualità della vita passa anche dalla ricerca industriale sui prodotti del nostro vivere quotidiano. Una ricerca dove innovazione dei processi e dei materiali ed economia circolare sono le coordinate per un nuovo modello di attività industriale.

la professoressa Andrisano

Il sostegno a questo sviluppo è una delle mission del CIRI-MAM (Centro interdipartimentale di ricerca industriale- Meccanica applicata e materiali) che ha una delle sue sedi al Tecnopolo di Rimini, gestito da UniRimini.

A raccontarci le diverse attività è Vincenza Andrisano, professoressa ordinaria in Chimica farmaceutica di UniBo, che dalla fine del 2018 è responsabile scientifica dell’Unità 06 riminese di Chimica e Tossicologia dei materiali del CIRI-MAM.

COMPETENZE, STRUMENTAZIONE E INTEGRAZIONE

L’unità 06 del CIRI-MAM è composta di 18 docenti e ricercatori di UniBo che afferiscono al QuVi (Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, UniBo sito a Rimini) e al Ciamician (Dipartimento di Chimica di UniBo, sito a Bologna) e che si trovano riuniti nel Tecnopolo di Rimini per usufruire degli spazi dei laboratori e della strumentazione che la regione Emilia Romagna ha messo a disposizione.

“I docenti di UniBo afferenti all’Unità 06 del CIRI-MAM – spiega la professoressa Andrisano – sono non solo chimici, tossicologi, biologi, ma alcuni appartengono alle scienze umane. Questa integrazione è essenziale per affrontare in maniera completa i temi di ricerca in collaborazione con le aziende del territorio della regione, che operano non solo in vari settore del benessere (aziende farmaceutiche, di integratori alimentari, cosmetiche, alimentari), ma anche nell’ambito della meccanica di precisione e del packaging”.

In particolare, l’area di specializzazione S3 “Industria della Salute e del Benessere” si collega con le attività di ricerca sviluppate nell’ambito del Dipartimento in Scienze per la Qualità della Vita e rientra tra gli ambiti produttivi con alto potenziale di espansione e di cambiamento anche per altre componenti del sistema produttivo. “Questa area è strettamente connessa con le principali aree di interesse del nostro territorio, permettendo quindi, in linea con gli obiettivi della S3, di fare leva sui vantaggi competitivi del territorio per specializzarsi in ambiti di eccellenza”.

LA COLLABORAZIONE CON VALPHARMA

A gennaio 2020 è stata attivata una collaborazione tra il Tecnopolo di Rimini, UniRimini Spa e Valpharma Spa, azienda del territorio di riferimento internazionale nella produzione conto terzi di farmaci e prodotti nutraceutici.

i protagonisti della collaborazione

La Valpharma, azienda sammarinese con sedi anche in Italia, si avvale della ricerca scientifica del Tecnopolo di Rimini e dei Laboratori del Dipartimento in Scienze per la Qualità della vita, coordinata dalla professoressa Andrisano nel settore del controllo di qualità dei prodotti nutraceutici. La Valpharma International S.p.A di Pennabilli ha recentemente acquisito il marchio Erba Vita e procederà alla produzione e alla commercializzazione di numerosi prodotti per il benessere dell’individuo da distribuire nei canali farmacia, erboristeria e parafarmacia.

“Dal 1977 Valpharma si è sempre distinta per lo sviluppo e la commercializzazione di formulazioni farmaceutiche solide orali a rilascio modificato – ricorda la professoressa Andrisano – Con la nuova acquisizione l’azienda svilupperà sinergicamente nuovi prodotti nutraceutici inseriti nell’ambito del progetto Valpharmarecchia: modello unico in Italia di sviluppo industriale e territoriale, attraverso il coinvolgimento diretto della micro-impresa agricola, degli enti di ricerca italiani e internazionali e di enti di formazione professionale, il tutto operando in un’ottica di economia circolare”. UniRimini ha fornito un supporto economico per finanziare un assegno di ricerca. L’assegnista avrà il ruolo di collegamento fra Università e Valpharma, sotto la supervisione della Professoressa Andrisano.

LA RICERCA SUGLI ANTIDOLORIFICI

Sempre nell’ambito di progetti per l“Industria della Salute e del Benessere”, la professoressa Andrisano sovrintende un progetto, in collaborazione con l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori di Meldola, in tema di Analisi di farmaci e metaboliti, composti biologicamente attivi in prodotti farmaceutici, campioni biologici, nutraceutici e cosmetici.

Si tratta del Progetto ‘Valutazione delle implicazioni cliniche in relazione ai polimorfismi genetici legati alla farmacocinetica e dinamica del fentanyl transdermico”. L’attività di cui la professoressa Andrisano ha come obiettivo lo ‘Studio di farmacocinetica di un farmaco antidolorifico di natura oppioide; determinazione dei parametri farmacocinetici tramite HPLC-UVDAD e GC-MS. Attività dalle importanti potenzialità per conoscere meglio le complesse interazioni tra farmaci e pazienti.

