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l'alfabeto del crescere

Doppio sogno: un incontro sugli adolescenti con Anna Oliverio Ferraris

In foto: Anna Oliverio Ferraris
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 23 dic 2020 13:47 ~ ultimo agg. 7 gen 15:19
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Adolescenti e genitori: l’alfabeto del crescere” è il titolo del ciclo di incontri, promosso per il terzo anno consecutivo, dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini rivolto a genitori, insegnanti e educatori di ragazzi pre-adolescenti e adolescenti.

Naturalmente quest’anno si inaugura il ciclo in modalità online, ma con ospiti importanti.

La prima serata si è svolta giovedì 3 dicembre. “Doppio sogno” il tema affidato a Anna Oliverio Ferraris scrittrice di numerosi libri (tra gli ultimi: “Famiglia”, “Sopravvivere con un adolescente in casa” “Tutti per uno”), psicoterapeuta e docente universitaria emerita dell’Università La Sapienza di Roma.

Professoressa Ferraris, quali sono oggi i sogni dei ragazzi adolescenti?

Ci sono i sogni che i ragazzi fanno di notte e che aiutano a rielaborare le esperienze vissute durante la giornata. Ma ci sono anche i sogni diurni, ad occhi aperti, che riguardano le aspirazioni, i progetti e il futuro. I ragazzi immaginano il loro domani e questo li aiuta a costruire la loro identità e personalità, per questo non è mai una attività inutile. I sogni soddisfano il bisogno di autoaffermazione, autostima e il fisiologico narcisismo dell’adolescenza, per questo sono importanti e hanno una funzione di sostegno. Oggi i ragazzi hanno molti più modelli: icone dello sport (si pensi a cosa è successo con la morte di Maradona) o dello spettacolo, protagonisti delle imprese spaziali, personaggi dei giochi virtuali, modelle, influencer. A differenza del passato gli adolescenti possono incontrare i loro esempi anche nel mondo virtuale. Ricercare la propria identità in una società multiforme come la nostra richiede del tempo e, così come i modelli, anche i sogni possono cambiare nel corso del tempo. Progressivamente infatti i ragazzi si liberano dei condizionamenti esterni e si appropriano sempre più della loro identità. In questo il ruolo dei genitori e degli educatori è molto importante. Anche la situazione causata dalla pandemia ha modificato i punti di riferimento di tanti ragazzi e ragazze che sicuramente hanno riconosciuto il grande ruolo del personale medico e approfittato di questo tempo per riflettere sui valori più importanti, contrapponendoli alle cose più effimere.

E quali sono invece i sogni dei genitori?

I genitori fin dalla nascita hanno delle fantasie sui loro figli: questo in linea di massima è un fatto positivo perché rappresenta una proiezione della famiglia verso il futuro. Un genitore sogna per il proprio figlio che sia facile da educare, che si possa affermare nel mondo e avere una vita felice frequentando la scuola, lavorando, inserendosi nella società. Il problema si crea se il genitore si sovrappone alla personalità del figlio considerandolo una sua proprietà e modellandolo a propria immagine e somiglianza, creando una dipendenza emotiva. Ci sono ovviamente eccezioni e situazioni in cui desideri dei figli e dei genitori coincidono: pensiamo al caso emblematico di Mozart e suo padre, anche lui musicista. Ma è un equilibrio che non è facile trovare. Spingere a tutti i costi un figlio verso un obiettivo che non gli si confà può rivelarsi fallimentare. Esistono tempi dello sviluppo e inclinazioni e desideri che vanno rispettati.

Cosa accade quando le inclinazioni dei ragazzi non sono particolarmente evidenti?

Può accadere anche a ragazzi intelligenti e molto dotati di far fatica a individuare un settore verso cui orientarsi per costruire il proprio percorso. In questo caso i ragazzi possono essere aiutati dando loro l’opportunità di fare esperienze concrete e di mettersi alla prova per capire cosa può piacere loro oppure no. Ci sono ragazzi che hanno già le idee molto chiare a 13 o 14 anni, altri no, ma non c’è nulla di strano. I tempi di maturazione sono diversi e non per questo bisogna preoccuparsi.

Come fare perché in famiglia ciascuno possa coltivare il proprio sogno senza invadere quello dell’altro?

È fondamentale che ci sia una buona comunicazione e che tutti possano parlare apertamente e liberamente di quello che provano, senza doversi vergognare o pensare di dovere per forza aderire alla visione dell’altro. Un buon dialogo nasce dalla capacità di ascolto e dall’empatia, senza prevaricarsi ma nel rispetto reciproco.

Silvia Sanchini