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Lavori di Pubblica Utilità

La Formica rinnova per la terza volta la convenzione col tribunale di Rimini

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 2 dic 2020 09:41 ~ ultimo agg. 15 dic 17:16
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Lo scorso 15 ottobre è stata rinnovata la convenzione con il Tribunale di Rimini che consente a La Formica di stare – per altri 3 anni – nell’elenco dei Lavori di Pubblica Utilità. Un tipo di giustizia ripartiva in cui la cooperativa ha sempre creduto in quanto gli obiettivi sono molto vicini a quelli della mission aziendale.

Non a caso è stata la quindicesima azienda del territorio ad attivare la convenzione col Tribunale e questo rinnovo è il terzo dopo quello fatto già nel 2014 e nel 2017. Era infatti il 20 settembre del 2011, quando fu stipulata per la prima volta la convenziona, a solo tre mesi (15 giugno del 2011) dalla firma del protocollo d’intesa tra il Tribunale di Rimini, la Procura della Repubblica, l’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale.

L’elenco dei Lavori di Pubblica Utilità del Tribunale di Rimini è formato attualmente da 44 enti del territorio (dato aggiornato allo scorso 20 ottobre) divisi fra comuni, associazioni, consorzi ed imprese sociali. Un caleidoscopio di realtà genuine del territorio riminese – attente al sociale – tra cui son presenti ben 14 cooperative sociali. Imprese che, per le loro caratteristiche, sono già geneticamente predisposte ad accogliere e strutturare, nella loro organizzazione, percorsi lavorativi di questo tipo.

Sono innumerevoli i benefici provenienti dai lavori di pubblica utilità, a cominciare dal condannato stesso che, adempiendo agli obblighi stabiliti dal Giudice, in un determinato periodo con orari di lavoro ben definiti, può ottenere il dimezzamento del periodo di sospensione della patente, la revoca della confisca del veicolo se prevista per i casi più gravi e l’estinzione immediata dalla fedina penale del reato ascritto.

A questa importante adesione si aggiunge anche quella per la cosi detta ‘messa alla prova’, un’altra particolare forma di sospensione del procedimento penale, con cui l’imputato viene affidato all’ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE), per lo svolgimento di un programma di trattamento che prevede alcune attività obbligatorie, tra cui anche l’esecuzione del lavoro di pubblica utilità. Anche in questo caso La Formica ha attivato dal 2015 una convenzione con il Tribunale di Rimini che nel prossimo mese di dicembre sarà oggetto di rinnovo. Sono 20 in tutto le realtà della provincia di Rimini che in questo caso sono convenzionate con il Tribunale, tra queste 10 sono imprese sociali.

Entrambe queste forme di giustizia ripartiva consentono alla cooperativa di accogliere – ogni anno – tante persone che si trovano nelle condizioni – delineate dalla procedura panale – di dover fare questi tipi di percorsi che risultano al contempo sia formativi che rieducativi; 19 in tutto sono i percorsi attivati nel 2020 in cooperativa, di cui 11 nella forma della ‘messa alla prova’; 8 sono provenienti da percorsi attivati nel 2019 che si sono completati nell’anno in corso.

Si tratta di un’attività importante, che rappresenta un’efficace forma di volontariato attraverso un impegno fattivo e solidale: riparare le conseguenze, o gli effetti, di un comportamento illecito. Una convenienza che ricade anche sulle organizzazioni dove sono inseriti i lavoratori di P.U., perché possono usufruire, gratuitamente, di una o più persone a supporto delle attività ordinarie, che sono sia sociali che di pubblica utilità. I benefici poi si riflettono di conseguenza anche su tutta la comunità, considerato la tipologia di servizi che genericamente le realtà sociali svolgono per il proprio territorio. E’ un sistema virtuoso che contribuisce a creare una cultura diffusa delle problematiche sociali e un reale senso d’inclusione.

Ma il vantaggio più significativo probabilmente è legato alla crescita personale dei lavoratori che si ritrovano a vivere dentro una realtà sociale, comprendendo appieno il significato di una scelta solidale e non solo di riparazione del danno causato. Una lezione di vita in cui, mettendo a disposizione gratuitamente le proprie competenze, si può avere la possibilità di sentirsi meno individui, più integrati nella comunità e partecipi di un cambiamento interno ed esterno.

Emiliano  Violante

 
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