VERSO IMBALLAGGI SOSTENIBILI

Un altro importante capitolo che coinvolge la professoressa Andrisano e l’Unità 06 del CIRI-MAM, in tema di economia circolare, è il progetto EcoPackLab sugli imballaggi biocompostabili.

“Il tema della sostituzione dei materiali derivati dal petrolio con materiali ecosostenibili, nelle diverse accezioni del termine – derivati da fonti rinnovabili, biodegradabili, compostabili – in un campo caratterizzato da alti volumi come quello degli imballaggi è di grande attualità ed è stato il tema centrale di vari progetti che hanno coinvolto anche istituzioni di ricerca e realtà industriali italiane ed emiliano-romagnole”.

A livello regionale, è stato finanziato dalla Regione con fondi POR-FESR il progetto EcoPackLab, che ha portato alla realizzazione di un innovativo film a base di polilattide pensato per il settore alimentare e alla creazione di un laboratorio integrato per lo sviluppo di packaging flessibile, dotato di una macchina prototipo per la laminazione di materiali diversi e trattamenti al plasma di film per packaging.

Oltre al CIRI-MAM, partner del progetto sono CIRIAGRO e le aziende Barilla, Ilapack, IMA.

Diversi gli obiettivi conseguiti: la Creazione di un laboratorio pilota “a rete” per lo studio e la produzione di nuovi imballaggi attivi ed ecosostenibili con validazione pre-industriale; la realizzazione di nuovi imballaggi attivi flessibili per il settore alimentare e di nuovi film multistrato accoppiati con tecnologie avanzate di trattamento di plasma freddo in sostituzione dell’uso di adesivi sintetici; il miglioramento dell’efficienza logistica quanto a riduzione di costi e impatto ambientale degli imballaggi realizzati.

“I vantaggi sono la possibilità di smaltire il biopackaging con il materiale compostabile, riducendo il problema di dispersione di plastiche nell’ambiente. Oltre alle caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità, un nuovo packaging attivo capace di bloccare l’ingresso di ossigeno e proteggere dalla crescita microbica, tramite l’inserimento nel doppio strato di molecole biodegradabili e naturali, porterebbe ad aumentare la stabilità del prodotto, senza appesantire la formulazione con antiossidanti e conservanti”.

LE OPPORTUNITÀ DALLE MICROALGHE

Un altro progetto di cui la professoressa Andrisano è responsabile, insieme al collega Vincenzo Tumiatti, riguarda la “Caratterizzazione analitica, delle tecnologie di produzione e delle collocazioni di mercato di farine ed estratti algali per orientare la produzione e la vendita dei prodotti algali verso l’ambito cosmetico, nutraceutico e dei biocarburanti”.

la dott.ssa Serena Montanari, impegnata sul tema microalghe

Una ricerca che apre a diverse opportunità: “All’interno del paradigma dell’economia circolare e in un’ottica di carbon neutrality, Eni sta sviluppando un impianto di biofissazione di CO2 mediante microalghe per arrivare a produrre la cosiddetta farina algale. Questa può essere utilizzata come prodotto o componente per mercati agroindustriali, alimentari e nutraceutici; oppure per estrarre il bio-olio. Ma estremamente importante è anche la valorizzazione dello scarto che è ancora ricco di composti utili per la produzione di biopackaging”.

“L’Unità 06 del CIRI-MAM di Rimini– spiega la professoressa – sta collaborando con ENI nella caratterizzazione chimico-tossicologica del prodotto secco, necessaria per orientare la produzione e la vendita dei prodotti algali verso l’ambito cosmetico, nutraceutico e dei biocarburanti, biopackaging, sfruttando le microalghe fino a uno ‘scarto zero’”.

TECNOPOLO, CROCEVIA PER LO SVILUPPO

La chiave dell’economia circolare è sempre più nel rapporto virtuoso tra ricerca e imprese, dove ogni attore porta le sue competenze per uno sviluppo condiviso. E con il supporto fondamentale di chi ne stimola l’incontro: “Tramite l’ente gestore UniRimini, che favorisce l’interazione fra noi e il territorio, siamo sempre in contatto con le aziende del settore ‘benessere’ per risolvere le loro problematiche o per condurre progetti di ricerca mirati a favorire un’economia circolare, riducendo la formazione di scarti di produzione, e a trovare soluzioni per un loro riciclo e per ottimizzare le risorse industriali”.

Il Tecnopolo è il luogo dove le diverse competenze si incrociano e si integrano: “Oggigiorno la ricerca è frutto di collaborazioni che uniscono competenze trasversali – conclude la professoressa Andrisano – Quindi il Tecnopolo è il crocevia di esperienze diverse, messe a frutto per il benessere industriale”.


Per saperne di più:

www.tecnopolorimini.it

Via Dario Campana, 71 Rimini
0541/21847

www.mam.unibo.it

www.unirimini.it

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